PONTE DI LEGNO (Brescia) - Controlli della Guardia di Finanza nelle località turistiche del Bresciano:
66 lavoratori impiegati “
in nero”, senza comunicazione preventiva di instaurazione del rapporto,
28 lavoratori irregolarmente occupati e per
16 esercizi chiesto il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, avendo riscontrato una percentuale di manodopera in nero superiore ai limiti di legge.

Sono i
risultati dell'attività dell'attività di controllo economico del territorio predisposto per la stagione estiva 2026, i Reparti del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Brescia hanno eseguito, nel solo bimestre giugno-luglio, 63 interventi nelle principali località turistiche della provincia: la riviera del Garda, il Sebino e la Franciacorta, la Valle Camonica e la Valle Trompia, oltre al capoluogo e al suo hinterland.
L’attività, condotta dal Gruppo di Brescia, dalle
Compagnie di
Breno, Desenzano del Garda e Rovato e dalle
Tenenze di
Salò e Gardone Val Trompia, ha interessato in via prioritaria i comparti maggiormente esposti alla stagionalità e al ricorso a manodopera irregolare: ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande, strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere, campeggi, noleggio di imbarcazioni e attrezzature, servizi alla persona e locazioni brevi.
Il monitoraggio dell’offerta pubblicizzata in rete ha consentito di far emergere i disallineamenti tra l’attività effettivamente promossa online - capacità ricettiva, periodi di apertura, servizi offerti - e le risultanze delle banche dati istituzionali, indirizzando gli interventi verso le posizioni connotate da maggiore pericolosità fiscale e contributiva. Ne è derivato un dispositivo a elevata selettività, come attesta la percentuale di irregolarità riscontrata. Gli accertamenti si sono conclusi con l’individuazione di 94 posizioni irregolari; tre controlli sono tuttora in corso di svolgimento.
Contrasto al lavoro sommerso
Il dispositivo ha permesso di individuare complessivamente 66 lavoratori impiegati “in nero”, in totale assenza di comunicazione preventiva di instaurazione del rapporto, e 28 lavoratori irregolarmente occupati. Nei confronti di 16 esercizi è stato richiesto il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, avendo riscontrato una percentuale di manodopera in nero superiore ai limiti di legge.
Numerose posizioni hanno inoltre evidenziato la corresponsione di retribuzioni in contanti, in violazione degli obblighi di tracciabilità: una prassi che, oltre a integrare un autonomo illecito amministrativo, riduce la trasparenza del rapporto di lavoro e le tutele del prestatore d’opera. In un solo caso, durante un controllo eseguito presso un'attività che aveva organizzato un evento pubblico, sono state rilevate violazioni in merito all'impiego di 10 lavoratori in nero e 2 irregolari.