PALE DI SAN MARTINO (Trento) - Si è concluso intorno alle 8:30 di stamane un intervento di recupero per due giovani escursionisti fiorentini, una coppia sulla trentina, in difficoltà per la discesa lungo la via ferrata Bolver Lugli.

La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata da parte degli stessi questa mattina intorno alle 7:30, dal Bivacco Fiamme Gialle dove hanno trascorso la notte, dopo aver percorso la via ferrata non senza difficoltà: una dei due, scivolando su neve ghiacciata, ha riportato leggeri traumi durante la salita.
In accordo con il compagno hanno atteso questa mattina per chiamare i soccorsi, non trovandosi nelle condizioni di scendere.
La Centrale Unica di Emergenza ha prontamente allertato la Stazione di competenza del Soccorso Alpino e Speleologico di San Martino di Castrozza.
L’elicottero è giunto sul luogo del bivacco e ha imbarcato la coppia: l’illeso è stato accompagnato a San Martino mentre, dopo le prime cure da parte del personale sanitario, l’infortunata è stata portata all’ospedale San Lorenzo di Borgo Valsugana.
Le squadre di terra della Stazione di San Martino hanno ricondotto l’illeso al Col Verde - piazzale di partenza degli impianti - per riprendere la macchina e rientrare autonomamente.
Il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino invita nuovamente a prestare la massima attenzione nella pianificazione delle escursioni in quota. In particolare, l’itinerario che conduce al Bivacco Fiamme Gialle, struttura recentemente rinnovata e diventata particolarmente attrattiva, è un percorso impegnativo che richiede adeguata preparazione tecnica, esperienza e attrezzatura idonea, trattandosi di via ferrata in alta quota e non di sentiero escursionistico. Proprio in questa zona, nell’ultimo anno solare, si sono registrati 9 interventi di soccorso, un numero che non ha precedenti negli ultimi anni e con pericolosa concentrazione durante i mesi invernali.
È inoltre importante ricordare che, in questa stagione, la montagna presenta condizioni tipicamente invernali: presenza di neve e ghiaccio, temperature basse e giornate più corte possono aumentare significativamente le difficoltà dell’itinerario. In particolare lo zero termico al momento presente si attesta a quota 2400 m: il bivacco si trova a 3005 m slm. Prima di intraprendere itinerari di questo tipo è indispensabile informarsi sulle condizioni del percorso rivolgendosi ai professionisti della montagna, come guide alpine e gestori dei rifugi, evitando di limitarsi a guardare video in internet o social, oltre che valutare con prudenza le proprie capacità.