L'Agenda delle Valli

Affare Fatica in memoria di Alba Chiara

Inizio: 30/08/2025 dalle ore 21:00 - Fine: 30/08/2025 alle ore 22:00 IT
La prima a intingere il pennello nella vernice rossa e a passarlo sulla panchina è stata la mamma di Alba Chiara, Loredana Magnoni; a seguire tutti gli altri presenti, compresi il padre, Massimo Baroni, e la vicesindaca Barbara Angelini. Un’idea semplice che ha portato con sé un’emozione fortissima.

Nell’ambito del programma dei lavori di «Ci sto? Affare fatica!», il progetto di cittadinanza attiva per giovani tra 14 e 19 anni gestito dall’associazione Giovani Arco, era in programma la sistemazione delle panchine del parco dell'Òra e della spiaggia. La squadra di dieci ragazze e ragazzi con l’handyman Enzo Pellegrini e la tutor Desirée Donegani ha notato che in tutta la zona non c'era alcuna panchina rossa, di quelle che ricordano le donne vittime di femminicidio e sensibilizzano contro la violenza di genere. Da qui la proposta di aggiungerne una.

La vicesindaca Barbara Angelini, per cogliere l’occasione e fare di questa iniziativa qualcosa di più, ha invitato l’associazione Alba Chiara, che ha risposto nelle persone dei genitori e della dott.ssa Stefania Santoni. L’incontro si è svolto giovedì 28 agosto nella chiesetta del parco Miralago, così da poter stare riparati nella giornata di pioggia. Il cantiere comunale ha portato una panchina, mentre Enzo ha invitato gli Amici dell'Arte, che hanno guidato i ragazzi nella mattinata prima dell'incontro nella realizzazione di disegni che abbellissero la chiesetta, dopo che già l’avevano ripulita. Alla fine tutti i presenti, un tratto a testa, hanno dipinto la panchina. Un momento di grande intensità e commozione che ha scosso tutti.

«L’amore non è possesso, non è controllo -ha detto la mamma di Alba Chiara ai ragazzi- è il contrario della violenza. Amare significa lasciare spazio, riconoscere la libertà dell’altro e dell’altra, costruire ogni giorno il rispetto reciproco. Quando un amore finisce, non deve diventare gabbia o minaccia, ma occasione per imparare a lasciare andare, con dignità e responsabilità. Ai ragazzi e alle ragazze dico sempre che non devono avere paura di raccontare le proprie difficoltà, le loro ferite emotive: condividerle è il primo passo per trasformarle in forza e per imparare che la fragilità non è debolezza, ma parte essenziale dell’essere umani.»

«La violenza di genere non è mai solo il gesto di un singolo -sono state le parole del padre, Massimo Baroni- è il riflesso di un’intera cultura che tutti e tutte siamo chiamati a cambiare. È una responsabilità collettiva, perché ogni parola, ogni battuta, ogni silenzio che minimizza contribuisce a mantenere viva questa piaga. Come uomini dobbiamo interrogarci: che tipo di educazione trasmettiamo, quali modelli alimentiamo, che immaginario offriamo alle nuove generazioni? Non esiste “solo uno scherzo”, “solo una frase”: ogni gesto è seme, può nutrire la sopraffazione o generare rispetto. Il cambiamento comincia da qui, dalla consapevolezza quotidiana.»

«La violenza sulle donne attraversa la nostra civiltà da sempre -ha detto Stefania Santoni- l’unica possibilità di cambiamento è la costruzione di un nuovo immaginario simbolico, in cui donne e uomini possano convivere come soggetti liberi, pari e corresponsabili. Per arrivarci serve aprire spazi di confronto, creare occasioni in cui guardare le cose da prospettive nuove e dare voce a narrazioni diverse da quelle che ci hanno cresciuto. È fondamentale coinvolgere ragazze e ragazzi, ma anche la comunità intera, in un percorso condiviso: perché il cambiamento non si fa in solitaria, ma nel riconoscimento reciproco, nella capacità di pensarsi insieme.»

«È stato bellissimo vedere l’entusiasmo e l’energia che queste ragazze e questi ragazzi hanno messo nel prendersi cura dei beni comuni -dice la vicesindaca Barbara Angelini- e davvero significativo il confronto intergenerazionale con i loro tutor e con i soci degli Amici dell’Arte. E poi l’idea della panchina ha trasformato questa esperienza in qualcosa di ancora più profondo. L’incontro con i genitori di Alba Chiara e la dott.ssa Santoni è stato un momento veramente toccante, eravamo tutti commossi e grati per le loro iniziative e per mettersi sempre a servizio della comunità. Si è creato un momento di scambio vero fra loro e le ragazze e i ragazzi, per capire, per fare la propria parte. Adesso la panchina rossa dipinta a più mani sarà installata al parco dell’Òra e resterà non solo a ricordare le donne vittime di violenza, ma anche questo momento così intenso, che ne sono certa, resterà impresso in queste ragazze e questi ragazzi per sempre».

Prima di giovedì, i ragazzi lunedì avevano pulito il parco dell’Òra e sistemato le panchine che costeggiano la strada, mentre Enzo ha tagliato le erbacce e i ragazzi le avevano ammucchiate, prima che il cantiere comunale passasse a rimuoverle. Martedì avevano ultimato la sistemazione delle panchine del parco e tinteggiato il muro ricoperto di graffiti alla Miralago, ripulendo il prato e sistemando la ghiaia. Mercoledì, terminato la tinteggiatura del muro e pulito il parco nella zona dell’ex colonia e la chiesetta. Dopo l’incontro con i genitori di Alba Chiara, il programma dei lavori si è concluso venerdì con la tinteggiatura dell’aula magna alla scuola Scipio Sighele.
Ultimo aggiornamento: 29/08/2025 10:14:54