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Il benessere come antidoto alla dispersione scolastica

La situazione esaminata nel panel del Festival dell'Economia di Trento

TRENTO - Puntare sul benessere dei giovani per contrastare la dispersione scolastica e il fenomeno dei NEET, ovvero i giovani che hanno rinunciato a formarsi e a cercare lavoro. Nel panel del Festival dell'Economia di Trento intitolato "Le speranze dei giovani contro la dispersione scolastica e il fenomeno NEET" si è esaminata la situazione scolastica attuale, cercando di capire come intercettare e recuperare gli studenti che abbandonano gli studi prematuramente. Foto @Michele Lotti - Archivio PAT.

All'evento è intervenuta anche l'assessore all'istruzione e ai giovani Francesca Gerosa: "La dispersione scolastica e i NEET – ha spiegato - sono motivo di preoccupazione. È vero che le nostre percentuali sono inferiori rispetto alle altre regioni, ma abbiamo la responsabilità di non perdere per strada nemmeno uno dei nostri ragazzi. Una volta abbandonati gli studi, infatti, difficilmente si riesce a recuperare e inserire i ragazzi nella società. L'ansia, il disagio, il non sentirsi mai abbastanza e a volte anche le difficoltà all'interno delle famiglie sono tutti fattori potenzialmente alla base del problema. Come assessorato stiamo affrontando il tema in collaborazione con il Dipartimento istruzione, IPRASE e con le scuole approntando politiche per aumentare il benessere negli istituti scolastici sia tra gli studenti sia tra il corpo docente, anche guardando cosa accade in altre realtà".
"Tra le iniziative messe in campo - ha concluso l'assessore Gerosa - anche la figura del "docente Faber", ovvero un docente appositamente formato per intercettare sul nascere le difficoltà dei ragazzi e lo studio di un nuovo approccio che vada oltre lo sportello psicologico nelle scuole. Stiamo inoltre lavorando sul recupero delle carenze scolastiche, con la volontà di afftontare le diverse esigenze di tutti i nostri ragazzi in modo personalizzato e individualizzato".

Di fronte a una platea composta prevalentemente da giovani, Giovanni Vinciguerra ha spiegato come ogni anno quasi 3,5 milioni di studenti abbandonino la scuola secondaria superiore, e come di 100 iscritti alle scuole superiori soltanto 18 si laureino. Di questi il 25% si trasferisce all'estero e molti non trovano un lavoro corrispondente agli studi svolti. Se il direttore di Iprase Luciano Covi ha spiegato come le speranze dei giovani sono strettamente legate alle competenze in loro possesso, la ricercatrice Elena Marta dal canto suo ha affermato che è necessario lavorare sul benessere psicosociale degli studenti e che la loro priorità è di trovare un senso al vivere in un mondo molto performante, dove le sole competenze tecniche non bastano. Lo psicologo Leopoldo Romanelli ha puntato l'attenzione sulle esigenze da parte dei ragazzi, di avere spazi riservati come proprio internet possa essere uno spazio dove trovare nuove speranze. Infine la dirigente dell'Itt Buonarroti di Trento Tiziana Rossi ha lanciato un monito agli adulti: se gli adulti non ripongono fiducia e speranza nei giovani, di conseguenza anche i giovani non avranno passione e speranza nel futuro.
Ultimo aggiornamento: 22/05/2026 11:35

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