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Valle Camonica compatta sull'Ato, critica Europea Verde

La domanda: in futuro quanto costerà il servizio idrico intregrato?

BRENO (Breno) - La Valle Camonica è compatta sull'Ato: i quaranta Comuni della valle hanno approvato la delibera di adesione all’Ambito Territoriale Ottimale camuno, per l’indipendenza nella gestione del servizio idrico integrato.

L’obiettivo è separarsi dal sistema provinciale e ottenere la gestione autonoma dell’acqua. A dare una spinta a una della battaglie su cui le istituzioni camune si stanno spendendo da tempo è stata la relazione del Politecnico di Milano sulla sostenibilità del progetto, ma anche una legge regionale di due anni e mezzo fa che ha dato il via alle prime azioni concrete in direzione di un Ato camuno, riconoscendo la specificità del territorio montano. Anche gli 11 Comuni che hanno affidato la gestione del ciclo idrico ad Acque Bresciane, con clausole sul loro ingresso nell’Ato camuno, hanno approvato l'adesione ad Ato.
Ora la richiesta è in Regione Lombardia per la definitiva approvazione.

Sulla questione si registrano interventi tra favorevoli e dubbiosi.
I cittadini camuni chiedono solo: gesdtione efficente e costo contenuto, come indicato nello studio del Politecnico.

Tra le voci critiche si registra la posizione di Europa Verde, con il portavoce Dario Balotta (nella foto) che dichiara "Non si capisce perché, in un settore in cui le economie di scala rappresentano un elemento essenziale per l’efficienza del servizio idrico, in Valle Camonica questo principio non debba valere. Aggregare una quarantina di comuni in un nuovo ATO, in un territorio prevalentemente montano e con difficoltà tecniche maggiori rispetto alla pianura, rischia di creare soltanto l’ennesimo carrozzone costoso da mantenere e difficile da gestire".
"I costi della nuova struttura organizzativa sarebbero certi - prosegue Balotta -: i benefici concreti per cittadini e utenti del servizio idrico sono invece tutti da dimostrare. Anche le conclusioni del rapporto del Politecnico di Milano potrebbero essere rapidamente smentite dalla realtà dei fatti".

"La rete idrica bresciana è stata per anni un vero colabrodo, con perdite che hanno superato il 40%. La riduzione delle dispersioni, insieme al contenimento delle tariffe, dovrebbe essere il principale parametro per valutare l’operato di qualsiasi gestore, soprattutto in una fase segnata dal ritorno dell’inflazione e dalle crisi idriche aggravate dai cambiamenti climatici - conclude il portavoce di Europa Verde -. Garantire tariffe eque, ridurre le perdite e risolvere i problemi di approvvigionamento sono obiettivi condivisibili di cui deve e può farsi carico Acque Bresciane. Non lo è invece lo spezzettamento del sistema in nome del campanilismo camuno".
Ultimo aggiornamento: 28/05/2026 00:17

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