TRENTO - Il Consiglio comunale ha
approvato il nuovo regolamento per l'installazione dei plateatici pertinenziali alle attività di somministrazione. Il provvedimento, presentato dall'assessore all'urbanistica Monica Baggia, ha ottenuto 28 voti favorevoli e 10 astensioni, senza alcun voto contrario, ed entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027.

Si conclude così un percorso lungo e articolato, avviato nel 2023, che ha coinvolto l'Amministrazione comunale, la Soprintendenza per i beni culturali e le categorie economiche interessate. Un risultato costruito attraverso numerosi momenti di confronto, approfondimento e mediazione, che ha visto
Confesercenti del Trentino impegnata in prima linea. Un lavoro iniziato durante la presidenza di
Massimiliano Peterlana e portato a termine dall'attuale presidente
Federico Rigotti, con il coordinamento della responsabile d'area
Sara Borrelli.
«
In questi tre anni la nostra associazione e gli operatori del settore hanno partecipato attivamente a ogni fase del confronto - commenta Federico Rigotti, presidente Fiepet-Confesercenti del Trentino -
L'obiettivo è sempre stato quello di individuare una soluzione capace di garantire un corretto equilibrio tra le esigenze delle imprese, la tutela del contesto urbano e l'interesse della comunità».
Tra gli aspetti più significativi del nuovo regolamento, Rigotti evidenzia la durata delle concessioni: «
Accogliamo con soddisfazione la conferma di una proposta avanzata da Confesercenti che riteniamo strategica per il settore: la concessione dei plateatici per un periodo di nove anni. Si tratta di un elemento fondamentale perché offre alle imprese la possibilità di programmare investimenti e organizzazione aziendale con maggiore stabilità e certezza».
Accanto agli elementi positivi, la categoria esprime però
anche alcune perplessità. In particolare,
non sono state inserite nel testo definitivo le forme di incentivazione richieste per accompagnare economicamente le attività nel percorso di adeguamento alle nuove disposizioni. «
Pur comprendendo le motivazioni tecniche che hanno portato a questa scelta, non possiamo nascondere il nostro rammarico - prosegue Rigotti -
Nel corso del confronto avevamo avanzato una proposta concreta: prevedere un meccanismo premiale per favorire l'adesione volontaria al nuovo regolamento, attraverso l'esenzione dal canone di occupazione del suolo pubblico per tre anni a favore delle imprese che si fossero adeguate alle nuove prescrizioni. Un orientamento che aveva trovato apertura durante il percorso di condivisione, ma che oggi non trova ancora attuazione nel regolamento approvato».
Ad oggi, inoltre, non sono state ancora definite ulteriori misure economiche di supporto per le attività che dovranno sostenere investimenti e adeguamenti strutturali in vista dell'entrata in vigore delle nuove norme. Per Confesercenti, dunque, l'approvazione del regolamento rappresenta
un passaggio importante ma non conclusivo. «
Attendiamo che nella fase successiva trovino spazio gli strumenti di agevolazione che abbiamo richiesto fin dall'inizio del confronto - afferma Rigotti - rimango comunque fiducioso. Da subito ci metteremo al lavoro per contribuire alla definizione delle modifiche al regolamento tributario comunale, che dovrà essere aggiornato entro la fine dell'anno, individuando strumenti premianti e le necessarie risorse economiche per accompagnare le imprese nell'adeguamento delle strutture a partire dal 2027».
Rigotti ringrazia tutte le forze politiche che hanno contribuito al percorso di approvazione e il precedente Consiglio direttivo di Fiepet Confesercenti coinvolto nell'avvio del confronto: «
Abbiamo seguito con attenzione il dibattito in aula e ringraziamo il Consiglio comunale per il lavoro svolto. Tuttavia, ribadisco che per noi il lavoro non è ancora terminato».
Inoltre, Rigotti parla anche delle modalità di applicazione del nuovo sistema. «
Anche nel 2027 gli operatori si troveranno di fronte a un doppio binario: da una parte ci saranno le imprese che sceglieranno di aderire al nuovo regolamento, dall'altra quelle che continueranno ad avvalersi delle deroghe previste dalla normativa nazionale, da rinnovare annualmente.
È proprio in questo contesto che gli strumenti di incentivazione richiesti alla Giunta comunale possono diventare decisivi per favorire una transizione ordinata e accelerare l'adesione al nuovo modello regolamentare».
«Riordino necessario, ma resta irrisolto il nodo della destagionalizzazione»
L’approvazione del nuovo Regolamento dei plateatici da parte del Comune di Trento chiude un percorso di confronto lungo e articolato, al quale l’Associazione Pubblici Esercizi del Trentino e l’Associazione Ristoratori del Trentino, aderenti a Confcommercio Trentino, hanno partecipato attivamente attraverso numerosi incontri e osservazioni.
Le due Associazioni riconoscono la necessità di riportare ordine in una disciplina che, soprattutto dopo gli anni del Covid, aveva bisogno di un quadro stabile e organico. La razionalizzazione degli spazi, una maggiore uniformità degli allestimenti, il contenimento degli elementi di disordine visivo e una disciplina più chiara rappresentano obiettivi condivisi dalle categorie. Resta tuttavia irrisolto quello che, fin dall’inizio del confronto, era stato indicato dagli operatori come il principale tema strategico: la possibilità di realizzare plateatici moderni, qualificati e maggiormente utilizzabili anche nelle mezze stagioni e nei mesi più freddi, consentendo alle imprese di accompagnare concretamente il percorso di destagionalizzazione dell’offerta turistica della città.
«Sul riordino siamo pienamente d’accordo: era necessario intervenire su alcune situazioni, sugli eccessi di attrezzature, sui cartelli e più in generale sulla qualità e sull’ordine degli spazi - osserva Walter Botto, presidente dell’Associazione Pubblici Esercizi del Trentino -. Quello che purtroppo non siamo riusciti a ottenere riguarda il punto per noi più importante: poter utilizzare strutture più moderne e attuali, capaci di rendere vivibili gli spazi esterni anche durante le stagioni meno favorevoli. È difficile comprendere perché soluzioni consentite dalla tutela paesaggistica e culturale in altre importanti città italiane non possano trovare, con gli opportuni adattamenti, una possibilità di applicazione anche a Trento».
La questione, sottolineano le categorie, non riguarda semplicemente l’ampliamento degli spazi a disposizione degli esercenti, ma un cambiamento ormai strutturale nelle abitudini dei clienti e nel modo stesso di vivere la città.
«Trento vuole consolidare il proprio ruolo di città turistica e noi vogliamo essere parte di questo percorso - prosegue Botto -. Oggi le persone chiedono di poter vivere gli spazi esterni per periodi dell’anno molto più lunghi rispetto al passato. Non è più soltanto un’esigenza del ristoratore o dell’esercente: è una domanda del cliente. Per questo crediamo che il tema della destagionalizzazione avrebbe meritato una risposta più coraggiosa».
Tra gli elementi positivi del nuovo impianto regolamentare le Associazioni evidenziano invece la durata novennale delle concessioni, che offre alle imprese un orizzonte temporale più coerente con la possibilità di programmare e ammortizzare gli investimenti. «Il plateatico costituisce una componente importante dell’attività economica, ma è anche uno spazio di accoglienza della città - sottolinea Francesco Antoniolli, vicepresidente dell’Associazione Ristoratori del Trentino -. Per questo abbiamo partecipato al confronto con spirito costruttivo e con la consapevolezza che una regolamentazione fosse necessaria. Avremmo però voluto un passo ulteriore sul fronte della qualità e della modernizzazione delle strutture. Il rischio è che, mentre cambiano le modalità con cui cittadini e turisti vivono gli spazi urbani, alcuni aspetti della regolamentazione continuino invece a guardare prevalentemente al passato».
Accanto alle caratteristiche degli allestimenti resta inoltre centrale il tema economico. Sin dalle prime osservazioni della bozza del regolamento, già nel gennaio 2024, Pubblici Esercizi e Ristoratori avevano proposto strumenti specifici per accompagnare gli investimenti: una riduzione o esenzione temporanea del canone per chi avesse adeguato il proprio plateatico e l’attivazione di un bando dedicato alla riqualificazione. «Se chiediamo alle imprese di investire per migliorare il decoro e la qualità degli spazi cittadini, dobbiamo creare le condizioni perché possano farlo - aggiunge Antoniolli -. Non è una richiesta formulata oggi: il problema era stato individuato oltre due anni fa, insieme alle possibili soluzioni. Riteniamo quindi importante che gli strumenti di sostegno annunciati possano ora tradursi in misure concrete, semplici e realmente accessibili alle imprese».
Le Associazioni ritengono essenziale che l’approvazione del Regolamento non rappresenti la conclusione del confronto: avevano proposto l’istituzione di un tavolo permanente tra Amministrazione e categorie economiche proprio per accompagnare la fase applicativa, verificare gli effetti delle nuove disposizioni e intervenire sulle eventuali criticità. L’obiettivo deve essere quello di costruire nel tempo una disciplina capace di tenere insieme tutela del patrimonio urbano, qualità dello spazio pubblico e sviluppo delle attività economiche. Una città ordinata e bella, ma allo stesso tempo viva, attrattiva e in grado di evolvere insieme alle esigenze di chi la abita, di chi vi lavora e di chi la sceglie come destinazione.