-

Sventata un'altra truffa "del finto Carabiniere" a Trento

Arrestato un uomo, refurtiva recuperata

TRENTO - Nuovo importante risultato ottenuto dai Carabinieri nel contrasto alle truffe ai danni degli anziani, fenomeno rispetto al quale l’Arma trentina mantiene altissima l’attenzione.

Appena un mese fa, infatti, i militari di Lavis avevano arrestato una donna che stava cercando di spacciarsi per “incaricata del Tribunale” al fine di convincere la vittima a consegnargli denaro contante e gioielli: nel tardo pomeriggio di ieri, invece, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Trento hanno tratto in arresto, a Verona, un uomo ritenuto anch’egli responsabile di truffa aggravata, questa volta consumata ai danni di una signora di Aldeno.

In particolare la vittima, nel primo pomeriggio, era stata contattata telefonicamente da un sedicente carabiniere di Trento il quale, con il consueto raggiro, le aveva rappresentato che si era appena verificato un furto in una gioielleria e quindi le aveva prospettato la necessità di verificare la provenienza di denaro e preziosi custoditi in casa.
Poco dopo, il truffatore si è quindi presentato personalmente presso l’abitazione della donna, qualificandosi falsamente come appartenente all’Arma e facendosi consegnare denaro contante e monili per un valore complessivo di quasi 8mila euro, per poi darsi alla fuga.

Ma il piano è durato poco.

L’immediata attivazione del dispositivo investigativo da parte dei Carabinieri di Trento ha consentito di intercettare rapidamente il veicolo utilizzato dal malvivente, di pedinarlo e, grazie a un efficace coordinamento operativo con una pattuglia della Polizia Stradale di Verona, di bloccarlo all’uscita del casello autostradale del Capoluogo scaligero.

L’uomo è stato trovato in possesso dell’intera refurtiva, recuperata e restituita alla vittima. L’arrestato è stato quindi condotto presso la Casa Circondariale di Verona, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

I Carabinieri colgono l’occasione per ribadire ancora una volta la necessità di maturare una sana diffidenza verso qualsiasi persona che al telefono si presenti come parente, un appartenente alle Forze dell’Ordine, un “tecnico Comunale” o dipendente di qualunque azienda che fornisca servizi, allorquando la chiamata sia finalizzata a richiedere denaro o, per assurdo, un corrispettivo in monili pur di poter far fronte ad una paventata esigenza e/o problematica improvvisa.

Il consiglio è infatti quello di chiamare sempre il “112” anche al minimo dubbio, nella consapevolezza che, di norma, nessuna Forza dell’Ordine, Ente o società chiederà mai, per alcun motivo, il pagamento di qualsiasi tipo di prestazione attraverso telefonate che lo sollecitino tramite metodi che non siano legalmente e sicuramente tracciabili.
Ultimo aggiornamento: 24/04/2026 09:04:04

POTREBBE INTERESSARTI

ULTIME NOTIZIE