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Nel Bresciano il Consiglio allargato di Confindustria Meccanica e Meccatronica

Ospitato alla Fabbrica d'Armi Pietro Beretta

GARDONE VAL TROMPIA (Brescia) - Si è svolto – nella sede di Fabbrica d'Armi Pietro Beretta a Gardone Val Trompia – il Consiglio allargato del Settore Meccanica e Meccatronica di Confindustria Brescia, dal titolo “Imprenditori insieme”: un momento di confronto dedicato alle prospettive e alle principali sfide della manifattura meccanica bresciana, che ha visto la presenza di quasi 100 partecipanti.

L'iniziativa, ospitata dall’azienda triumplina nell'anno del suo 500° anniversario, ha rappresentato un'occasione di dialogo tra imprenditori e rappresentanti del mondo industriale e istituzionale, con particolare attenzione alla continuità imprenditoriale, al ruolo delle filiere produttive e alle opportunità di sviluppo sui mercati nazionali e internazionali.

Nel corso della serata – dopo l’introduzione ai lavori del presidente del settore Meccanica e Meccatronica di Confindustria Brescia, Alberto Metelli – è andata in scena la tavola rotonda “Imprenditori Insieme” – moderata da Filippo Schittone, direttore generale di Confindustria Brescia – con la partecipazione di Franco Gussalli Beretta, presidente e CEO di Fabbrica d’Armi Pietro Beretta, Silvano Simone Bettini, presidente di Federmeccanica e Roberto Luongo, consigliere del Ministro delle Imprese e del Made in Italy per l’Internazionalizzazione e la Valorizzazione del Made in Italy nel Mondo.

Il confronto si inserisce in un contesto territoriale nel quale la meccanica continua a rivestire un ruolo centrale. Secondo le elaborazioni del Centro Studi di Confindustria Brescia su dati Istat, il comparto conta in provincia 7.703 unità locali e circa 94.500 addetti, pari rispettivamente al 60% e al 61% del totale manifatturiero. Brescia si colloca inoltre al terzo posto tra le province italiane per numero di addetti nella meccanica, dopo Torino e Milano.

Sul piano economico, le società di capitali del settore hanno generato complessivamente 21,4 miliardi di euro di ricavi e circa 6,8 miliardi di valore aggiunto, con un Ebitda di 2,7 miliardi (2024). Sul fronte congiunturale, dopo la ripresa registrata nella seconda parte del 2025, la produzione industriale della meccanica bresciana ha evidenziato una variazione tendenziale positiva anche nei primi due trimestri del 2026, rispettivamente pari al +3,6% e al +1,5%.

“La flessibilità e la capacità di reagire ai cambiamenti, caratteristiche distintive dell'imprenditoria italiana, restano punti di forza fondamentali – le parole di Alberto Metelli, presidente del settore Meccanica e Meccatronica di Confindustria Brescia –. Oggi, però, devono accompagnarsi a una crescente capacità di collaborare e condividere esperienze. È proprio in questo contesto che emerge il valore dell'associazionismo: offrire occasioni di confronto, favorire la circolazione di idee e individuare risposte comuni alle sfide del sistema produttivo.
È questo il significato di “Imprenditori insieme”: riconoscere nel confronto e nella collaborazione una risorsa preziosa, soprattutto nei momenti di maggiore incertezza.”

“La longevità di un’impresa – sostiene Franco Gussalli Beretta, presidente e CEO di Fabbrica d’Armi Pietro Beretta – nasce dalla capacità di innovare senza perdere le proprie radici. Nei momenti di trasformazione bisogna partire da ciò che si sa fare, valorizzare le competenze costruite nel tempo e indicare una direzione chiara, capace di andare oltre il breve termine. La transizione digitale e l’intelligenza artificiale offrono opportunità straordinarie, ma nessuna tecnologia funziona senza le persone adatte. Per questo il vero patrimonio di un’azienda restano il capitale umano, la solidità della filiera e il legame con il territorio: è da qui che si costruisce il futuro, con coraggio, equilibrio e visione.”

«La meccanica italiana rappresenta un patrimonio industriale, tecnologico e umano che dobbiamo difendere e rafforzare – dichiara Silvano Simone Bettini, presidente di Federmeccanica –. Le nostre imprese hanno grandi capacità, ma devono confrontarsi con costi energetici elevati, una concorrenza internazionale sempre più accesa e decisioni che mettono a rischio filiere strategiche, come l’automotive e indecisioni che mettono a rischio asset strategici come l’Ex Ilva. Servono politiche industriali efficaci a livello europeo e nel nostro Paese, servono scelte corrette come puntare sulla neutralità tecnologica per l’automotive e azioni concrete sull’Ex Ilva salvaguardandone l’integrità. Allo stesso tempo dobbiamo mettere al centro le persone, le competenze e la qualità delle relazioni di lavoro. Il rinnovo del CCNL nel 2025 dimostra che competitività delle imprese e tutele dei lavoratori sono complementari. È questa la strada da seguire per affrontare le grandi trasformazioni dell’industria e della società, facendo Sistema per mettere al centro l’industria e il lavoro.»

“Nonostante la complessa congiuntura internazionale, l’export continua a rappresentare il motore trainante del settore e una leva fondamentale per la crescita e la competitività del sistema produttivo nazionale – chiude Roberto Luongo, consigliere del Ministro delle Imprese e del Made in Italy per l’Internazionalizzazione e la Valorizzazione del Made in Italy nel Mondo –. Guardando al futuro, le stime indicano che già nell’anno in corso i mercati esteri torneranno a crescere: una prospettiva che conferma la straordinaria competitività delle nostre imprese manifatturiere, la loro qualità tecnologica e la capacità di adattarsi con flessibilità ai cambiamenti dello scenario globale. Come Mimit, siamo impegnati a sostenere i percorsi di internazionalizzazione delle imprese e a rafforzare le condizioni affinché il sistema produttivo italiano possa cogliere appieno le opportunità offerte dai mercati internazionali”.
Ultimo aggiornamento: 20/10/2026 21:57

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