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Trento, due mozioni discusse in Consiglio provinciale

TRENTO - Dopo l’approvazione del disegno di legge unificato in materia di formazione del personale infermieristico, l’aula ha discusso due mozioni.

Mozione 162 Lucia Coppola (Avs) Potenziare il personale della vigilanza boschiva
La mozione della consigliera di Avs intende impegnare la Giunta a strutturare un progetto che porti al recupero almeno parziale degli orti forestali abbandonati o dati in gestione ad altri enti; a potenziare le squadre boschive stagionali della Pat; a sostenere, anche finanziariamente oltre che nei percorsi formativi, gli enti pubblici proprietari di boschi, Comuni, ASUC, Regole affinché si dotino di personale stagionale qualificato, permettendo la possibilità di passaggio al ruolo di dipendenti pubblici; a potenziare il personale del settore della vigilanza boschiva; a implementare una formazione continua del personale di vigilanza anche nel settore della sicurezza del lavoro nel bosco, la gestione dei pascoli in alta quota, i rischi idrogeologici e valanghivi dei rispettivi territori di competenza, gli interventi tesi al potenziamento della biodiversità naturale.
Parere contrario della Giunta provinciale sulla mozione dedicata alla gestione dei boschi. L’assessore Roberto Failoni ha motivato il diniego sostenendo che i controlli esistono già e che il sistema forestale funziona, ricordando gli interventi garantiti dai servizi forestali per la manutenzione del territorio e la stabilità del suolo. Ha inoltre sottolineato gli investimenti: oltre 15 milioni di euro per la manutenzione e più di 9.500 euro destinati alla formazione del personale operaio. Nel dibattito in aula, diversi consiglieri di opposizione hanno contestato la posizione della Giunta.
Roberto Stanchina (Campobase) ha evidenziato i contenuti “propositivi” della mozione, suggerendo possibili sperimentazioni condivise con enti locali, associazioni e mondo venatorio.
Critiche anche da Paola Demagri (Casa Autonomia.eu), che ha giudicato poco appropriato l’invito rivolto alla proponente a “fare una passeggiata nei boschi” e ha chiesto maggiore chiarezza sui dati forniti.
Sulla stessa linea Michela Calzà (Pd del Trentino), che pur riconoscendo l’efficienza della struttura provinciale ha indicato la necessità di maggiori investimenti nelle risorse umane, anche in relazione allo sviluppo turistico.
Filippo Degasperi (Onda) ha invece definito “incomprensibile” il parere contrario, mettendo in dubbio la coerenza tra le dichiarazioni pubbliche della Giunta e la decisione finale, oltre a criticare il tono utilizzato nel dibattito.
In replica, Failoni ha ribadito l’impegno della Provincia, citando nuove assunzioni e interventi anche sul fronte turistico.
La proponente Lucia Coppola (AVS) ha rivendicato il carattere politico della mozione, chiedendo maggiore rispetto e apertura al confronto: secondo la consigliera, alcuni punti avrebbero potuto essere accolti con un atteggiamento più collaborativo.
La votazione ha visto la mozione respinta con 14 favorevoli e 18 contrari.

Mozione 289 Vanessa Masè (La Civica) (emendato) Un piano per la prevenzione visiva
La mozione della consigliera della Civica, emendata in aula in accordo con l’assessore Mario Tonina, impegna la Giunta a monitorare la prosecuzione da parte dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino dello screening visivo in età pediatrica promosso nelle scuole dell’infanzia, sostenendone l’adesione attraverso un’opportuna sensibilizzazione delle famiglie e monitorandone i risultati e a implementare le azioni volte a sostenere le attività di screening visivo della retinopatia diabetica anche ai fini epidemiologici, con particolare attenzione alle persone anziane ed alle aree periferiche monitorandone i risultati in termini di costo-efficacia.
L’assessore Tonina ha dato parere favorevole, ricordando come vi sia stata anche passato occasione di discutere di questi temi che meritano una “operatività da parte di chi deve dare giuste risposte”. Gli emendamenti tengono conto di quanto viene già effettuato a livello di screening e a quelli in fase di attivazione e vuole ampliare le possibilità di screening.
Paola Demagri (Casa Autonomia.eu) ha ricordato come nell’ambito del bilancio avessero sostenuto che 600 mila euro fossero pochi per la prevenzione. Nel dettaglio della mozione, ha parlato del ruolo dell’ortottista, chiedendo una valutazione da parte dell’assessore affinché sia valutata questa figura in tutti i distretti, perché sono “difficilmente reperibili”. Per quanto riguarda il secondo punto, orientato più all’area anziana ha parlato del lavoro che va fatto attraverso i PDTA, perché “la retinopatia diabetica non può sfuggire in un percorso” e ha auspicato un “ritorno al passato” quando veniva prenotata direttamente la visita “a fini diagnostici, terapeutici”. Ha chiesto che sia aumentata anche l’offerta in termini di disponibilità di visite.
Antonella Brunet (Lista Fugatti) ha ricordato l’importanza della prevenzione e ha sottolineato l’attenzione alle aree periferiche: “Nelle aree periferiche mancano questi servizi e offrire queste visite è importante. Credo sarebbe importante riuscire a lavorare nella direzione auspicata dalla consigliera Masè perché la vista è essenziale ed è molto importante curarla”. +
Francesco Valduga (Campobase) si è espresso a favore della mozione presentata dalla consigliera Masè, sottolineando “l’attenzione ad una fascia di popolazione in cui è importante dare prevenzione. Le patologie di cui parliamo si sviluppano in maniera fin troppo subdola. E’ troppo facile per noi “neo presbiti” prescriverci gli occhiali. La fisiologica o parafisiologica perdita della vista è l’occasione per fare prevenzione e questa è una opportunità di controllo che non possiamo perdere”.
La votazione ha visto la proposta di mozione approvata all’unanimità.
Ultimo aggiornamento: 15/04/2026 21:05:03

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