BRESCIA - Si è tenuta – al Teatro Dis_Play Brixia Forum di Brescia – l’
Assemblea Generale 2026 di Confindustria Brescia, intitolata
“Europa: se non ora, quando?”.

L’appuntamento è stato preceduto dalla Sessione Privata, andata in scena nella prima parte del pomeriggio, in cui è stato approvato il bilancio 2025 di Confindustria Brescia: l’esercizio chiude con
proventi pari a
11,97 milioni, in leggero rialzo rispetto agli 11,77 milioni di euro del 2024
, di cui
11,78 mln riferiti a
contributi associativi; l’
avanzo di gestione segnato dall’Associazione si attesta invece
a 134.350 euro.
L’analisi delle dinamiche associative mostra una decisa crescita dei dipendenti, con il
numero degli addetti passato da 67.531 del 2024 a
69.104 del 2025 (+1.573).
La performance associativa migliora anche dal punto di vista del numero delle aziende associate (+20), passando da 1.291 del 2024 a 1.311 del 2025.
Al termine della Sessione Privata, si è tenuta l’Assemblea Pubblica – moderata dalla giornalista di Radio24 Debora Rosciani –, che ha visto la partecipazione come ospiti di Maurizio Molinari, giornalista e saggista, Veronica De Romanis, docente di Economia Europea Luiss e Stanford University, ed Emanuele Orsini, presidente Confindustria, oltre a Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia, e al ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto con un video messaggio.
Al centro del confronto, in particolare, il ruolo del Vecchio Continente e la necessità di una visione europea forte, concreta e orientata al futuro, in un contesto internazionale attraversato da tensioni geopolitiche, trasformazioni economiche, sfide energetiche e nuove competizioni industriali.
“Viviamo una fase storica in cui il mondo si sta riorganizzando rapidamente e nella quale l’Europa non può più permettersi esitazioni – le parole di Paolo Streparava nella sua relazione –. Da Brescia, uno dei territori manifatturieri più rilevanti del Paese, lanciamo un messaggio chiaro: senza industria non esistono crescita, innovazione, occupazione e coesione sociale. Le nostre imprese continuano a investire, esportare e creare valore, ma oggi hanno bisogno di condizioni che consentano davvero di competere: energia a costi sostenibili, infrastrutture moderne, semplificazione normativa e tempi decisionali compatibili con quelli dell’economia reale. La competitività europea non può restare un principio da ribadire nei documenti: deve diventare una priorità concreta e immediata. Brescia continuerà a fare la propria parte con responsabilità, competenze e capacità di innovare, ma serve un’Europa che torni a mettere manifattura, tecnologia e lavoro al centro della propria visione strategica. Perché la sfida non è difendere il passato, ma costruire le condizioni per competere domani”.
“L’industria della difesa italiana è una filiera che coinvolge centinaia di piccole e medie imprese, spesso poco conosciute, determinanti nella catena del valore e dovrà coinvolgerne di più – le parole nel video messaggio di Guido Crosetto, Ministro della Difesa –. Sono le piccole e medie imprese che producono componenti ad alta tecnologia, che custodiscono competenze e capacità ingegneristiche uniche, che garantiscono la flessibilità e la velocità di risposta che i grandi sistemi non sono in grado di offrire da soli. Brescia, con la sua tradizione manifatturiera nel settore metallurgico e meccanico, sa benissimo di cosa parlo”.