TRENTO - «La proposta avanzata dalla Cisl pone questioni reali e urgenti, sulle quali esistono ampi spazi di convergenza. Casa, giovani, salari, qualità del lavoro e uso responsabile dell’autonomia non riguardano soltanto i lavoratori o le imprese: riguardano la capacità del Trentino di continuare a essere un territorio attrattivo, competitivo e socialmente coeso».

Lo afferma Mauro Paissan, presidente di Confesercenti del Trentino, commentando la nuova agenda proposta dal sindacato sulle priorità da affrontare nei prossimi mesi per sostenere l’economia trentina: «Condividiamo la necessità di costruire un confronto vero tra istituzioni, rappresentanze economiche e parti sociali – spiega il presidente - Nessuno può affrontare da solo problemi ormai strutturali. Le imprese faticano a trovare persone e competenze, mentre molti giovani non riescono a costruire qui un progetto di vita a causa della precarietà, del costo della casa e di retribuzioni che non sempre tengono il passo con il costo della vita».
In questo percorso, secondo Paissan, occorre valorizzare anche il progetto Trentino 2040 promosso dall’assessore provinciale Achille Spinelli e presentato ad agosto: «È un progetto ambizioso, che ha il merito di guardare oltre le urgenze quotidiane e di proporre una visione di lungo periodo per lo sviluppo del territorio. Rappresenta una base positiva dalla quale partire e sulla quale far convergere il confronto tra istituzioni, parti sociali, imprese, mondo della ricerca e comunità.
Il presidente sottolinea come il progetto e l’agenda Cisl siano due proposte non alternative, ma complementari: «La nuova agenda può contribuire ad arricchire i contenuti di Trentino 2040 e a tradurne la visione in un piano attuativo condiviso, con priorità, risorse, responsabilità e tempi definiti».
Il tema salariale, una delle cinque priorità fotografate dal sindacato, deve essere affrontato insieme a quello della produttività e della solidità delle imprese: «Per aumentare stabilmente i salari è necessario creare maggiore valore, investendo in formazione, innovazione, organizzazione del lavoro e crescita dimensionale. Occorre però anche ridurre quei costi improduttivi, a partire dalla burocrazia e dall’energia, che sottraggono risorse agli investimenti e alla remunerazione del lavoro, soprattutto nelle micro e piccole imprese».
Particolare attenzione, prosegue Paissan, deve essere riservata alle nuove generazioni: «Ogni giovane che parte è un investimento formativo perso e un pezzo di futuro costruito altrove. La questione non riguarda solamente l’occupazione, ma anche il ricambio imprenditoriale. Senza giovani disposti a lavorare, innovare e assumersi la responsabilità di fare impresa, rischiamo di perdere attività, servizi e presìdi indispensabili per le nostre comunità».
«L’autonomia speciale – conclude Paissan – deve diventare uno strumento concreto per intervenire sulla casa, sulle politiche attive del lavoro, sulla formazione e sulla semplificazione. Accogliamo quindi l’invito della Cisl a sederci attorno a un tavolo. Trentino 2040 può rappresentare la cornice strategica entro la quale costruire questo lavoro comune, facendo convergere le diverse proposte in un piano operativo. Il Trentino dispone delle competenze e delle risorse per farlo: ora servono scelte condivise, responsabilità chiare e la capacità di trasformare la visione in azioni».