BRENO (Brescia) - Primi incontri istituzionali per presentare la candidatura della
Valle Camonica al
Capitale delle Cultura. La discussione è iniziata in
Comunità Montana, illustrato al gruppo civico e a breve ci saranno incontri con i
l Gic sito Unesco,
Fondazione Valle dei Segni e
Regione Lombardia.
Linee guida
L’iniziativa Capitale italiana della cultura è stata istituita nel 2014, su proposta del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sulla scorta della grande partecipazione delle città italiane alla selezione per la Capitale europea della cultura 2019.
Obiettivo della manifestazione è quello di promuovere progetti e attività di valorizzazione del patrimonio culturale italiano, sia materiale che immateriale, attraverso una forma di confronto e di competizione tra le diverse realtà territoriali, incentivando così la crescita del turismo e dei relativi investimenti. La valutazione delle candidature è a cura di una Giuria – composta da sette esperti indipendenti – che, a seguito delle “audizioni” con le città finaliste, raccomanda al Ministro della cultura il nome del Comune, della Città metropolitana o dell’Unione di Comuni ritenuto più idoneo, dandone opportuna motivazione. Su proposta del Ministro della cultura, il titolo è successivamente assegnato dal Consiglio dei Ministri con propria delibera.
Il titolo di
Capitale italiana della cultura è conferito annualmente sulla base della disciplina relativa alla procedura di selezione definita nel 2016 dall’allora Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo d’intesa con la Conferenza unificata, e aggiornata nel 2019. La città vincitrice, grazie anche al contributo di un milione di euro messo in palio, potrà mettere in mostra, per il periodo di un anno, i propri caratteri originali e i fattori che ne determinano lo sviluppo culturale, inteso come motore di crescita dell’intera comunità.
La Valle Camonica si candida: linee generali di indirizzo
Il territorio della Valle Camonica intende candidarsi alla selezione per la Capitale Italiana della Cultura 2029 a partire dalla considerazione dell’imponenete lavoro progettuale svolto nel campo della cutura e del turismo e alla luce degli investimenti infrastrutturali che si prefigurano nei prossimi anni nel settore culturale. Di seguito vengono riportarti alcuni elementi di valore che giustificano la candidatura della Valle Camonica: - - - - Il territorio della Valle Camonica, perfetto esempio di valle alpina di origine glaciale, si caratterizza per la disponibilità di un patrimonio culturale ricchissimo e variegato, che, in un contesto paesaggistico di eccezionale bellezza e varietà, percorre la storia dell’umanità per almeno 10.000 anni, con eccellenze internazionali quali l’arte rupestre, la presenza di rilevanti insediamenti romani, i cicli pittorici e scultorei, le testimonianze della Grande Guerra, i segni tangibili delle origini e dei primi sviluppi dell’industrializzazione siderurgica; l’arte rupestre della Valle Camonica è stata riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco nel 1979, quale primo sito italiano.

Nel
2029 verranno festeggiati i 50 anni da questo primo riconoscimento di valenza nazionale, che ha dato il principio alla candidatura di altri siti italiani (oggi sono 61 i siti italiani iscritti nella WHL, record mondiale). In questo contesto non va dimenticato che la forza culturale e rappresentativa del patrimonio rupestre si è manifestata in tante modalità, tra cui il riconoscimento della Rosa Camuna quale logo istituzionale di Regione Lombardia (1975).
La Valle Camonica è stato il territorio su cui si è attivato il primo Distretto Culturale di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo (2009), modello di gestione e valorizzazione dei servizi culturali del territorio che funziona anche oggi, intervenendo nella realizzazione di numerosi progetti culturali e nella sperimentazione di modelli di valorizzazione turistica;
Gli enti locali della Valle Camonica hanno istituito la Fondazione Valle dei Segni per coordinare le azioni infrastrutturali e gestionali riferite al patrimonoio culturale, con particolare riferimento ai previsti insediamenti di Ceto e Capo di Ponte che si In collaborazione con: svilupperanno nei prossimi anni e daranno vita a un sistema infrastrutturale per la fruizione innovativa ed immersiva del patrimonio culturale della Valle Camonica.
Attraverso la Fondazione, il territorio della Valle Camonica si è dotato di un Masterplan sviluppato intorno ai punti cardine di accessibilità, sostenibilità e innovazione e che, mediante un sistema dinamico informativo georeferenziato, denominato Osservatorio Valle Camonica, ha consentito e consente il monitoraggio in continuo del territorio, la pianificazione di interventi di riqualificazione e valorizzazione del territorio, nonchè un piano di comunicazione e informazione turistica: il masterplan disegna le future strategie di sviluppo, allo scopo di fornire una nuova veste, una nuova immagine e una forte identità ai siti più rappresentativi della valle.
La collaborazione degli enti locali del territorio (Comuni, Comunità Montana-Distretto Culturale, GIC sito UNESCO, Fondazione Valle dei Segni) hanno permesso di dar corso a un piano complessivo di manutenzione straordinaria dei parchi d’arte rupestre – tuttora in corso – che ha permesso di fermare il degrado dovuto alla crescita eccessiva della vegetazione e di riordino dei percorsi (anche a seguito dei cambiamenti climatici), di dar corso a un piano articolato di restauri e di manutenzioni delle rocce, e di sviluppare nuovi percorsi di fruizione e comunicazione del patrimonio, nonché a studiare alcune modalità di accesso ai siti con attenzione ai soggetti fragili e ai disabili.
Da ricordare inoltre che la Valle Camonica è stata riconosciuta Riserva della Biosfera ed inserita nella lista MAB-UNESCO, mentre sul suo territorio si registra una significativa presenza di aree naturali protette (Parco Nazionale dello Stelvio, Parco dell’Adamello, vari siti di importanza comunitaria) che arricchiscono il panorama delle risorse che il territorio può offrire a cittadini e turisti. Infine la Valle Camonica ha sviluppato in questi anni un sistema di reti e di collaborazioni con università e, che prendono origine dalla presenza consolidata di centri di ricerca quali il Centro Camuno di Studi Preistorici, per quanto riguarda l’arte rupestre, e UniMont- Università della Montagna di Edolo, che rappresentano delle eccellenze a livello nazionale. Tale attività di collaborazione si è sviluppata e rafforzata nel contesto alpino anche grazie alla realizzazione di iniziative sperimentali di internazionalizzazione delle risorse e progettualità esistenti nel campo dell’arte rupestre, delle risorse naturali, dell’architettura e dell’arte contemporanea.
La Valle Camonica si candida nel 2029 a Capitale Italiana della Cultura, avendo come principi ispiratori la centralità del territorio camuno nel contesto delle Alpi e della montagna italiana ed europea; il suo ruolo millenario nella rappresentazione delle simbologie e delle modalità di vita dell’uomo, la sua valenza quale centro di attrattività, di dialogo interculturale e di inclusività; la sua forza propulsiva nel campo della produzione culturale rivolta ai linguaggi contemporanei dell’arte e della creatività.
La governance del percoso verso la Capitale Italiana della Cultura 2029 L’assessorato alla Cultura della Comunità Montana viene individuato quale soggetto idoneo a seguire l’iter procedurale della candidatura e alla costruzione del dossier di candidatura, in collaborazione con il Gruppo Istituzionale di Coordinamento del sito UNESCO. L’azione dell’Assessorato vedrà il coinvolgimento di tutte le istituzioni locali e di Regione Lombardia, sollecitando la partecipazione e la collaborazione degli enti e delle organizzazioni culturali e sociali del territorio, supportando lo sviluppo di partenership e di progetti condivisi e integrati.
La Fondazione Valle dei Segni è individuata quale soggetto di supporto operativo alla fase di candidatura e di governance nell’attuazione degli interventi previsti dal dossier di candidatura.
Gli obiettivi della candidatura saranno rivolti alla messa a sistema degli interventi e delle attività in corso, alla definizione di un calendario di eventi e manifestazioni di rilevanza nazionale anche a sostegno delle politiche di promozione turistica della Valle dei Segni, all’implementazione delle reti istituzionali, culturali e di ricerca; allo sviluppo di percorsi culturali innovativi in grado di posizionare definitivamente la Valle Camonica nel contesto culturale alpino.