SONDRIO - Un itinerario della memoria, dove passato e presente si incontrano, un museo a cielo aperto, in cui lil valore storico dei luoghi si intreccia con la bellezza paesaggistica: così si presenta il
percorso storico-militare della
Prima Guerra Mondiale, nel
Parco delle Orobie Valtellinesi, denominato “
Sulle tracce del passato”, risultato dei lavori di recupero della frontiera nord della Linea Cadorna in Val Belviso, tra i Comuni di
Aprica e di
Teglio, che verrà inaugurato il
7 agosto.

Vi si conservano numerose opere militari risalenti alla Prima guerra mondiale, come postazioni difensive, caverne e trincee, realizzate per proteggere la Pianura Padana da una possibile avanzata nemica attraverso l'arco alpino. Il progetto di studio, analisi e valorizzazione, promosso dal Parco delle Orobie Valtellinesi in collaborazione con l'Università degli Studi di Bergamo, finanziato da Regione Lombardia, ha consentito di ricostruire la struttura originaria del sistema difensivo.
"La Val Belviso è una delle valli del Parco che conserva al suo interno moltissime tracce storiche di epoche molto diverse - sottolinea il presidente
Marco Ioli - .
Dai petroglifi in alta quota alla Diga di Frera, una delle grandi imprese ingegneristiche del secolo scorso. Il tutto immerso in un contesto ambientale di grande valore. Ritrovare qui anche testimonianze della Grande Guerra è stata una gradita sorpresa che intendiamo valorizzare e promuovere: la Frontiera Nord caratterizza tutta la dorsale orobica e compare in numerosi tratti di crinale, ma solo qui possiamo vedere le opere fino quasi al fondovalle".
Per divulgare la conoscenza di questi manufatti e per agevolarne la fruizione, la
Pro Loco di Aprica, grazie a un contributo di
Fondazione Pro Valtellina, ha creato un itinerario storico-culturale di tipo escursionistico, integrando i tracciati militari con la sentieristica esistente, ristabilendo una connessione tra le opere militari e il territorio, in una prospettiva di fruizione turistico-culturale. «Il progetto è nato diversi anni fa, grazie alle attività di ricerca sul campo e a una prima mappatura realizzate dal nostro compaesano
Gabriele Liscidini, che caparbiamente ha setacciato la valle, ha raccolto testimonianze e segnalazioni dalle persone del luogo, coinvolgendo sempre più soggetti - dicono dalla Pro Loco -. Da qui è partito lo studio del Parco delle Orobie Valtellinesi e dell'Università degli Studi di Bergamo.
Con i contributi ricevuti, su tutti da Fondazione Pro Valtellina, che ringraziamo, con l’attività dei volontari e il sostegno dei Comuni di Aprica e Teglio, abbiamo dato forma al progetto, inserendo testi esplicativi, realizzando un itinerario, con segnaletica e una bacheca informativa al rifugio Cristina, che agevola la visita alle opere. Si aggiungono le pagine di approfondimento, con documenti e foto d’epoca, raggiungibili utilizzando i QR code presenti sulla segnaletica stessa». L'itinerario “Sulle tracce del passato” è anche il risultato del grande impegno di moltissime persone, coinvolte dalla Pro Loco, che si sono prestate quali volontari per la pulizia intorno ai manufatti e per la sistemazione dei sentieri. La particolare ubicazione di numerose postazioni in prossimità del fondovalle ha permesso di realizzare un percorso sentieristico ad anello facilmente percorribile da escursionisti interessati ad approfondire la conoscenza di questo contesto storico-militare. Si possono percorrere due anelli: uno di circa quattro chilometri, per 184 metri di dislivello, per una camminata facile di tre ore; un altro, più impegnativo, di cinque chilometri e mezzo, con 485 metri di dislivello, che richiede circa cinque ore e mezza. Tutti i sentieri sono accessibili gratuitamente: il periodo migliore è quello compreso tra giugno e ottobre.
"Il progetto - afferma il professor Stefano Morosini - testimonia la preziosa collaborazione tra Università degli Studi di Bergamo, Parco delle Orobie Valtellinesi e gli enti e le associazioni del territorio, con la messa in campo di competenze a elevato contenuto scientifico, grazie alla collaborazione dei colleghi Maria Grazia D'Urso e Joel Aldrighettoni del Dipartimento di Ingegneria e Scienze Applicate. Questa collaborazione con enti e istituzioni del territorio valtellinese rientra in un impegno più ampio dell'Ateneo che è parte dei suoi obiettivi strategici e che si concretizza nella costituzione di un polo di ricerca a Chiuro, che permette a studenti, ricercatori e docenti di operare all'interno dei diversi progetti su scala locale, regionale, nazionale ed europea che si stanno svolgendo sul territorio".
Il percorso verrà inaugurato venerdì 7 agosto: il mattino, alle 9.30, con una camminata, con partenza dal rifugio Cristina, con le Guide Parco e con esperti locali; il pomeriggio, alle ore 15, al rifugio Cristina, si terranno la cerimonia d'inaugurazione e la presentazione del professor Morosini. Per ulteriori informazioni si possono consultare i siti internet parcorobievalt.com e apricaonline.com e i profili social del Parco delle Orobie Valtellinesi e della Pro Loco di Aprica.
Il Parco delle Orobie Valtellinesi, istituito nel 1989, è un Parco Regionale a indirizzo montano e forestale, che tutela e valorizza il selvaggio versante settentrionale delle Alpi Orobie. L’ente si impegna attivamente per la conservazione della biodiversità e la promozione culturale delle comunità residenti, attraverso progetti di ricerca, educazione e divulgazione.