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Sondalo: i fisioterapisti del Morelli hanno curato più di 500 pazienti Covid

giovedì, 22 settembre 2022

Sondalo – L’intervento fondamentale dei fisioterapisti dell’Ospedale Morelli di Sondalo (Sondrio) su più di 500 pazienti provati dalla malattia. Oltre seimila prestazioni effettuate in poco più di due anni, con punte mensili di 800, per un totale di più di 500 pazienti seguiti da sei fisioterapisti e un logopedista presso l’Ospedale di Sondalo.

Tra le migliaia di malati Covid-19 curati a partire dal mese di aprile del 2020, quelli che hanno sviluppato la malattia in forma acuta, e sono rimasti ricoverati in molti casi per diverse settimane, sono stati presi in carico dall’équipe coordinata da Daniela De Donà per la fase riabilitativa dopo la stabilizzazione delle condizioni cliniche. La straordinaria efficienza dimostrata dal personale sanitario del Morelli nella presa in carico dei pazienti covid-19 non ha riguardato soltanto la cura della malattia ma ha caratterizzato anche la successiva fase di riabilitazione. Un intervento fondamentale per il pieno recupero dei pazienti, molti dei quali anziani, particolarmente provati dalla malattia.

“Il diffondersi del Covid – spiega la coordinatrice De Donà – ha richiesto di modificare e adattare i percorsi riabilitativi respiratori e neuromotori per rispondere alle necessità emergenti, diverse rispetto ai protocolli consolidati e in uso. Il quadro clinico si è rivelato estremamente complesso con il coinvolgimento oltre che dell’apparato respiratorio anche di altri organi e apparati. Marcata ipossiemia, ovvero scarsa ossigenazione del sangue, difficoltà respiratorie importanti, tachicardia, debolezza muscolare, perdita di peso, disturbi neurologici, ortopedici e psicologici con conseguente riduzione delle capacità funzionali e delle autonomie che possono portare ad una grave sindrome da allettamento e che necessitano durante il trattamento riabilitativo della massima attenzione al monitoraggio dei parametri vitali”.

Interventi riabilitativi complessi ma indispensabili per favorire il pieno recupero di pazienti fragili, disorientati, spesso con patologie pregresse, che necessitano di cure e attenzione. L’intervento riabilitativo è finalizzato al recupero della corretta dinamica respiratoria, alla prevenzione e riduzione dei danni secondari conseguenti al lungo allettamento, individuando al bisogno gli ausili appropriati e necessari, a favorire il riadattamento allo sforzo per ottenere il miglior recupero funzionale possibile e, quindi, il miglioramento della qualità di vita. La presa in carico del paziente è preceduta da una valutazione fisiatrica e, quando necessario, dalla consulenza dei vari specialisti, pneumologo, ortopedico, neurochirurgo, oltre alla raccolta di dati pregressi dai famigliari o, nel caso di anziani ospitati nelle Rsa, dalle strutture di provenienza.

I dati relativi al periodo compreso tra l’aprile 2020 e l’agosto 2022, 29 mesi in totale, evidenziano lo sforzo dei fisioterapisti di tutti i reparti riabilitativi impegnati con i pazienti covid-19. Il numero maggiore di prestazioni, 836, si è raggiunto nel mese di aprile del 2021, ma già nel dicembre del 2020 si erano sfiorate le 700, quindi una progressiva diminuzione a partire da maggio dell’anno scorso, fino alle 8 di settembre, e una nuova ripresa con le 308 prestazioni eseguite nel gennaio scorso, intorno alle 200 nei due mesi successivi, un calo drastico a marzo, 49, e un aumento con l’ultimo dato elaborato, relativo al mese di agosto, di 129 prestazioni. La durata media del periodo riabilitativo, non coincidente con la durata del ricovero, è stata di circa 15 giorni ma per i pazienti più critici provenienti dalla terapia intensiva si è arrivati a tre mesi.

I pazienti sono stati curati all’interno dei reparti covid-19 e, in molti casi, hanno continuato il loro percorso di recupero in altri reparti dell’Ospedale Morelli, non avendo raggiunto un livello di autonomia e recupero funzionale adeguato.



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