TRENTO - I pericoli arrivano dritti al telefono cellulare e sono ormai di raffinata costruzione, sempre mirati al portafogli della vittima. L'ha raccontato oggi al presidente
Claudio Soini il nuovo dirigente del Centro operativo sicurezza cibernetica della
Polizia di Stato per il Trentino Alto Adige, vicequestore
Raffaele Federici.

L'incontro di cortesia e reciproca conoscenza è avvenuto a palazzo Trentini e ha messo al corrente il presidente del Consiglio provinciale di Trento della variegata e preziosa azione preventiva e repressiva di competenza di questo centro operativo in cui operano oltre 30 uomini.
Fare polizia cibernetica significa anzitutto informare dei rischi la popolazione e per questo si lavora con i Comuni, con le scuole, con aziende.
Si parla di cyberbullismo, di deepfake, di phishing, del reato di nudificazione di persone attraverso l'elaborazone di foto e video falsi. Ci sono poi le truffe sul trading on line e le controtruffe dei cosiddetti recovery broker, che promettono di riparare i danni di un raggiro già subito e invece lo raddoppiano. A tradire la vittima sono spesso la fretta e il miraggio di guadagni troppo facili. Il Cosc arriva ad occuparsi anche di pedopornografia on line e nel complesso - per questo Soini si è complimentato con Federici - ha strutturato in regione un presidio di legalità di grande importanza di fronte alla ramificazione sempre più subdola dei reati che corrono e si moltiplicano sulla rete.