NOVENTA PADOVANA (Padova) - Addio ad
Alex Zanardi, ex pilota di Formula 1 e campione-simbolo del paralimpismo. L’ex pilota bolognese, 59 anni, è morto ieri sera, nello stesso giorno che 32 anni fa si è portato via un altro gigante delle corse come Ayrton Senna.

A 14 anni il papà gli aveva regalato il primo kart. Così era iniziata la vita sportiva di Alex Zanardi, per poi fare la trafila nelle formula minori ed approdare in Formula 1, nel 1991, con la Jordan, guidando anche per la Lotus. Nel 1994 Zanardi si trasferisce negli Stati Uniti, dove si dedica alla Formula Cart. Tra il '96 ed il '98 le sue stagioni migliori.
Il 15 settembre 2001, durante una gara del campionato Champ Car al Lausitzring, in Germania, uno schianto terribile, Zanardi perde improvvisamente il controllo della vettura, che viene centrata dal pilota Alex Tagliani. Nell'incidente perde entrambi gli arti inferiori, che gli vengono amputati. Si dedica al paraciclismo vincendo quattro ori e due argenti ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016. Nel 2005 aveva anche partecipato alla Mille Miglia in coppia con Marco Saltalamacchia, allora presidente di Bmw Italia. Sulle strade della Freccia Rossa era poi tornato nel 2006. Nel 2020 un altro tragico incidente, uno scontro con un camion mentre in handbike partecipava, sulle strade del senese, a una gara di beneficenza da lui organizzata.
Cordoglio a livello nazionale, da
Mattarella a
Meloni, per arrivare al presidente del Coni,
Bonfiglio. Su tutti i campi dio calcio un minuto di silenzio in ricordo di
Alex Zanardi.
Abbiamo sentito una campionessa che ha conosciuto Zanardi: "La scomparsa di Alex Zanardi mi colpisce in modo profondo e personale. È una notizia che mi lascia senza parole e con un dolore autentico: sto piangendo un uomo che ho avuto il privilegio di conoscere", dichiara Lara Magoni.
"Zanardi, per me, non è stato solo un campione straordinario, ma una persona capace di lasciare un segno umano indelebile. In uno dei momenti più difficili della mia vita, quando mio marito era malato, mi fece arrivare un messaggio semplice ma potentissimo: non mollare mai. Quelle parole sono diventate un riferimento, una guida", prosegue l’eurodeputato diu FdI, Lara Magoni.
"Ha incarnato fino all’ultimo il significato più profondo dello sport e della vita: rialzarsi sempre, anche quando tutto sembra perduto. È stato osannato come campione, è tornato a esserlo dopo le tragedie che lo hanno colpito, insegnando al mondo intero cosa significhi davvero rinascere, con dignità, forza e coraggio"», aggiunge l’eurodeputato Magoni.
"Ricordo ancora con chiarezza il giorno della partenza del Giro d’Italia in handbike nel giugno 2020: ero lì. E quando arrivò la notizia dell’incidente, fu uno shock incredibile. Sembrava impossibile che potesse accadere proprio a lui" sottolinea l’eurodeputato Magoni.
"Zanardi lascia un’eredità immensa fatta di valori veri, di coraggio autentico e di amore per la vita. Un pensiero va anche alla sua famiglia, che con grande discrezione e rispetto lo ha accompagnato in questi anni difficili", continua l’eurodeputato Magoni.