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Quarta Commissione: al centro dei lavori su Vallarsa e Civezzano

Assistenza territoriale e petizioni

TRENTO - Si è riunita questo pomeriggio a Palazzo Trentini la Quarta Commissione permanente, presieduta da Maria Bosin (PATT), per affrontare un ordine del giorno dedicato in particolare ai temi della sanità e dell’assistenza sul territorio.
Il primo punto all’esame della Commissione è stato il disegno di legge n. 92, proposto dall’assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina, relativo all’“Assistenza territoriale e integrazione socio-sanitaria” e contenente modifiche alla legge provinciale sulla tutela della salute del 2010 e ad altre disposizioni connesse. Il testo punta a rafforzare l’assistenza territoriale e l’integrazione socio-sanitaria, favorendo una presa in carico più coordinata della persona e una maggiore collaborazione tra Azienda sanitaria, Comuni, Comunità e servizi del territorio. La riforma prevede l’istituzione di un Servizio distrettuale provinciale con funzioni di coordinamento e la trasformazione degli attuali distretti in distretti socio-sanitari, chiamati a garantire in modo integrato assistenza primaria, servizi territoriali e percorsi socio-sanitari. Sono inoltre previsti ambiti territoriali socio-sanitari, il rafforzamento dei Consigli per la salute e una maggiore integrazione degli strumenti di presa in carico.
L’assessore, nel presentare il disegno di legge, ha ricordato il percorso fatto con il Consiglio delle Autonomie locali. “Su questi temi è giusto trovare una condivisione di un percorso che possa garantire l’integrazione socio-sanitaria.” Tonina ha posto l’accento sull’importanza del lavoro della Commissione, sottolineando che il testo rimane aperto a miglioramento sia da parte dei Consiglieri, sia qualora arrivassero stimoli durante la fase delle audizioni. Entrando nel merito della riforma, ha spiegato che “il nuovo modello organizzativo territoriale vuole favorire una nuova operatività, ma anche per identificare e sviluppare ancora di più il concetto dell’integrazione.” “Questo disegno di legge non cancella le competenze sociali dei Comuni e delle Comunità ma va anzi ad integrarle”. Ha ricordato il ruolo delle Case di Comunità, non ancora entrate tutte a regime e che a fare la differenza sono i percorsi. “Questo disegno di legge ci permette di concretizzare fino in fondo gli obiettivi che ci siamo posti in questa legislatura”. “Ci deve essere un cambio di paradigma che voglio portare qui oggi, soprattutto nella nuova ASUIT. Attraverso le persone e le professionalità presenti in ASUIT si potrà avere un cambio di passo”. Sui tempi, ha spiegato che avrebbe sperato di arrivare prima ma è stato necessario un lavoro di approfondimento e di condivisione Tonina ha ringraziato tutte le persone che hanno lavorato a questo testo, dagli uffici provinciali, al servizio legislativo.
A presentare il testo, nella parte tecnica (vedi slide allegate), il dirigente Andrea Ziglio: “Il ddl modifica la legge 16/2010 che ha come finalità principale quello di riorganizzare l’assistenza socio-sanitaria, favorendo una maggiore integrazione.”
Paolo Zanella (Pd del Trentino) ha espresso perplessità sul metodo seguito per arrivare al disegno di legge, osservando che molte proposte di modifica sono emerse solo dopo l’approdo in Commissione e chiedendo perché non sia stato avviato prima un percorso di ascolto. Ha ribadito la richiesta di una relazione sullo stato di salute della popolazione e del sistema sanitario trentino, ritenendola il punto di partenza necessario per una riforma. Zanella ha inoltre criticato il fatto che il testo intervenga sul sistema socio-sanitario senza modificare anche la legge sulle politiche sociali, parlando di una riforma dal risultato limitato. Ha infine sollevato il tema dell’autonomia organizzativa della Provincia e della necessità di un forte impegno politico per rendere effettiva l’integrazione tra bisogni socio-sanitari e socio-assistenziali. “Ho l’impressione che la montagna abbia partorito il topolino”.
Francesca Parolari (Pd del Trentino) ha espresso la preoccupazione che, nel nuovo assetto, le competenze e le prerogative dell’ambito socio-assistenziale possano essere assorbite da quello sanitario. Ha chiesto in particolare come vengano inserite nell’integrazione socio-sanitaria le assistenti sociali delle Comunità di valle, sottolineando l’incertezza su dipendenze, responsabilità e risorse, con la parte socio-assistenziale in capo alle Comunità e quella socio-sanitaria all’ASUIT. Entrando nel merito del testo, ha sollevato dubbi anche sugli accordi contrattuali e ha denunciato l’assenza del principio di sussidiarietà. “Questo è un approccio eccessivamente centrato sulla sanità, un accentramento che rischia di trasformare il sociale in qualcos’altro”.
Eleonora Angeli (Misto) ha accolto con favore l’approdo del disegno di legge sull’integrazione socio-sanitaria, richiamando la propria formazione specifica nel settore. Ha posto l’accento soprattutto sulla necessità di affidare i ruoli chiave a persone con competenze adeguate, evitando semplici ricollocazioni di personale proveniente da altri ambiti. Angeli ha quindi auspicato procedure di selezione capaci di attrarre professionalità realmente interessate e preparate, sottolineando come la qualità dell’integrazione socio-sanitaria dipenda anche dai profili scelti per gestirla. “Attenzione alle skills, alle competenze, alle conoscenze, ai profili affinché ci siano persone in grado di gestire davvero l’integrazione socio-sanitaria”.

Francesco Valduga (Campobase) ha auspicato un percorso più partecipato e approfondito, sottolineando come il tema dell’integrazione socio-sanitaria riguardi trasversalmente tutte le forze politiche e l’intera comunità. Ha richiamato soprattutto il metodo, chiedendo che il confronto consenta di capire quali contributi saranno accolti e, in caso contrario, per quali ragioni. Valduga ha insistito sulla necessità di superare concretamente le separazioni tra sociale e sanitario, valorizzando il ruolo di Comuni, Comunità di valle ed enti del Terzo settore. Ha quindi chiesto che il percorso di audizioni sia ampio e realmente rappresentativo, capace di raccogliere eventuali perplessità e contributi dei territori e dei soggetti coinvolti. “A noi sta il compito di verificare se il percorso viene messo in campo in maniera seria, di recepire se durante, attraverso le audizioni, raccogliamo le perplessità”.
Daniele Biada (FdI) ha ringraziato l’assessore per il disegno di legge e ha detto di aver raccolto, in questi giorni, insoddisfazione da parte degli operatori socio-sanitari. Tuttavia ha ribadito la necessità di costruire, ciascuno con la propria capacità e voglia di fare, un percorso che possa portare a possibili miglioramento del testo.
Eleonora Angeli ha riconosciuto l’approccio di apertura e rispetto da parte dell’assessore Tonina nei confronti dell’aula. Tuttavia, ha detto, se oggi siamo intervenuti così è perché siamo “stanchi della situazione in cui versa la sanità trentina”. Ha quindi parlato di una certa intesa tra l’assessore Tonina e il consigliere Valduga, emersa, secondo la consigliera, anche nel corso di un confronto televisivo.
Zanella ha parlato di un fraintendimento, chiarendo che prima di definire le audizioni riteneva necessario un primo confronto di merito sul provvedimento.
Ha ribadito le proprie perplessità sul possibile svuotamento delle competenze delle Comunità di valle e ricordato come, negli anni, diversi governi abbiano tentato senza successo di arrivare a una piena integrazione socio-sanitaria. “Ci sono questioni di merito che meritano soluzioni di merito”. Francesca Parolari ha condiviso l’impostazione di Zanella, sottolineando che il testo è una proposta della Giunta e che compito dei consiglieri è analizzarlo criticamente, evidenziandone eventuali carenze. “È meglio evidenziare queste preoccupazioni prima piuttosto che troppo tardi”.
Valduga ha poi precisato di non mettere in dubbio la volontà di approfondire il provvedimento già nelle prime fasi del confronto. Rispondendo ad Angeli, ha chiarito che il suo intervento intendeva esprimere alcune preoccupazioni legate alle persone coinvolte e ha richiamato, sul piano del metodo, la necessità di mantenere un tono che favorisca una buona predisposizione al confronto. Quanto a “una presunta sintonia con l’assessore”, Valduga ha escluso che vi sia, rimarcando anche la distanza dalle scelte del presidente Fugatti, ribadendo invece che eventuali criticità già espresse in privato dai soggetti coinvolti devono emergere anche in Commissione. Ha sottolineato che chiedere un confronto trasparente non significa condividere la posizione dell’assessore.
L’assessore Mario Tonina ha ricordato che nei mesi scorsi il disegno di legge è già stato oggetto di approfondimenti, anche con il Consiglio delle autonomie locali, e che da questo confronto sono scaturiti alcuni emendamenti già predisposti che saranno presentati e valutati. Ha spiegato di aver scelto di presentare un testo formalmente della Giunta, anziché costruito in modo trasversale, lasciandolo comunque aperto a possibili miglioramenti nel corso dell’iter. Rispondendo ad Angeli, ha precisato che l’impostazione della riforma è diversa da quella da lei richiamata. Sul Piano per la salute, Tonina ha ricordato di aver trasmesso lo stato di attuazione della mozione n. 95, approvata dal Consiglio provinciale, ribadendo che “l’avvio di un percorso partecipativo rappresenta una fase imprescindibile della costruzione del prossimo Piano per la salute” e che questa fase prenderà avvio nel mese di ottobre.
La presidente Maria Bosin ha quindi proposto una serie di audizioni, a partire dagli ordini professionali e dai sindaci del CAL. Tonina ha ricordato che nell’incontro con il Consiglio delle autonomie locali erano presenti anche i responsabili dei servizi sociali delle Comunità stesse. Andrea Ziglio ha suggerito di allargare le audizioni a tutti gli ordini professionali del mondo sociale e sanitario. Paolo Zanella ha suggerito di audire la parte tecnica che si occupa di sociale nelle Comunità. Ha ribadito la necessità di fare il punto sul sistema sanitario e sociale del Trentino. Francesco Valduga ha chiesto dentro i soggetti proposti vi sia la possibilità di avere il punto di vista del sistema delle RSA. Anche Eleonora Angeli ha proposto una serie di possibili auditi nel mondo universitario e le autrici di un libro sull’assistenza socio-sanitaria. La presidente Bosin ha ricordato che il metodo prevede di contattare l’ente di riferimento e che poi è questo che sceglie le persone da inviare in audizione. Daniele Biada ha suggerito di convocare anche gli OSS, rappresentati dai sindacati non avendo un ordine specifico.
La presidente Bosin ha quindi proposto un incontro con un focus specifico sullo stato di salute della sanità, in base all’art. 6 della legge sulla salute e sull’articolo 51 della legge 13 del 2007 richiesta da Zanella.
Residenza sanitaria in Vallarsa
La Commissione ha quindi affrontato la petizione popolare n. 7, riguardante la localizzazione della nuova residenza sanitaria assistenziale nel comune di Vallarsa.
Sul tema è intervenuta Stefania Segnana (Lega) che ha sottolineato come “la parte decisionale spetta alla fine all’amministrazione comunale”. “La localizzazione, per la quale sono state stanziate risorse, spetta a chi conosce il territorio, alle comunità presenti.” Francesca Parolari ha detto che è “importante ascoltare i territori”, ma ha rilevato come “debba avere un ruolo fondamentale anche la Provincia nel suo ruolo di programmazione, di indirizzo e regia sul territorio”, sostenendo che “una RSA in cima alla Vallarsa potrebbe creare problemi di mobilità per chi vive il territorio”. Ha detto che la strada da seguire potrebbe essere quella di creare delle residenze a dimensione più familiare diffuse sul territorio e ha parlato di una occasione “per ripensare un modello che dovrebbe rivisto”. Per Daniele Biada “costruire residenze piccole avrebbe costi spropositati”, ma ha ribadito la necessità di preservare servizi sui territori. Paolo Zanella ha detto che le perplessità sul costruire questa RSA nascono dalla necessità di cambiare il modello: “Non possiamo pensare di spostare degli anziani che sradichiamo dal territorio. Servirebbero piccole comunità, che andrebbero consorziate” per evitare eccessive spese e duplicazioni. Anche Chiara Maule (Campobase) ha parlato di un modello di welfare per gli anziani che merita “più risorse e più pensiero”. Ha detto che, se il Comune ha scelto di farla lì, anche se non è forse la scelta migliore, non sarebbe opportuno ora fermarne la costruzione. Tuttavia ha sottolineato come sia rimasta impressionata nelle audizioni dalle dichiarazioni dei firmatari che hanno denunciato una impossibilità di esprimere le proprie opinioni liberamente sul territorio. La presidente Maria Bosin ha dichiarato di condividere le riflessioni e ha sottolineato come sia importante mantenere la persona anziana il più vicino possibile alla propria comunità, ma ha anche detto che potrebbe essere dannoso fermare il processo di costruzione di una struttura che è comunque necessaria.
Spostamento Farmacia di Civezzano
Sul terzo tema all’ordine del giorno, la petizione popolare n. 9 che esprime contrarietà al trasferimento della farmacia di Civezzano dal centro storico all’area commerciale di Strada delle Campagne, la Commissione ha registrato una convergenza sulla necessità di mantenerne la presenza nel centro abitato, chiedendo però ad ASUIT ulteriori dati a supporto della valutazione. Stefania Segnana ha proposto la predisposizione di un documento che esprima questa indicazione politica. Francesca Parolari ha chiesto di inserire anche una riflessione più ampia sul ruolo della farmacia rurale nelle comunità, evitando però di dilatare troppo i tempi. Daniele Biada ha sottolineato che, accanto alle valutazioni tecniche dell’Azienda sanitaria, è opportuno che emerga una posizione politica chiara. Eleonora Angeli, richiamando anche una nota della vicesindaca di Civezzano, ha chiesto un ulteriore approfondimento sui presupposti tecnici dello spostamento. La presidente Maria Bosin ha condiviso la necessità di tutelare i presidi essenziali nei centri abitati e, dopo aver visionato la nuova collocazione, ha chiesto dati puntuali sul bacino di utenza effettivamente servito, richiesta sostenuta anche da Parolari. La Commissione ha quindi deciso di procedere rapidamente alla stesura della relazione sulla petizione e, parallelamente, di chiedere ad ASUIT gli elementi tecnici mancanti. Angeli ha rilevato la distanza tra la posizione politica emersa e la valutazione tecnica dell’Azienda, mentre Biada ha ribadito la necessità di assumere comunque una posizione politica sul tema. La Commissione ha rilevato la necessità di dare tempi stretti ad Asuit per fornire i dati, mentre parallelamente verrà preparata la relazione.
Ultimo aggiornamento: 30/09/2026 20:39

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