BRESCIA - La posizione congiunta del Sistema edile bresciano, Ance, Cape, Eseb, Feneal-Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Brescia e Valcamonica Sebino sui rischi e sulle azioni per contrastarli. Una riflessione che investe tutti i protagonisti, committenti compresi

Ogni infortunio sul lavoro è una amarissima occasione per misurarsi con il fenomeno delle morti bianche, al quale si assiste attoniti e costernati. Per questo risulta particolarmente utile la riflessione che scaturisce dalla posizione congiunta dei vertici del Sistema edile bresciano, rappresentati dai vertici delle strutture locali di Ance, Cassa assistenziale paritetica edile (Cape) ed Ente Sistema edilizia Brescia (Eseb), rispettivamente: Corrado Gatti, componente del Consiglio di presidenza con delega per le Relazioni industriali e Affari sociali; i presidenti Raffaele Collicelli e Paolo Bettoni, unitamente ai segretari delle sigle sindacali di settore: Raffaele Merigo Feneal-Uil, Mirko Capelli Filca Cisl, Fabio Mascia Fillea Cgil Brescia, Stefano Ceni Fillea Cgil Valcamonica Sebino. Una posizione costruttiva, che fa leva sul dialogo e sull’impegno continuo per una formazione costante ed efficace.
Attività che produce dei risultati, considerando i dati presentati da Inail Brescia nei mesi scorsi, che evidenziano una diminuzione degli infortuni mortali sul lavoro (considerando tutti i settori produttivi) nel 2025 rispetto al 2024, scesi da 41 a 30 con un calo del 27%. Risultato non trascurabile, ma non per questo tale da far dimenticare ai protagonisti del settore l’attenzione e l’impegno quotidiani sopra richiamati. Gli infortuni, quelli mortali soprattutto, rimangono un notevole problema umano, sociale e politico, posizione condivisa da parte datoriale e parte sindacale dell’edilizia bresciana. Al contempo, anche sulla base dei dati Inail sopra evidenziati, il Sistema Edilizia Brescia, propone congiuntamente una prospettiva e una riflessione diversa rispetto agli atteggiamenti di pancia, frequentemente emersi da chi commenta a caldo. Pratica sconsigliata, anche solo per il buon senso di attendere lo sviluppo delle indagini da parte di polizia giudiziaria e magistratura, inevitabili dopo infortuni e incidenti mortali.
Nessun dubbio, quindi, che il fenomeno delle morti sul lavoro rimane un aspetto preoccupante e i dati sollecitano una riflessione approfondita sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in Italia. Uno dei punti fondamentali da affrontare – come da lungo tempo fa il Sistema bresciano – concerne l’impresa, che deve essere qualificata, offrendo garanzie di competenza e trasparenza, fondamentali per una leale concorrenza e utili per concorrere alla riduzione dei rischi.
Altri elementi essenziali per contrastare gli infortuni, oltre all’impiego di adeguate attrezzature e dei corretti dispositivi, sono legati all’innovazione dei processi per ottenere cantieri sempre più sicuri e per l’attuazione di programmi di formazione continua per i dipendenti.
Gli estensori del comunicato congiunto invitano a riflettere su un aspetto: dando per scontato che l’imprenditore sia adeguatamente qualificato e correttamente intenda il profitto come descritto, il tema della sicurezza sul lavoro si palesa con forza con il quesito: perché accadono ancora molti infortuni?
Propendendo alcune considerazioni: il lavoro nei cantieri, per sua specificità, porta con sé degli alti rischi intriseci. Ne deriva una prima risposta, essenziale, che risponde al nome formazione. L’applicazione di quest’ultima deve essere costante, non ci si può fermare a quella attuata in fase di avvio al lavoro per i nuovi operai, laddove la percezione del rischio può essere non totalmente formata. Si debbono formare costantemente tutti i lavoratori, anche quelli con maggiore esperienza. Non deve essere sottovalutata la pericolosità dell’abitudine, elemento che espone a rischi maggiori soprattutto i lavoratori oltre una certa età, che in più di un caso pagano l’assuefazione alla routine.
Proprio per questo, Ance e il sistema bilaterale del settore, Cape ed Eseb, con il pieno coinvolgimento delle forze sindacali, Feneal, Filca e Fillea, sono quotidianamente impegnati a fornire supporto e formazione ai lavoratori e alle imprese, ricordando anche che la responsabilità non è sempre, e non può essere, solo dell’impresa, ma è condivisa tra imprese e addetti. Molti sono gli esempi concreti delle iniziative intraprese dal Sistema edile bresciano per favorire la sicurezza. Ricordiamo i principali: l’Ente sistema edilizia Brescia, ente bilaterale, vale a dire partecipato paritariamente dalle componenti datoriali e sindacali, nel 2025 ha realizzato 351 corsi per la sicurezza in cantiere, per un totale di 3.881 ore e con la partecipazione di 4.792 addetti.
Nell’ambito del monitoraggio e consulenza in cantiere, i tecnici Eseb hanno effettuato 2.266 consulenze per un totale complessivo di 1.650 cantieri visitati. Un’attività di consulenza e di assistenza profusa con continuità dal personale dell’Ente sistema edilizia, rappresentando uno degli strumenti più concreti di supporto alle imprese. Attraverso i sopralluoghi e il confronto diretto con le maestranze e i responsabili di cantiere, i tecnici dell’ente hanno contribuito a diffondere buone pratiche operative e a rafforzare l’attenzione ai temi della prevenzione. Questa presenza sul campo consente, infatti, di affiancare le imprese nell’applicazione delle normative e nell’individuazione di soluzioni organizzative adeguate alle diverse situazioni operative, rappresentando quindi un importante elemento di collegamento tra formazione, informazione e applicazione concreta delle misure di sicurezza nei cantieri.
Rilevanti anche le attività di informazione attivate negli anni recenti dal Sistema edile bresciano, Cape ed Eseb in primis, tese a fornire precisi messaggi a tutti i protagonisti, tecnici e committenti compresi. Questi ultimi, in più di un caso, oltre alla responsabilità oggettiva del cantiere, dovrebbero riflettere sull’opportunità di incaricare imprese che offrono prezzi troppo bassi, scegliendo, invece, le imprese con comprovata serietà e attente alla sicurezza. Più in generale – sottolineano gli estensori del comunicato stampa congiunto – la sicurezza sul lavoro deve coinvolgere tutti e si raggiunge lavorando insieme, non reagendo con slogan e accuse alle imprese ogni volta che si registra un infortunio.