TRENTO - La Giuria internazionale del 74° Trento Film Festival – composta da Benoît Aymon (Svizzera), Angela Benavides (Spagna), Giada Colagrande (Italia), Emanuele Crialese (Italia) e Kim Young-Mi (Corea del Sud) - ha assegnato al film
Le Chant des Forêts di
Vincent Munier (Francia/2025/95') la
Genziana d’oro Miglior film - Gran Premio “Città di Trento”.

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Abbiamo dichiarato guerra alla natura, ma la perderemo. Eppure questo film ci dà speranza e ci dimostra che non è troppo tardi per riconnetterci a ciò che conta davvero. Attraverso lo sguardo di tre generazioni, andando controcorrente rispetto ad una società che ha fatto della velocità e della performance le sue virtù cardinali, Le Chant des Forêts ci invita a riscoprire la pazienza, la lentezza, il silenzio, e a coltivare la trasmissione del sapere con poesia, saggezza e sensibilità. Vincent Munier ci insegna ad aprire i nostri occhi, ma soprattutto le nostre orecchie. Ci invita a meravigliarci delle cose semplici che abbiamo davanti e sotto di noi. Non c'è bisogno di andare dall'altra parte del mondo: è sufficiente entrare nel primo bosco che ci capita a tiro e ascoltare il suo canto. Ognuno di noi può farlo. E porre fine, così a questa guerra, facendo pace con la natura e con noi stessi»: questa la motivazione della Giuria. Il film uscirà nei cinema in autunno, distribuito da Wanted.
Vincent Munier ha portato il pubblico del Festival – che aveva apprezzato a sua volta l’opera del fotografo e regista francese, con due sold out in occasione di entrambe le proiezioni - nel cuore delle foreste dei Vosgi, il luogo dove ha imparato tutto da suo padre Michel, un naturalista che ha trascorso la sua vita osservando pazientemente la fauna selvatica nei boschi. Ora è giunto il momento di trasmettere queste conoscenze a Simon, il figlio di Vincent. Tre punti di vista, tre generazioni, un’unica fascinazione condivisa per la natura selvaggia. Insieme osservano cervi, uccelli rari, volpi e linci... e, a volte, il battito d'ali di una creatura leggendaria: il gallo cedrone.
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Non bisogna mai smettere di stupirsi: è questo l’insegnamento più semplice e al contempo sorprendente che questo film ha mandato al pubblico del Festival, che lo ha amato dalla prima proiezione, alla Giuria internazionale e a tutte e tutti noi», ha commentato il Presidente del Trento Film Festival
Mauro Leveghi. «
Un inno alla riscoperta della meraviglia della natura selvatica, tra i più poetici mai visti a Trento. E non per l’assenza dell’uomo, tutt’altro: proprio per la capacità di calarlo, con i suoi sensi e il suo pensare, in un rapporto finalmente armonico con l’ambiente circostante. Il gallo cedrone, l’“urogallo eterno” dei racconti di Mario Rigoni Stern, allontanatosi dalle Alpi a causa della distruzione del suo biotopo da parte dell’uomo, diventa cosiì il simbolo potentissimo di una relazione da ricostruire: prendendosi il tempo per osservare la luna, imparando ad ascoltare i battiti dei cuori degli abitanti della foresta, apprezzando in silenzio il gusto di sentirsi piccoli di fronte all’eternità della natura».
Si aggiudica la
Genziana d’oro Miglior film di alpinismo - Premio del Club alpino italiano il cortometraggio animato
Kronoshock di
Ignasi Lopez Fabregas (Spagna/2026/9'). «
Kronoshock è significativo, creativo e divertente. In meno di dieci minuti, riassume l'evoluzione dell'alpinismo nel corso dei decenni, i suoi obiettivi e le sue sfide, ma soprattutto il suo impatto sulla natura. Grazie all’umorismo e all'ironia, invita il pubblico a riflettere su quando, a un certo punto, abbiamo sbagliato strada e su cosa fare per ritrovare la via verso la vetta», ha scritto la Giuria.
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Kronoshock è un film bellissimo. In pochi minuti, con estrema leggerezza e ironia, il corto riesce a ripercorrere le diverse epoche dell'alpinismo, inserendole in un quadro generale che spinge a interrogarci sul senso attuale della montagna» afferma il presidente generale del CAI – Club alpino italiano,
Antonio Montani. «
La scelta del formato breve e dell’animazione si rivelano molto efficaci ai fini del racconto e, dopo aver regalato allo spettatore una storia divertente, lasciano diversi spunti su cui riflettere».
La
Genziana d’oro Miglior film di esplorazione o avventura - Premio “Città di Bolzano” è andata
The North di
Bart Schrijver (Paesi Bassi/2025/131'). «
La più grande esplorazione e7 quella interiore.
La piu7 grande avventura e7 riuscire ad acquisire la giusta prospettiva per osservare la propria vita da lontano. Questo accade quando rivolgiamo di nuovo i nostri occhi, la nostra mente e i nostri passi alla natura selvaggia» ha scritto la Giuria nelle motivazioni. Anche The North uscirà in sala in autunno, distribuito da Wanted.
«Di fronte ad una realtà dura e crudele, il film dà voce a personaggi che altrimenti sarebbero solo numeri in una statistica o danni collaterali del progresso. Grazie a un regista capace di rendersi invisibile, vediamo individui con vite, sogni, speranze e un futuro spezzato, e siamo condotti a stabilire una vera intimita7 con i personaggi: il film, così, contribuisce a restituire una parte della dignità che è stata loro sottratta». Con questa motivazione la Genziana d’argento - Miglior contributo tecnico – artistico è stata assegnata a Le Sang et la Boue di Jean-Gabriel Leynaud (Repubblica Democratica del Congo, Germania, Francia/2024/ 96').
La Genziana d’argento - Miglior cortometraggio è andata invece a White flag di Parviz Rostami (Iran/2025/15'): «Pura poesia, pure emozioni, puro cinema. Questo film racconta una storia universale che trascende il tempo».
Il Premio della Giuria è stato assegnato a Silver di Natalia Koniarz (Polonia, Norvegia, Finlandia/2025/79’) con questa motivazione: «Più che cercare di spiegare il mondo dentro le miniere, Silver è un film che ci fa vivere l'atmosfera e il silenzio che si vive al loro interno, e le strutture dello sfruttamento che le caratterizzano. Sfruttamento di donne e uomini e, al contempo, sfruttamento delle montagne, che progressivamente scompaiono, sventrate dall'estrazione mineraria con una violenza che ne profana la sacralità, magistralmente trasmessa dal film».
Il Premio T4Future, alla migliore opera della sezione cinematografica T4Future, va a The Last Ranger di Cindy Lee (Stati Uniti, Sudafrica/2024/28'). La giuria, composta da studenti e studentesse degli Istituti secondari di secondo grado del Trentino, ha scritto nella motivazione: «A seguito di un’attenta valutazione dei titoli presenti in gara, abbiamo decretato come vincitore The Last Ranger per il modo in cui veicola un messaggio delicato, spesso trascurato, facendo riflettere lo spettatore sull’enorme impatto dell’uomo sulla natura. Una menzione d’onore a Mut di Giulio Squillacciotti, un film che brilla per la sua splendida fotografia, e sa emozionare con la sola semplicità della montagna».
«Questa edizione del Festival è nata all’insegna del passaggio di testimone, con una programmazione che ha dato sempre più spazio alle voci, ai linguaggi e alle storie delle nuove generazioni. EM una coincidenza significativa e apprezzatissima, quindi, la vittoria della Genziana d’oro per il miglior film ad un’opera, Le Chant des Forêts, costruita intorno a un dialogo intergenerazionale profondo e appassionante», ha detto la direttrice della rassegna, Luana Bisesti. «Così come non possiamo non essere felici dell’assegnazione del Premio CAI per il Miglior film di alpinismo a un cortometraggio che utilizza l’animazione per raccontare una storia che si snoda nei decenni, e parla a tutte e a tutti, con un messaggio universale e un appello al cambiamento rivolto ad ogni generazione».
«Una serie di riconoscimenti, quelli della Giuria della 74. edizione del Trento Film Festival, che privilegiano la qualità estetica dei film e la loro capacità di raccontare la montagna, e le sue culture, con sguardo rinnovato. Il Gran Premio Città di Trento a Le Chant des Forêts premia l’approccio poetico alla vita di una foresta nel cuore dell’Europa e il rapporto rispettoso, contemplativo, intimo con gli altri “non umani” che la abitano, mentre il Premio CAI va quest’anno a un cortometraggio di animazione eccezionale come Kronoshock» ha concluso Mauro Gervasini, responsabile del programma cinematografico. «Particolarmente significativa la Genziana d’oro Miglior film di esplorazione o avventura – Premio Città di Bolzano a The North, l’unico lungometraggio di finzione del concorso di quest’anno. Da sempre convinto che nel “formato breve” vada cercato il futuro del cinema, accolgo con grande favore il premio Genziana d’argento Miglior cortometraggio all’iraniano White Flag. A un film dalla visione potente e dal contenuto anche geopolitico, Le Sang et la Boue, va invece il premio per il miglior contributo tecnico e artistico. Infine: la Giuria, quest’anno, di fronte a scelte difficili dato il condiviso riconoscimento della qualità dei film, ha deciso di assegnare un suo ulteriore Premio speciale, che va a Silver».