TRENTO - Il
Consiglio provinciale ha approvato all'unanimità il ddl su formazione infermieristica, nata dall’unificazione dei
disegni di legge 44 e 65, presentati rispettivamente dai consiglieri
Claudio Cia (Misto–Forza Italia) e
Paolo Zanella (Pd). Il provvedimento ha raccolto un’ampia e trasversale convergenza in aula. L’obiettivo della norma è contrastare la carenza di infermieri e operatori sociosanitari, individuata come una delle principali criticità del sistema sanitario provinciale.

Il testo nasce da un lavoro condiviso tra maggioranza e minoranza, segno di una volontà comune di intervenire su un nodo strutturale del welfare. Pur non avendo carattere risolutivo, il disegno di legge viene considerato un primo passo concreto nella direzione della valorizzazione delle professioni sanitarie e del rafforzamento dei percorsi formativi, con l’intento di rendere il sistema più attrattivo e sostenibile nel medio periodo.
Gli interventi
Cia: “Serve più valorizzazione per trattenere i professionisti”.
Il disegno di legge in discussione non è risolutivo, ma rappresenta “un segnale importante” che potrebbe aprire la strada a ulteriori interventi a sostegno delle professioni sanitarie. È quanto ha sottolineato Claudio Cia (Misto-FI), evidenziando come dal dibattito e dagli ordini del giorno emerga “un quadro di buon auspicio”. Tre i concetti chiave richiamati da Cia: gratificazione, considerazione e valorizzazione. “Quando l’assessore ha detto che i professionisti non chiedono tanto il riconoscimento economico, pur apprezzandolo, è emerso chiaramente il bisogno di considerazione”, ha spiegato. Secondo il consigliere, negli ultimi anni l’aula ha lavorato proprio in questa direzione e il disegno di legge si inserisce in questo percorso. Cia ha poi messo in guardia dal rischio di una crescente migrazione del personale verso il privato: “Dobbiamo evitare che infermieri e Oss scelgano contesti più favorevoli, come strutture private o convenzionate, anche per condizioni abitative migliori offerte dalle città”. Una dinamica che, ha precisato, non va imputata al privato: “Se il privato è più appetibile, il pubblico deve imparare da quei modelli e adottare atteggiamenti che trattengano i professionisti”.
Zanella: “Fuga dovuta ai turni, non agli stipendi”
Paolo Zanella (Pd del Trentino) ha collegato la tenuta del sistema sanitario alla necessità di una crescita economica in grado di sostenere il welfare provinciale, offrendo anche una lettura diversa della fuga verso il privato: “I professionisti non se ne vanno per lo stipendio, ma per i turni. Se a parità di retribuzione si può lavorare in laboratorio dal lunedì al venerdì, è evidente la scelta”. Da qui la necessità di compensare adeguatamente la fatica del lavoro su turnazione e migliorare le condizioni complessive: “Se il personale è insufficiente e sovraccarico, si innesca una spirale di burnout”. Tra le misure ipotizzate per contrastare l’emorragia di personale, Zanella ha citato l’introduzione della figura dell’assistente infermiere, esprimendo però perplessità: “Riqualificare Oss che già mancano ha poco senso, la coperta è corta”. Piuttosto, ha indicato due direttrici: alleggerire gli infermieri dalle attività improprie, spesso di natura amministrativa, attraverso tecnologia e riorganizzazione, e immettere rapidamente nuove risorse nel sistema. In questo quadro, ha ricordato anche l’annuncio del ministro Orazio Schillaci sull’arrivo di diecimila infermieri in Italia: “Una soluzione emergenziale possibile, ma di cui non si sa più nulla”. Un intervento che, secondo Zanella, resta comunque necessario per interrompere il circolo vizioso della carenza di personale. Il consigliere ha però messo in guardia sul tema della qualità, riferendosi alle deroghe introdotte durante la pandemia che consentono l’assunzione senza titoli equipollenti o verifica linguistica: “Non basta far tornare i numeri, bisogna garantire la qualità del sistema”. Infine, un passaggio critico sul concetto di “vocazione”: “È ora di smettere di usarlo. Parlare di vocazione rischia di indebolire il riconoscimento professionale. Si tratta di un lavoro che richiede studio e formazione, con un valore sociale come molti altri, ma resta una professione”. Zanella ha poi sottolineato l’importanza di rafforzare le sinergie accademiche, auspicando una collaborazione tra la facoltà di medicina e altri ambiti universitari del territorio, come la sociologia. In conclusione, il disegno di legge è stato definito dallo stesso Zanella un “microcontributo”, in linea con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che invita a investire prioritariamente sulle persone per garantire la sostenibilità dei sistemi sanitari.
Dopo gli interventi dei due proponenti, l
’assessore Mario Tonina ha chiesto una sospensione dei lavori per potersi confrontare prima di affrontare gli ordini del giorno.
Gli ordini del giorno
Proposta di ordine del giorno n.
1
Carenza di infermieri e di altri professionisti sanitari: garantire attrattività attraverso soluzioni alloggiative, specialmente nelle valli
Paolo Zanella (Pd del Trentino)
Il primo punto chiede di intensificare il confronto con le Comunità di Valle e i Comuni nei cui territori insistono presidi sanitari e socio-sanitari per l'individuazione di strutture esistenti da destinare a foresterie per professionisti sanitari e studenti, sostenendone la riconversione. Emendato il secondo punto che chiede di valutare la possibilità, nell’ambito del progetto Ri-val, di destinare, compatibilmente con le disponibilità a bilancio, una quota di alloggi già ricompresi nel medesimo progetto alle finalità abitative del settore sanitario. Parere favorevole dell’assessore Tonina, perché questa proposta di Ordine del giorno. Ha ricordato che alcune Comunità hanno investito milioni per riqualificare foresterie in questo senso.
Approvato all’unanimità.
Proposta di ordine del giorno n. 2
Presidiare la necessita’ di incentivi anche per i corsi di laurea delle altre professioni sanitarie
Paolo Zanella (Pd del Trentino)
L’ordine del giorno, emendato, chiede di monitorare, nell’ambito del nuovo Piano triennale delle attività formative di interesse sanitario 2026-2029, l’andamento delle iscrizioni ai corsi di laurea di ambito sanitario e l’eventuale carenza di professionisti nei servizi sanitari e socio-sanitari, anche al fine di valutare, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, l’eventuale estensione di analoghi incentivi in favore degli studenti di altri corsi di laurea, ove sussista una effettiva carenza di tali professionisti. Anche su questo testo, a seguito dell’emendamento che prevede in prospettiva che sia applicato anche per altri corsi di laurea che possano risultare meno attrattivi in futuro, l’assessore Tonina ha espresso parere favorevole.
Approvato all’unanimità.
Ordine del giorno n.3 (emendato)
Misure per potenziare il reperimento di infermieri professionali
Luca Guglielmi (Fassa) e Walter Kaswalder (Patt)
Il provvedimento impegna la Provincia, in collaborazione con gli enti locali, a promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione sul valore e sulle opportunità della professione infermieristica, con l’obiettivo di favorire l’accesso dei giovani trentini ai percorsi formativi dedicati. Prevede inoltre, anche nell’ambito del progetto RI-VAL, una mappatura delle soluzioni abitative disponibili da destinare anche al personale sanitario, per rendere più attrattivo il trasferimento e la permanenza nelle aree periferiche. Anche su questo parere favorevole dell’assessore Tonina.
Approvato all’unanimità
Proposta di ordine del giorno n. 5
Modifiche ai contributi finanziari per le specializzazione del personale sanitario laureato non medico
Francesca Parolari (Pd del Trentino)
L’ordine del giorno chiede di definire un percorso di revisione della normativa della disciplina provinciale relativa al sostegno della formazione specialistica del personale sanitario laureato non medico, residente in Provincia di Trento, in coerenza con le indicazioni ministeriali di prossima emanazione, valutando, compatibilmente con le disponibilità di bilancio e tenuto conto delle effettive esigenze, l’opportunità di ricalibrare l’entità del sostegno finanziario e la durata degli obblighi lavorativi presso le strutture sanitarie pubbliche o convenzionate.
Approvato all’unanimità
Proposta di ordine del giorno 6
Iniziative per favorire la mobilità professionale e l'interscambio tra il personale infermieristico di ASUIT e delle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona
Francesca Parolari (PD del Trentino)
Il testo, emendato, prevede la possibilità di effettuare esperienze incrociate tra ospedali ed RSA pubbliche, visto che i lavori sono entrambi dipendenti pubblici per consentire lo scambio di maggiori pratiche. L’emendamento condiviso dall’assessore prevede un solo punto che chiede di valutare, nell’ambito delle direttive APRaN, di dare indicazioni per l’individuazione di strumenti contrattuali utili al progressivo allineamento dei profili sanitari e socio sanitari e dei trattamenti economici tra i due comparti. L’assessore Tonina ha spiegato che l’emendamento nasce dalla consapevolezza che la competenza si garantisce sul tavolo e nell’ambito delle direttive di APRaN.
L’emendamento è stato approvato all’unanimità.
Proposta del giorno n.7 (emendata)
Misure urgenti per l’attrattività delle professioni sanitarie nelle zone ad alta tensione abitativa: attivazione di un modello di locazione istituzionale tramite ASUIT
Maria Bosin (PATT)
Soppressi i punti 2 e 3 del dispositivo, l’Ordine del Giorno prevede che l’Asuit faccia una valutazione sul fatto di prendere in affitto direttamente degli appartamenti per metterli poi a disposizione del personale dipendente. Su questo tema, l’assessore Mario Tonina ha ribadito l’importanza di lavorare su temi come quello della casa e di destinare risorse in questa direzione.
Approvato all’unanimità.
L’esame dell’articolato ha visto tutti i punti approvati all’unanimità. La votazione finale ha visto la legge approvata all’unanimità.