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Brescia, molotov contro hub vaccinale: arrestate due persone

sabato, 1 maggio 2021

Brescia – Individuate e arrestate le persone che hanno lanciato molotov contro il centro vaccinale di via Morelli a Brescia.

VIDEO

I carabinieri del R.O.S. e del comando provinciale di Brescia hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Gip del tribunale di Brescia, Alessandra Sabatucci, su richiesta della Procura della Repubblic.a diretta da Francesco Prete, nei confronti di Paolo Pluda, 51 anni di Brescia e Nicola Zanardelli, 50 anni di Monticelli Brusati (Brescia), indagati di atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi, porto e detenzione di armi da guerra, commessi ai danni del centro vaccinale di via Morelli a Brescia. Contestualmente, sono state eseguite nelle province di Brescia e Verona delle perquisizioni nei confronti di alcune persone che hanno relazioni con gli indagati.

In particolare, il provvedimento cautelare è il risultato delle indagini condotte dal Dipartimento antiterrorismo della Procura di Brescia e dai carabinieri del R.O.S. e del comando provinciale di Brescia, coordinati dal sostituto procuratore, Francesco Carlo Milanesi, e dall’aggiunto Silvio Bonfigli, sull’attentato perpetrato in danno del centro vaccinale di via Morelli a Brescia lo scorso 3 aprile, quando due individui lanciarono due ordigni incendiari del tipo “molotov” che causavano dei danni ad uno dei padiglioni del complesso.

L’incendio alimentato dagli ordigni – non propagatosi all’intero padiglione solo per la resistenza ignifuga della tensostruttura e per altre cause fortuite- era potenzialmente idoneo a causare danni devastanti alla struttura nella quale erano stoccate diverse centinaia di dosi di vaccino nonché altro materiale infiammabile, danni che avrebbero potuto ripercuotersi negativamente sulla campagna vaccinale anti Covid-19. A pochi metri dal principio di incendio corrono cavi elettrici che se fossero stati interessati dalle fiamme avrebbero interrotto l’alimentazione della catena del freddo così rendendo inutilizzabili i vaccini. Nel sito colpito vengono infatti somministrate circa 1000 dosi di vaccino al giorno.

Le indagini, condotte in tempi brevi anche mediante il ricorso alle intercettazioni telefoniche ed ambientali, si sono subito concentrate sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza e rilevazione targhe dei veicoli presenti sul territorio del Comune di Brescia, consentendo di individuare quello utilizzato da Pluda e Zanardelli per raggiungere l’area teatro del fatto criminoso e indirizzare le investigazioni su Paolo Pluda, il quale, sebbene incensurato e mai emerso in indagini di criminalità eversiva, evidenziava una convinta adesione alle tesi negazioniste e no vax, con una marcata ostilità nei confronti delle istituzioni in relazione alla gestione della crisi sanitaria in atto.

Le indagini hanno portato a individuare anche Nicola Zanardelli, soggetto appartenente alla cerchia relazionale di Paolo Pluda e risultato anch’egli convintamente orientato, dal punto di vista ideologico, verso le interpretazioni più violente ed oltranziste delle tematiche populiste, no vax ed anti-istituzionali, manifestate in particolare attraverso il web e i social network. La svolta nelle indagini avveniva dall’isolamento di alcune immagini che fornivano la prova della preparazione degli ordigni da parte degli indagati.

Dalle risultanze investigative è emersa la chiara volontà dei due presunti attentatori di bloccare e sabotare la campagna vaccinale in corso, intimidendo la popolazione ed alimentando il clima d’incertezza del particolare momento storico, nonché di reiterare ulteriori azioni violente e di danneggiamento. È significativo infatti la circostanza che Paolo Pluda la mattina poco prima dell’attacco abbia postato sul proprio profilo Facebook la frase “se vogliamo distruggere il nemico dobbiamo usare la stessa arma “la paura” e la loro paura è la nostra unione. Non ci sono altre soluzioni”.



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