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"Imparare per educare": Francesco Maffolini tra scuola, sport e sociale

Professore al Cfp Padre Marcolini di Capo di Ponte, docente al Master di Management alla Bicocca e noto maestro di Karate

CAPO DI PONTE (Brescia) - Educare prima ancora che insegnare, formare la persona prima degli atleti e farlo partendo dalle radici camune per arrivare alle più importanti cattedre e platee d’Italia. È questa la filosofia di Francesco Maffolini, 51 anni, professore all’Istituto d'Istruzione Superiore CFP Padre Marcolini di Capo di Ponte, docente al Master di Management dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e noto maestro di Karate.

Un percorso articolato che nel 2026 lo ha visto e lo vedrà protagonista di un intenso tour formativo in giro per la Penisola – tra Calabria, Campania, Piemonte, Lazio, Sicilia e molte altre regioni – per incontrare centinaia di insegnanti tecnici, portando con sé una visione dello sport e della scuola intesi come vera e propria «missione civile e sociale».

Educare oltre la nozione: l'errore come maestro
"Preferisco di gran lunga "educare" che insegnare - spiega Maffolini - Non mi interessa soltanto reprimere o imprimere nozioni nella mente, ma *e-ducere*, cioè tirare fuori da ciascuno il proprio potenziale.
Ho sempre accettato l'errore e il fallimento come momenti fondamentali di crescita: il dolore è un grande maestro, un passaggio necessario per temprare il carattere e comprendere chi siamo davvero".

Per il docente e maestro di Pian Camuno, Karate e didattica non sono semplici discipline, ma strumenti per costruire valore sociale: "Li considero mezzi per combattere l'odio, l'invidia e l'ignoranza, promuovendo generosità e curiosa ricerca. Dobbiamo credere nei giovani ed essere esempi positivi con i fatti, perché di parole ne sentono fin troppe".

Formazione accessibile e solidarietà sul territorio
Un’etica che si riflette concretamente anche sul territorio, dove la formazione si intreccia da oltre trent’anni con progetti ad alto impatto sociale e solidale. La visione di Maffolini si traduce infatti nella volontà di rendere la crescita e la formazione accessibili a tutti, spesso gratuitamente o a costi bassissimi, affiancando all'insegnamento donazioni di borse di studio, sedie a rotelle e materiale ospedaliero.

"La mia libertà non l’ho trovata nel prestigio di un titolo, ma sul tatami, tra i banchi dell'aula e negli sguardi di chi si mette in gioco", prosegue.

Un viaggio che continua nel 2026
Nonostante il fitto calendario che lo porta a confrontarsi con realtà diverse in tutta Italia, il bilancio di Maffolini rimane focalizzato sull'impatto umano più che sui numeri o sui successi personali.

"Non considero un corso o uno stage semplicemente come un traguardo, ma come tappe di un percorso che continua a trasformarmi. Preferisco pensare a ciò che un valore riesce a lasciare dentro una persona quando le luci dell'aula o del dojo si spengono. Continuo il mio cammino con un desiderio: riuscire a lasciare un seme positivo di umanità, soprattutto nei giovani", conclude.
Ultimo aggiornamento: 11/09/2026 22:42

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