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Trento, grandi carnivori: il gruppo PATT presenta tre interrogazioni in Provincia

sabato, 23 novembre 2019

Trento – Il gruppo PATT in Provincia di Trento ha presentato tre interrogazioni sui grandi carnivori. I quattro consiglieri, Ugo Rossi, Paola Demagri, Michele Dellapiccola e Lorenzo Ossanna, hanno illustrato una serie di richieste avanzate al presidente del Consiglio, Walter Kaswalder, e alla Giunta provinciale.

“Nè pro nè contro, semplicemente responsabili”, sono state le parole dei quattro consigliere PATT, in particolare di Ugo Rossi e Michele Dellapiccola. I grandi carnivori sono “Croce e delizia per allevatori ed amanti della natura la presenza dei grandi carnivori, spacca l’opinione pubblica ma la giusta ricetta c’è”, sostengono al gruppo consiliare PATT che nel corso della conferenza stampa hanno ribadito che “si deve puntare al minimo impatto dei carnivori sulle attività zootecniche con: monitoraggio, formazione informazione, indennizzo del danno, prevenzione del danno, azioni di sostegno alla categoria, interventi normativi e gestionali che salvaguardino le specie ma proteggano uomo e attività produttive da soggetti dannosi e pericolosi”.

Lupo 1Il gruppo PATT ha organizzato una serie di incontro sul territorio: il 9 ottobre a Palù del Fersina, il 15 ottobre a Ronchi, il 23 ottobre a Lavarone, il 12 novembre a Cavedine, e il 30 novembre a Calamento, il 2 dicembre a Predazzo e il 3 dicembre ad Avio

LE TRE INTERROGAZIONI

Egregio
Walter Kaswalder
Presidente del Consiglio provinciale

SEDE

INTERROGAZIONE - FUGA di M49.

“Come mai non si è provveduto all’abbattimento dell’animale?

Come noto e come ha informato il comunicato stampa della PAT n. 1709 del 15/7/2019, nella notte fra il 14 e il 15 luglio un’esemplare di orso denominato M49, catturato qualche ora prima dalla Forestale, riusciva a scavalcare le moltepilici recinzioni anche elettrificate alle prime luci dell’alba e ad addentrarsi nel bosco.
Prosegue lo stesso comunicato: “Si è verificato un evento assolutamente anomalo, non previsto dai tecnici dell’Ispra e dagli altri esperti che avevano certificato l’area del Casteller, che non ha eguali in Italia per condizioni di sicurezza. – ha detto Fugatti – Tutto ciò rende giustizia delle preoccupazioni che avevamo espresso circa la pericolosità di questo esemplare e delle misure che avevamo deciso di assumere. A maggior ragione, a questo punto, ogni tipo di intervento per garantire la pubblica sicurezza non potrà che essere considerato assolutamente opportuno e legittimo. Nel frattempo abbiamo avvisato dell’accaduto il ministro, che ha manifestato a sua volta sorpresa per una circostanza che non ha, a quanto ci risulta, altri precedenti”.
La cattura di M49, orso dal comportamento problematico, che si era reso protagonista nelle scorse settimane di numerosi attacchi ai danni degli allevamenti e degli alpeggi nell’area del Brenta, è avvenuta verso le ore 22.30 sui monti della val di San Valentino, mediante una delle trappole tubo disposte allo scopo sul territorio. La cura del personale forestale è stata quella di adottare i migliori protocolli disponibili per limitare i rischi per l’animale durante le fasi di cattura. Come previsto, l’orso è stato quindi subito trasportato, all’interno della trappola tubo, fino all’area faunistica del Casteller, all’interno della quale è stato rilasciato, senza doverlo addormentare. A conclusione delle operazioni di rilascio, all’animale è stato tolto il radio collare. La reazione dell’orso, una volta trasferito nell’area di contenimento, è stata però sorprendente; M49 infatti è riuscito, in un lasso di tempo relativamente breve, a superare le recinzioni elettriche di contenimento e ad uscire dal recinto. In particolare il plantigrado è stato in grado di superare la doppia recinzione elettrica (14 fili in totale) e la struttura di contenimento costituita da una barriera metallica alta quasi 4 metri. Ha superato inoltre due ulteriori recinzioni elettriche interne che lo dividevano dall’orsa DJ3, altro esemplare da tempo custodito nell’area faunistica.
Successive immagini diffuse dalla provincia e riportate dal Tg regionale RAI del 30 luglio 2019 ( ore 19,30) mostravano l’orso all’interno della trappola e facevano intravedere la presenza di un uomo ( presumibilmente un forestale) che imbracciava un fucile.
Tale circostanza fa pensare che presumibilmente anche al momento della fuga dell’animale fossero presenti tecnici ed operatori della forestale e che fossero armati.
Ma poiché di questo aspetto non consta essere stata data comunicazione ufficiale da parte della Provincia si rende necessario, al fine di colmare questa lacuna

interrogare il Presidente della Provincia per conoscere:
1. quante e quali persone al momento della fuga di M49 fossero presenti, in particolare se vi fossero tecnici ed operatori della Forestale;
2. in caso di risposta positiva se gli stessi fossero armati;
3. in caso di risposta positiva, per quale motivo non abbiano provveduto all’abbattimento dell’esemplare che stava fuggendo;
4. se e in che modo al personale preposto alla sicurezza fosse stato dato ordine di procedere all’abbattimento in caso di pericolo evidente”.

Egregio
Walter Kaswalder
Presidente del Consiglio provinciale

SEDE

INTERROGAZIONE ORSI E LUPI.

ZANOTELLI E FUGATTI VANNO A ROMA ALLE MANIFESTAZIONI MA LA LEGGE PROVINCIALE SUI GRANDI CARNIVORI NON VIENE ATTUATA

In tema di grandi carnivori Assessora e Presidente della provincia sono molto presenti sui palchi delle manifestazioni e non mancano di farci sapere quanto hanno “dichiarato” in queste occasioni.

Come ci ricorda il tempestivo comunicato stampa ufficiale della Provincia del 7 novembre hanno testualmente affermato:

“Siamo qui oggi al fianco dei tanti allevatori trentini presenti per dire che l’agricoltura di montagna va tutelata dai grandi carnivori, il rischio sennò è lo spopolamento di questi territori” – sono state le parole del presidente Fugatti – Come Provincia autonoma abbiamo una nostra legge che intendiamo far applicare, ma al tempo stesso dobbiamo portare anche a livello nazionale la tematica, al fine di individuare un fronte comune con tutte le altre Regioni”.

“Appoggiamo questa manifestazione di Coldiretti affinché i territori possano avere una gestione della fauna selvatica incisiva – ha proseguito l’assessore Zanotelli – Oggi si è parlato di cinghiali, di cormorani, di grandi carnivori. Sono tutte criticità che stanno mettendo davvero in difficoltà le nostre aziende, l’agricoltura di montagna, l’agricoltura eroica svolta con sacrificio e passione. Questo non possiamo permetterlo e chiederemo come amministratori provinciali ulteriori misure da destinare ai territori per fronteggiare questo problema”.

Davvero bravi e sensibili non c’è che dire: vanno a Roma a far sentire la loro voce nei confronti del governo “cattivo” (come era “cattivo” quello precedente il ministro è lo stesso la differenza è che prima governava con la lega).

I palchi vanno bene e i comunicati anche, ma crediamo possano essere d’interesse, ogni tanto, le “azioni” i “fatti” e, trattandosi di pubblici amministratori, anche gli “atti”.

Questa interrogazione vuole occuparsi appunto degli “atti” e in particolare di quelli relativi all’attuazione della legge provinciale 11 luglio 2018, n.9 ai sensi della quale:
Art.1
Misure di prevenzione e d’intervento concernenti i grandi carnivori ai fini della tutela del sistema alpicolturale provinciale
1. Al fine di conservare il sistema alpicolturale del territorio montano provinciale il Presidente della Provincia, per proteggere le caratteristiche fauna e flora selvatiche e conservare gli habitat naturali, per prevenire danni gravi, specificatamente alle colture, all’allevamento, ai boschi, al patrimonio ittico, alle acque e ad altre forme di proprietà, per garantire l’interesse della sanità e della sicurezza pubblica o per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica e motivi tali da comportare conseguenze positive di primaria importanza per l’ambiente, può, acquisito il parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, limitatamente alle specie Ursus arctos e Canis lupus, autorizzare il prelievo, la cattura o l’uccisione, a condizione che non esista un’altra soluzione valida e che il prelievo non pregiudichi il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente della popolazione della specie interessata nella sua area di ripartizione naturale. La Giunta provinciale informa con tempestività il Consiglio provinciale in merito alle misure assunte. La Provincia autonoma di Trento assicura le informazioni necessarie all’adempimento degli obblighi di comunicazione dello Stato alla Commissione europea.
2. La Provincia informa tempestivamente i comuni e le comunità sul cui territorio si registrino situazioni critiche determinate dalle specie indicate al comma 1.

Da quanto ci consta nessun atto amministrativo è stato posto in essere in applicazione di tale normativa che conferisce alla Provincia di Trento piena competenza e responsabilità sulla gestione dei grandi carnivori.
Ma le informazioni in nostro possesso potrebbero essere errate o non complete. Sicuramente in questi senso non aiutano i precisi e ricchi comunicati della Provincia che, come detto, riportano puntualmente i fiumi di parole che si dicono nelle manifestazioni ma
ad oggi non sembrano essere utili per conoscere se la legge viene applicata e in che modo.

Pertanto, i sottoscritti consiglieri
interrogano il Presidente della Provincia per conoscere:

1. Quanti e quali atti amministrativi siano stati adottati dalla Provincia in applicazione della citata legge provinciale;

2. In caso di risposta negativa alla prima domanda quali siano gli intendimenti della Provincia per attuare pienamente le previsioni della legge citata.

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.

Trento, 22 novembre 2019

Ugo Rossi

Michele Dallapiccola

Paola Demagri

Lorenzo Ossanna

Egregio
Walter Kaswalder
Presidente del Consiglio provinciale

SEDE

INTERROGAZIONE A QUANDO IL PIANO PROVINCIALE DI GESTIONE SUI GRANDI CARNIVORI?

“Costretta dalla forte sollecitazione del comune di Ala che ha organizzato la serata, il 6 novembre l’assessora Zanotelli ha partecipato, con i suoi tecnici, a una serata informativa pubblica sulla presenza del lupo.
Nel corso della serata sono state fornite dai tecnici della provincia circostanziate e preziose informazioni a carattere scientifico utili a una corretta conoscenza della problematica dei grandi carnivori. Dati preziosi che se diffusi potrebbero contribuire al formarsi di una pubblica opinione consapevolmente informata e pertanto non condizionata da pregiudizi sia in senso “protezionistico” che in senso “distruttivo”.
Tale impostazione orientata al rigore scientifico, al buonsenso ed all’onestà intellettuale è quella che ha ispirato la serata informativa di Ala al punto che in una delle slides utilizzate si è affermato: La Provincia di Trento non è né a favore né contro l’orso ma lo deve gestire per compito istituzionale.
Va osservato che in tema di grandi carnivori Assessori e Presidente della provincia sono stati molto presenti sui palchi delle manifestazioni e non mancano mai di farci sapere quanto hanno “dichiarato” in queste occasioni.
Il messaggio veicolato in queste pubbliche manifestazioni è stato sempre molto netto:
“i grandi carnivori sono incompatibili con l’agricoltura di montagna”.
Con tempismo e precisione, un comunicato ufficiale della Provincia del 7 novembre ci informa della loro partecipazione a Roma alla manifestazione indetta da Coldiretti e in particolare di quanto hanno dichiarato: “Siamo qui oggi al fianco dei tanti allevatori trentini presenti per dire che l’agricoltura di montagna va tutelata dai grandi carnivori, il rischio sennò è lo spopolamento di questi territori” – sono state le parole del Presidente Fugatti . Come Provincia autonoma abbiamo una nostra legge che intendiamo far applicare, ma al tempo stesso dobbiamo portare anche a livello nazionale la tematica, al fine di individuare un fronte comune con tutte le altre Regioni”.
“Appoggiamo questa manifestazione di Coldiretti affinché i territori possano avere una gestione della fauna selvatica incisiva – ha proseguito l’assessore Zanotelli.Oggi si è parlato di cinghiali, di cormorani, di grandi carnivori. Sono tutte criticità che stanno mettendo davvero in difficoltà le nostre aziende, l’agricoltura di montagna, l’agricoltura eroica svolta con sacrificio e passione. Questo non possiamo permetterlo e chiederemo come amministratori provinciali ulteriori misure da destinare ai territori per fronteggiare questo problema”.
Davvero bravi e sensibili non c’è che dire: vanno a Roma a far sentire la loro voce nei confronti del governo “cattivo” come era “cattivo” quello precedente (il ministro è lo stesso la differenza è che prima governava con la lega) ma non si fermano alle dichiarazioni perché “chiedono ulteriori misure”.
Fino a qui tutto bene, ci sta.
Se non fosse che invece di “chiedere” sarebbero tenuti a fare direttamente, per esempio, applicando la legge provinciale sui grandi carnivori.
Sarebbero tenuti anche a mettere in atto attività d’informazione della popolazione sul tema dei grandi carnivori riprendendo e magari implementando quanto la Provincia ha sempre fatto al riguardo e che invece hanno completamente bloccato.
Sembra fare eccezione, come detto la serata di Ala del 6 novembre scorso che ha fornito molti dati e informazioni preziose. A latere della stessa assessora ha voluto rimarcare elementi di novità nella gestione dei grandi carnivori ricordando all’attivazione del comitato
per la pubblica sicurezza e del tavolo interregionale per portare le proprie istanze ricevere maggiore attenzione dal governo nazionale.
C’è da dire che per voce dello stesso questore sia qui che in Veneto questi tavoli sono stati dichiarati inadatti a gestire quello che non pare sia un problema per la pubblica incolumità.
Per quanto riguarda il tavolo interministeriale invece assessora pare non essere a conoscenza del fatto che da 5 anni la commissione politiche agricole, che è proprio formata dagli assessori agricoltura foreste fauna d’Italia, ha dialogato con i ministri che si sono succeduti ed ha discusso più di una proposta di “piano lupo nazionale” senza mai arrivare però a una soluzione condivisa e approvabile
La novità più importante della serata del 6 novembre – per dichiarazione della stessa assessora – è che la stesura del piano di gestione necessario per poter procedere all’applicazione della nuova norma sui grandi carnivori è quasi pronto.
Questo rappresenta un grosso elemento di novità che contraddice per certi versi ciò che l’assessora aveva comunicato in risposta ad una nostra interrogazione di qualche mese fa e chiedeva specificatamente proprio che intenzioni avesse intorno alla redazione di questo piano. E’ interessante ricordare che nella stessa interrogazione confermava che l’adozione di un piano di gestione risulta inutile.

Pertanto, i sottoscritti consiglieri
interrogano il Presidente della Provincia per conoscere:
1. per quale motivo non esiste nessun comunicato sulla serata di Ala;
2. se non si intenda darne informazione pubblicando la documentazione utulizzata dai tecnici in detta serata;
3. che cosa intendessero il Presidente è l’Assessora alle foreste la fauna dal palco Coldiretti di Roma quando chiedevano al governo maggiore autonomia in termini di gestione della nostra fauna;
4. se sia per questo loro intenzione modificare in tal senso la legge n. 9/2018 o abdicare a favore di una più ampia norma nazionale;
In tal caso pur esprimendo dissenso per la rinuncia dall’esercizio delle prerogative che la nostra autonomia ci permette si chiede quali siano i capisaldi delle richieste che stanno sul tavolo inoltrati al governo dal sopra citato tavolo interregionale per la richiesta di autonomia nella gestione dei grandi carnivori e dove tali richieste differiscono da quanto prescrive la legge n.9/2018?
Consci delle contraddizioni alle quali andiamo incontro elevando quest’ultimo quesito, motivate tuttavia dalle affermazioni della Giunta, chiediamo infine entro quando si preveda di approvare il cd. piano gestione lupo così come annunciato alla riunione del 6 novembre scorso.

A norma di regolamento si chiede risposta scritta.
Michele Dallapiccola
Paola Demagri
Ugo Rossi
Lorenzo Ossanna



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