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Export bresciano a 10,65 miliardi di euro

In leggera crescita (+2,5%): i dati settore per settore

BRESCIA - Nei primi sei mesi del 2026 l’ammontare complessivo dell’export del Made in Brescia si attesta a 10.651 milioni, sperimentando un incremento del 2,5% sull’analogo periodo del 2025. Il dato riscontrato nel nostro territorio risulta tuttavia meno entusiasmante nei confronti dell’andamento regionale (+3,5%) e nazionale (+4,5%). A rilevarlo sono i dati ISTAT elaborati dal Centro Studi di Confindustria Brescia.

Per quanto riguarda il solo 2° trimestre dell’anno, il valore delle esportazioni bresciane (pari a 5.526 milioni) registra una crescita rispetto al medesimo periodo del 2025 (+4,1%), mostrando una decisa accelerazione rispetto a quanto rilevato nei due periodi precedenti. Tuttavia, anche in questo caso, la dinamica provinciale risulta meno intensa di quella lombarda (+6,9%) e italiana (+7,7%).

Le dinamiche rilevate in questi mesi vanno interpretate alla luce dei buoni risultati che hanno contraddistinto la manifattura locale, nonostante il clima di diffusa incertezza sui mercati globali. In tale contesto, va segnalato il forte recupero (in volume) degli scambi internazionali (+5,5% nei primi sei mesi dell’anno sullo stesso periodo del 2025) e l’imponente incremento delle quotazioni dei principali metalli industriali utilizzati nei processi produttivi del made in Brescia, in particolare rame (+38,7%) e alluminio (+33,1%).

Va inoltre ricordato il forte apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro (+6,8%), che si è inevitabilmente riverberato sul cambio effettivo nominale (+3,3%), indicatore che sintetizza l’equilibrio della divisa unica nei confronti delle principali valute estere: ciò ha contribuito a rendere meno competitive le nostre merci sui mercati extra comunitari.

“Il dato dell’export bresciano si conferma positivo nel primo semestre 2026 – commenta Maria Chiara Franceschetti, vice presidente di Confindustria Brescia con delega a Internazionalizzazione ed Ecosistema Imprese –; anche a livello trimestrale registriamo la settima variazione in rialzo consecutiva, un trend iniziato già nell’ultimo trimestre 2024. Guardiamo tuttavia a questi dati con prudenza: le vendite in Unione Europea trainano l’andamento complessivo del Made in Brescia, ma le recentissime notizie di politica monetaria non sono incoraggianti.
L’aumento dei tassi da parte della BCE al 2,5% va tenuto in forte considerazione: potrebbe infatti rallentare la propensione agli investimenti delle nostre imprese in asset che richiedono impegni finanziari. Allargando lo sguardo fuori dal continente, vanno infine tenuti sotto attenzione anche i numeri in contrazione degli Stati Uniti e dell’Asia nel suo complesso. Si tratta di due quadranti geografici che, insieme, costituiscono quasi un quinto dell’export bresciano e che, proprio per questo motivo, non possiamo permetterci di trascurare.”

Per quanto riguarda le importazioni, nel periodo aprile-giugno esse sono state pari a 3.408 milioni (+2,9% tendenziale), mentre nell’intero primo semestre hanno raggiunto la cifra di 6.546 milioni (in aumento dell’1,0% sul 2025). A seguito di tali evoluzioni, il saldo commerciale generato a Brescia e provincia ammonta a 4.105 milioni (in aumento rispetto ai +3.912 dell’anno scorso).

Venendo ai principali mercati di destinazione dell’export bresciano, si rilevano, nei primi sei mesi dell’anno, andamenti piuttosto diversificati. In particolare, va segnalato il contributo fornito dall’Unione Europea (+6,5%), mercato che intercetta poco più del 66% delle merci vendute all’estero da parte delle imprese bresciane. Al suo interno, vanno rimarcati i buoni risultati realizzati nei confronti della Germania (+4,7%), Francia (+4,0%) e Spagna (+8,5%). Al di fuori del Vecchio Continente, spicca la crescita del mercato cinese (+6,7%), a fronte della flessione rilevata per quello indiano (-26,8%). Proseguono, inoltre, le difficoltà delle nostre imprese negli Stati Uniti (-5,6%), su cui pesano le misure protezionistiche implementate nell’estate 2025 e il già citato apprezzamento dell’euro nei confronti del biglietto verde.

Tra i beni venduti all’estero, gli incrementi più significativi riguardano i prodotti della metallurgia (+7,7%) e gli articoli in gomma e materie plastiche (+7,8%). Note negative giungono invece dal comparto prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-14,5%), dai prodotti in metallo (-1,2%) e mezzi di trasporto (-1,5%).
Nei primi sei mesi del 2026 Brescia si attesta al sesto posto della classifica delle province italiane per valore delle vendite all’estero, dietro Milano (28.806 milioni), Firenze (16.435), Torino (14.559), Arezzo (14.220) e Vicenza (11.620). Dal punto di vista del saldo commerciale manifatturiero, Brescia (4.859 milioni) si mantiene in quarta posizione, alle spalle di Vicenza (6.354), Modena (6.022) e Firenze (5.936).
Ultimo aggiornamento: 12/09/2026 00:22

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