RIVA DEL GARDA (Trento) - Un centinaio di persone ha preso parte, nella serata di martedì 27 gennaio nella sala auditorium della Comunità in via Rosmini a Riva del Garda, all’incontro pubblico informativo dedicato ai consigli pratici e alle strategie per riconoscere i pericoli e proteggere se stessi e la propria comunità da furti in casa e truffe online.
Relatori alla serata, organizzata dal comune di Riva del Garda e dalla Comunità Alto Garda e Ledro, sono stati il vicequestore aggiunto della polizia di Stato dott. Raffaele Federici, dirigente del Commissariato di pubblica sicurezza di Riva del Garda; il maggiore Francesco Bagnolo, comandante della Compagnia carabinieri di Riva del Garda; e Filippo Paoli, comandante del Corpo intercomunale di polizia locale Alto Garda e Ledro. Per l’amministrazione comunale c’era la vicesindaca Barbara Angelini (il sindaco Alessio Zanoni è stato impegnato altrove per un incendio) con una rappresentanza della Giunta e del Consiglio comunale; per la Comunità di valle il presidente Giuliano Marocchi. Oltre due ore per una serata che si è conclusa con tantissime domande da parte del pubblico, che ha apprezzato l’iniziativa definendola molto utile e ha chiesto che venga ripetuta.
«Quello della sicurezza è un tema al quale teniamo tantissimo -ha detto la vicesindaca- e che il sindaco Alessio Zanoni e il presidente Marocchi hanno voluto fortemente. Furti e truffe vanno a colpire i cittadini nelle cose più care, violando l’abitazione, il senso di sicurezza e la serenità, causando danni non solo materiali, spesso alle fasce più deboli. Il concetto che sta alla base di questi incontri è che è possibile scongiurare, se non ostacolare e rendere improbabili, furti in casa e truffe adottando una serie di soluzioni, attenzioni e accortezze che davvero fanno la differenza. Tutto questo, deve essere chiaro, affidandosi alle forze dell’ordine. Al cittadino è richiesto di prestare attenzione, di adottare soluzioni e comportamenti adatti e di segnalare, in modo tempestivo e accurato, ciò che appare sospetto utilizzando il numero unico 112, ma astenendosi dal prendere iniziative dirette.»
«Quello della sicurezza è un tema che sta diventando anche sociale -ha detto il presidente Giuliano Marocchi- perché colpisce soprattutto chi è meno in grado di tutelarsi. Quello che vogliamo fare con queste serate è creare, grazie all’esperienza e alla competenza delle forze dell’ordine, una cultura della sicurezza, sicurezza che è un valore di tutti e non di un colore politico. Da parte nostra abbiamo ripreso il progetto del sistema di lettura delle targhe, assolutamente importante e strategico per contrastare i furti: abbiamo le risorse per la progettazione, che porteremo avanti in sinergia con la polizia locale.»
«Siamo qui per condividere informazioni e riflessioni su quello che deve essere il nostro atteggiamento nei confronti del rischio di furti in abitazione e truffe informatiche -ha detto il vicequestore aggiunto Raffaele Federici- per capire cosa fare, se non per debellare quantomeno per cercare di contenere questi fenomeni. La cosa più importante da dire è che tutti i cittadini possono fare molto per aiutare le forze dell’ordine a contrastare questi fenomeni, l’importante quindi è sapere come fare.»
Il maggiore Francesco Bagnolo ha segnalato come i furti in abitazione, 51 da settembre a dicembre, siano effettivamente in aumento nella zona dell’Alto Garda e della valle di Ledro, e come avvengano specialmente nelle aree non centrali degli abitati, negli agglomerati piccoli, nelle frazioni, nei pressi di vie di fuga quali campagne o boschi, al piano terra o nei primi piani. L’orario più frequentato va da metà pomeriggio all’ora di cena, quando i ladri hanno maggiore probabilità di trovare l’abitazione vuota. I malviventi agiscono di norma in tre o quattro, con un complice nei dintorni su un’auto, spesso presa a noleggio, a volte con targa estera. Raramente portano con sé molti attrezzi perché di fatto entrare nelle case per loro è relativamente semplice, scegliendo per questo le abitazioni senza impianto di allarme e con infissi vecchi e di facile manomissione. Ma per scoraggiarli bastano spesso un impianto di illuminazione esterno con fotocellula, l’impianto di allarme, le telecamere di videosorveglianza, infissi antisfondamento e perfino le tapparelle abbassate. E se si esce nelle ore serali può essere utile lasciare la luce in casa accesa, sempre chiudendo la porta blindata con un giro di chiave (senza il quale aprirla è per i ladri molto semplice).
Una volta in casa, visitano frettolosamente camera da letto e sala, rovistando nei comodini e nei mobili; per questo è importante nascondere gli oggetti di valore, il che può essere sufficiente a evitarne il furto, ma ancora di più non tenere in casa (se non in cassaforte) denaro e gioielli di valore.
Importante: chi si renda conto di un furto in atto, o anche lo sospetti, chiami immediatamente il 112: spesso prima di farlo ci si confronta con vicini o parenti, o si esce a controllare, togliendo tempo prezioso alle forze dell’ordine, che se chiamate tempestivamente possono invece sorprendere i ladri e bloccarli. E le segnalazioni siano precise; ad esempio, nel caso di auto, vanno forniti la targa (che se possibile è bene fotografare, così da ricordarsela) e il maggior numero di informazioni (marca e modello, colore). Importante è anche intrattenere buoni rapporti con i vicini e, tutti, prestare attenzione alla propria zona, occupandosi delle case altrui come fossero la propria. Un’opzione da valutare è quella dei comitati di vicinato: non ronde che compiono controlli (cosa da evitare e comunque ben poco utile) ma semplicemente una chat nella quale far confluire tutte le segnalazioni di situazioni sospette, con un responsabile che si occupi di girarle tramite il 112 alle forze dell’ordine. Tenendo presente che spesso chi fornisce la segnalazione non è poi necessario né che compaia nell’eventuale processo, né che il suo nome sia negli atti e quindi conosciuto dai malviventi.
Il comandante della polizia locale Filippo Paoli ha utilizzato delle slide per fornire informazioni e suggerimenti basati su esperienze concrete, proponendo, quale concetto-base, lo slogan “la tua casa è la mia casa”, per comnicare in particolare l’importanza di avere uno sguardo attento su quello che accade in tutto il vicinato. Una cosa da sapere è che prima di agire i ladri normalmente compiono, nei giorni precedenti, dei sopralluoghi, che uno sguardo attento può notare. E che tengono presenti anche informazioni disponibile sui social, come le foto delle vacanze, che svelano l’assenza da casa.
Per quanto riguarda le truffe, si è spiegato come siano sempre più sofisticate, al punto da indurre all’errore anche persone attente e informate. In linea generale occorre verificare la provenienza di email, sms e telefonate, e controllare i testi dei messaggi (spesso i truffatori usano testi che differiscono di poco da quelli ufficiali delle aziende, ma che contengono errori di ortografia e di sintassi). Lo spoofing è una tecnica attraverso cui si falsifica l’identità del mittente, facendo apparire gli indirizzi email o i numeri di telefono da cui provengono le comunicazioni come appartenenti a soggetti conosciuti o affidabili. Le tecniche di phishing più evolute permettono invece di replicare con grande precisione grafica e linguistica i siti ufficiali di enti, banche o servizi digitali. Occorre quindi controllare sempre l’indirizzo web completo, evitando di cliccare su link sospetti e digitando direttamente l’url nel browser.
Importante è non avere fretta: spesso le truffe fanno leva sul senso di urgenza e sull’invito ad agire immediatamente (un servizio in scadenza, un pagamento non andato a buon fine, la possibilità che un conto corrente venga bloccato o una situazione di emergenza in cui si troverebbe qualcuno); occorre evitare di agire d’impulso, e prendersi invece il tempo necessario per verificare. È sempre bene diffidare delle proposte particolarmente vantaggiose e delle promesse di denaro o guadagni facili.
Per quanto riguarda gli acquisti online, è sempre bene fare attenzione alla presenza di alcuni elementi di base, come ad esempio l’indirizzo “https”, la presenza del lucchetto nella barra di indirizzo (che indica che il sito è protetto da sistemi di sicurezza internazionali) e dei dati del venditore, come il numero di partita IVA, la sede legale della società, i recapiti per il contatto, le condizioni generali di vendita, o un sistema di pagamento sicuro che riporti chiaramente i costi di spedizione. La gestione di dati, informazioni e documenti personali richiede poi la massima cautela e la verifica attenta dell’identità dell’interlocutore. Un aiuto viene poi dal mantenere software e password sempre aggiornati, eliminando periodicamente i cookie e i file temporanei. Occorre poi tenere presente che l’uso crescente dell’intelligenza artificiale rende le frodi sempre più credibili e sofisticate: è infatti possibile imbattersi in messaggi vocali o video apparentemente autentici, in cui viene riprodotta la voce o l’immagine di una persona nota o di un proprio contatto, con richieste ingannevoli di denaro o informazioni personali. Sempre più spesso le truffe legate al trading e agli investimenti viaggiano attraverso i social network, dove falsi esperti promettono guadagni elevati e in tempi brevi. Questi soggetti, che spesso si presentano con profili curati e testimonianze fittizie, invitano a versare denaro su piattaforme non autorizzate o a fornire i propri dati bancari.