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Trento: "La tutela dell'ambiente richiede anche il diritto di partecipare alle decisioni"

Più Democrazia in Trentino ha predisposto le proprie osservazioni alla proposta del Comune di Trento

TRENTO - Statuto di Trento, Più Democrazia: «La tutela dell'ambiente richiede anche il diritto di partecipare alle decisioni» L'associazione presenta osservazioni alla modifica statutaria e propone di inserire la Convenzione di Aarhus. Chieste regole certe per le consultazioni pubbliche.

Più Democrazia in Trentino ha predisposto le proprie osservazioni alla proposta del Comune di Trento di integrare l'articolo 2 dello Statuto con un nuovo comma dedicato alla tutela dell'ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi e della salute umana. L'associazione condivide gli obiettivi della modifica, ma ritiene necessario rafforzarne il contenuto attraverso un riferimento esplicito alla Convenzione di Aarhus, ratificata dall'Italia nel 2001, che riconosce tre pilastri fondamentali della democrazia ambientale: accesso alle informazioni, partecipazione ai processi decisionali e accesso alla giustizia.

La proposta prevede che il Comune, nell'ambito delle proprie competenze, garantisca l'accesso alle informazioni ambientali, promuova una partecipazione informata e tempestiva e favorisca l'effettività degli strumenti di tutela. Le osservazioni affrontano anche le modalità delle consultazioni pubbliche.
Nonostante l'articolo 101 dello Statuto preveda, di norma, forme idonee di preventiva consultazione popolare, la procedura si è nuovamente limitata alla pubblicazione della proposta all'Albo telematico per dieci giorni.

L'associazione chiede una disciplina stabile delle consultazioni statutarie, con adeguata informazione preventiva, accessibilità dei documenti, coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni, strumenti digitali e restituzione pubblica delle valutazioni sui contributi ricevuti. «Il problema è una concezione della rappresentanza politica troppo spesso concentrata sulla ricerca del consenso e poco disponibile ad aprire i processi decisionali», osserva il presidente dell'associazione Alex Marini. «I cittadini vengono considerati soprattutto come elettori o destinatari delle decisioni, anziché come soggetti attivi. Questo progressivo allontanamento dalle istituzioni alimenta sfiducia, disaffezione e passività democratica».

Per Più Democrazia in Trentino, la partecipazione non mette in discussione le responsabilità degli amministratori eletti, ma contribuisce a rendere le decisioni più trasparenti, motivate e consapevoli. «Non basta proclamare la tutela dell'ambiente nello Statuto: bisogna garantire alle persone la possibilità di conoscere, partecipare e tutelare i propri diritti. La qualità della democrazia si misura anche da quanto le istituzioni sono disposte ad ascoltare prima di decidere». Come si spiega che una modifica statutaria così rilevante per l'ambiente non abbia apparentemente raccolto osservazioni da associazioni come Italia Nostra, Legambiente, WWF o dai comitati impegnati nella difesa del territorio? Sono stati adeguatamente informati e coinvolti? È una domanda che evidenzia i limiti di una consultazione formalmente aperta a tutti, ma priva di un'efficace promozione della partecipazione.

L'associazione auspica che il Consiglio comunale colga questa occasione per rafforzare non soltanto gli impegni ambientali, ma anche le garanzie democratiche che devono accompagnarne l'attuazione.
Ultimo aggiornamento: 29/10/2026 07:36

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