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Scontro politico in Fratelli d'Italia a Trento

Katia Rossato si dimette da presidente del Circolo, la reazione di Alessandro Urzì e Francesca Gerosa.

TRENTO - Guerra in Fratelli d'Italia, le dimissioni dalla carica di presidente del Circolo di Trento di Katia Rossato ha scatenato reazione di Alessandro Urzì e Francesca Gerosa.

Le dimissioni
"Con la presente intendo comunicare la mia decisione di rassegnare le dimissioni dalla carica di Presidente del Circolo di Fratelli d'Italia di Trento. Si tratta di una decisione maturata dopo mesi di riflessione. Le ragioni di questa scelta non sono riconducibili ad un singolo episodio, ma ad una serie di criticità organizzative e politiche che, nel tempo, hanno compromesso la possibilità di esercitare efficacemente il mandato affidatomi dagli iscritti attraverso il Congresso del gennaio 2025. Ho cercato a lungo di comprendere se vi fossero ancora le condizioni per proseguire in questo ruolo, ma oggi ritengo corretto prendere atto della realtà e fare un passo indietro. Quando sono stata eletta Presidente del Circolo di Trento ho assunto questo incarico con entusiasmo, senso di responsabilità e la sincera convinzione di poter contribuire alla crescita del Partito sul territorio comunale. Credevo fosse possibile costruire una realtà più partecipata, rafforzare la presenza nelle Circoscrizioni, coinvolgere nuovi militanti e valorizzare le persone che quotidianamente dedicano tempo ed energie al Partito. Per molti mesi ho lavorato in questa direzione, impegnandomi con determinazione nelle attività del Circolo e nella presenza del Partito sul territorio. Con il passare del tempo, tuttavia, sono emerse criticità sempre più evidenti che hanno progressivamente reso difficile svolgere il ruolo di Presidente nel modo in cui ritengo debba essere svolto. La partecipazione della militanza si è progressivamente ridotta e il coinvolgimento della base è diventato sempre più difficile. Certamente vi è una generale disaffezione verso la politica, ma ritengo che la situazione sia stata aggravata anche da una gestione provinciale e regionale che, anziché favorire la crescita e il coinvolgimento delle realtà locali, ha spesso concentrato attenzione e responsabilità sulle stesse figure, senza costruire un reale percorso di valorizzazione della base e di crescita della classe dirigente nel suo complesso. A ciò si aggiunge una difficoltà concreta che ha inciso sulla possibilità di programmare e organizzare pienamente le attività del Circolo. In più occasioni ho richiesto l'elenco aggiornato degli iscritti, strumento indispensabile per poter coinvolgere i tesserati, programmare iniziative e costruire un'attività territoriale strutturata. Nonostante le ripetute richieste, tale documentazione non mi è mai stata messa a disposizione dall'attuale Presidente Provinciale del Partito. Ritengo che un Presidente di Circolo debba poter disporre degli strumenti necessari per esercitare pienamente le proprie funzioni e assumersi, conseguentemente, le proprie responsabilità. Nonostante queste difficoltà, ho continuato a svolgere il mio incarico con impegno e senso di responsabilità. Durante la campagna elettorale amministrativa del 2025 ho seguito personalmente, e con quella che rivendico come una "granitica" imparzialità, gran parte delle attività organizzative e burocratiche necessarie alla presentazione delle candidature e alla gestione della campagna sul territorio comunale. Ho inoltre organizzato serate e incontri nelle Circoscrizioni con la presenza della Candidata Sindaco, promuovendo occasioni di confronto diretto con i cittadini e cercando di rafforzare la presenza del Partito nei quartieri della città. In più occasioni, tuttavia, ho constatato una partecipazione estremamente limitata alle iniziative organizzate, non soltanto da parte della militanza, ma anche da parte di dirigenti ed esponenti del Partito. Attività costruite con impegno sul territorio non hanno trovato, a mio avviso, quella partecipazione e quella considerazione che sarebbero state necessarie per trasformarle in un reale strumento di crescita del Partito. Ci tengo a sottolineare che molte delle attività del Partito sul territorio sono state possibili grazie alla disponibilità dei soliti pochi militanti, che non hanno mai fatto mancare il loro contributo e che sentitamente ringrazio. II fatto che gazebo e iniziative pubbliche siano stati spesso portati avanti dalle stesse persone evidenzia però la difficoltà di costruire un reale ricambio e un più ampio coinvolgimento degli iscritti. In questi ultimi mesi ho inoltre constatato una difficoltà crescente nel vedere riconosciuta pienamente la funzione che mi era stata affidata dagli iscritti, con la conseguenza di dover riaffermare più volte il ruolo e le prerogative del Presidente del Circolo. Uno degli aspetti che maggiormente mi ha portata a questa decisione riguarda infatti il progressivo svuotamento del ruolo di Presidente del Circolo. Lo Statuto del Partito attribuisce al Presidente e agli organi territoriali precise funzioni politiche e organizzative. Nella pratica, invece, ho constatato come tali prerogative siano state frequentemente, per non dire sempre, bypassate o esercitate da altri livelli del Partito. Anche rispetto all'attività del Gruppo Consiliare comunale, il ruolo del Circolo e del suo Presidente è stato spesso marginalizzato. In più occasioni, anziché coinvolgere gli organismi comunali del Partito nelle valutazioni e negli indirizzi politici da seguire, il confronto è stato demandato direttamente ad altri livelli del Partito stesso. Ritengo che questo rappresenti un elemento di criticità rispetto al ruolo che lo Statuto assegna agli organismi territoriali. A ciò si è aggiunta la difficoltà di sviluppare un rapporto di collaborazione stabile e continuativo con il direttivo scaturito dal Congresso del gennaio 2025. Le diverse sensibilità, riconducibili anche alla vicinanza di alcuni membri agli attuali vertici provinciali e regionali, non hanno consentito di costruire un coordinamento efficace e una piena condivisione dell'attività politica e organizzativa del Circolo. Un ulteriore elemento di riflessione riguarda quanto avvenuto successivamente al Congresso provinciale del novembre 2025, al quale mi sono candidata per entrare a far parte del Coordinamento provinciale, risultando la prima dei non eletti. A seguito delle dimissioni di un componente, che ha lasciato il Partito nel mese di giugno, si è resa disponibile la possibilità di una nuova designazione. In tale circostanza non sono stata ad oggi considerata dalla Presidenza Provinciale per tale nomina, nonostante il risultato conseguito al Congresso grazie al sostegno di tanti tesserati. Sono consapevole che lo Statuto non preveda espressamente un meccanismo automatico di subentro del primo dei non eletti e che, pertanto, non vi sia un obbligo formale di procedere in tal senso. Ritengo tuttavia che, in una situazione di questo tipo, sarebbe stato possibile valutare anche una scelta politica diversa, volta a valorizzare il risultato espresso dal Congresso e la disponibilità di chi, immediatamente dopo gli eletti, aveva ricevuto il maggior consenso. La scelta di non procedere in questa direzione ha rappresentato per me un ulteriore elemento di riflessione rispetto alla modalità con cui vengono valorizzate le persone che hanno scelto di impegnarsi nel Partito e che hanno dimostrato, attraverso il consenso ricevuto, la propria disponibilità a ricoprire ruoli di responsabilità. È anche alla luce di questo episodio che considero importante richiamare il lavoro svolto sotto la bandiera di Fratelli d'Italia dal marzo 2021 ad oggi. Le mie dimissioni riguardano la carica di Presidente del Circolo di Trento e sono la conseguenza delle condizioni che, nel tempo, si sono venute a creare all'interno della struttura territoriale del Partito. Continuerò, per quanto mi riguarda, a svolgere con responsabilità il mio ruolo di Consigliere di Circoscrizione, mettendo a disposizione del territorio e dei cittadini l'impegno che ho sempre cercato di garantire. Per tutto questo, tuttavia, non posso fare a meno di rilevare quanto, a livello provinciale e regionale, abbia riscontrato una gestione che, a mio avviso, ha progressivamente ridotto gli spazi di partecipazione, di confronto e di valorizzazione delle persone che si impegnano sul territorio.
Una gestione fortemente accentrata e che ritengo distante da quei principi di meritocrazia, partecipazione e valorizzazione delle competenze che, anche a livello nazionale, sono stati più volte indicati come elementi fondamentali per la crescita del Partito. Una guida locale nella quale le decisioni e le interlocuzioni tendono a concentrarsi attorno a poche figure non favorisce la crescita di una classe dirigente realmente radicata sul territorio, né consente ai Circoli e ai loro rappresentanti di esprimere pienamente il proprio ruolo. È proprio questa distanza tra ciò che ritengo debba essere una struttura territoriale viva, partecipata e capace di valorizzare le proprie risorse e quanto ho concretamente sperimentato in questi mesi a livello provinciale e regionale che mi ha portata a questa scelta. Con la serenità di aver sempre agito secondo coscienza e nell'interesse del Partito, rassegno pertanto le mie dimissioni irrevocabili dalla carica di Presidente del Circolo di Trento. Ringrazio infine tutti quei militanti e simpatizzanti che, nonostante le difficoltà, hanno continuato a mettersi a disposizione con impegno, passione e senso di comunità. Per loro sarò sempre e comunque presente", Katia Rossato


LO SCONTRO
"Sono sinceramente stupita dalle dichiarazioni della Presidente Provinciale Francesca Gerosa e del Coordinatore Regionale Alessandro Urzì, perché mi trovo oggi accusata di aver tenuto fermo il Circolo di Trento e di essere stata inattiva nel mio ruolo. Una contestazione che, francamente, arriva come un fulmine a ciel sereno. Nei mesi scorsi non ho ricevuto alcuna rimostranza, alcuna contestazione, né alcuna avvisaglia rispetto alle considerazioni che ho espresso e che oggi, evidentemente, qualcuno ha deciso di trasformare in un problema politico. Se il mio operato era ritenuto così insoddisfacente, mi chiedo perché nessuno abbia ritenuto di dirmelo prima. Sarebbe stato sufficiente confrontarsi con me, chiedermi conto dell'attività svolta o indicarmi quali iniziative avrei dovuto organizzare diversamente. Nulla di tutto questo è avvenuto. Oggi, invece, mi viene contestata una presunta inattività del Circolo e, più in generale, una mia mancanza di iniziativa. Un'affermazione che sarebbe interessante verificare alla luce dei fatti e, soprattutto, mettere a confronto con l'attività concretamente svolta a livello provinciale. Prima di accusare gratuitamente chi ha ricoperto un incarico con serietà, sarebbe opportuno che chi oggi governa il Partito a livello provinciale si chiedesse cosa abbia fatto, concretamente, per rafforzarlo. Quali iniziative sono state organizzate nell'ultimo periodo a livello provinciale? Quali attività politiche e territoriali sono state promosse? Quale coinvolgimento degli iscritti e dei militanti è stato realizzato? E con quali risultati? Perché è singolare che chi ha responsabilità di vertice trovi il tempo per giudicare l'operato degli altri, ma non quello per fare un bilancio del proprio. Se il parametro è l'attività politica, ciascuno dovrebbe essere disposto a misurarsi sul proprio operato. Accusare è semplice; molto più difficile è dimostrare, fatti alla mano, di aver fatto meglio. Nel mio ruolo ho cercato di lavorare soprattutto sul territorio e di mantenere un rapporto diretto con i nostri rappresentanti nelle Circoscrizioni. In primavera ho organizzato personalmente un momento di incontro e confronto tra i Consiglieri Circoscrizionali, proprio con l'obiettivo di favorire il dialogo, il coordinamento e la presenza politica di Fratelli d'Italia sul territorio. E anche su questo è bene attenersi ai fatti: a quell'incontro, così come ad altri momenti di confronto con i Consiglieri Circoscrizionali, alcuni Consiglieri che fanno riferimento alla Presidente Gerosa non hanno partecipato. Non ho mai trasformato questa circostanza in una questione personale, né ho mai impedito a qualcuno di partecipare. Ho svolto il mio ruolo cercando di coinvolgere tutti, senza distinguere le persone sulla base delle loro appartenenze o delle loro vicinanze politiche. Quanto all'attività del Circolo, c'è poi una questione concreta che, come ho già avuto modo di spiegare, non può essere ignorata: l'elenco aggiornato degli iscritti del Circolo. Ho richiesto più volte all'attuale Presidente Provinciale di poter disporre dell'elenco aggiornato degli iscritti del Circolo e, nonostante le ripetute richieste, non mi è mai stato consegnato. In queste condizioni, organizzare un'attività strutturata del Circolo e coinvolgere correttamente gli iscritti non era certamente semplice. Per questo trovo francamente paradossale che oggi si giudichi l'attività del Circolo senza considerare le condizioni concrete nelle quali ho svolto il mio incarico. E prima di accusare gli altri, sarebbe forse il caso di porsi qualche interrogativo personale. Nell'ultimo anno e mezzo Fratelli d'Italia ha perso ripetutamente pezzi in diversi territori della nostra provincia. Davvero pensiamo che il problema siano sempre e soltanto le persone che se ne vanno? Davvero è sufficiente esprimere soddisfazione o addirittura applaudire chi abbandona il Partito, come è accaduto da parte della Presidente Gerosa in occasione degli abbandoni di alcuni Consiglieri Provinciali, senza mai interrogarsi sulle ragioni profonde di quelle scelte? Un Partito cresce quando valorizza le persone, ascolta chi si impegna, affronta le criticità e prova a ricomporre ciò che si rompe. Non quando considera una perdita come una liberazione e chi decide di andarsene come qualcuno di cui fare tranquillamente a meno. Se Gerosa e Urzì ritengono che il problema del Circolo di Trento fosse semplicemente la persona che lo guidava, ne prendo atto. Ma questa è una loro lettura politica, non la realtà dei fatti. Quanto alle dichiarazioni della Capogruppo in Consiglio Comunale, Ilaria Goio, secondo cui non l'avrei mai contattata, credo sia necessario ristabilire anche in questo caso la realtà dei fatti. Quando vi erano temi politici importanti da affrontare, il confronto avrebbe dovuto coinvolgere anche la Presidenza del Circolo. Invece, in più occasioni, la Capogruppo ha scelto di confrontarsi direttamente con la Presidente Provinciale o con il Coordinatore Regionale, bypassando di fatto il ruolo che ricoprivo. Fin dall'inizio ho dovuto richiamare l'attenzione dei vertici del Partito sul rispetto dei ruoli. Non si trattava di una questione personale, ma del corretto funzionamento della struttura politica. Per questo trovo singolare che oggi si attribuisca a me la responsabilità della mancata interlocuzione. Il confronto politico deve essere reciproco e non può essere invocato a posteriori per costruire una ricostruzione dei fatti che non condivido. E quando una Capogruppo Comunale, sui principali temi politici, si confronta sistematicamente con la Presidente Provinciale o con il Coordinatore Regionale anziché con il Presidente del Circolo, è legittimo chiedersi dove finisca l'autonomia del Gruppo Consiliare e dove inizi l'indirizzo della Presidente Provinciale. La sensazione, francamente, è che Fratelli d'Italia a Trento abbia ormai un “ottavo Consigliere Comunale” occulto: la Presidente Gerosa. Io non rimpiango il lavoro fatto e non ho bisogno di riscriverlo per giustificarmi. Ho svolto il mio incarico con serietà, trasparenza e spirito di servizio, cercando di fare ciò che ritenevo utile per il Circolo e per il Partito, senza chiedere corsie preferenziali e senza misurare le persone in base alla loro appartenenza ad una corrente o alla loro vicinanza a qualcuno. Se oggi questo viene definito “inattività”, significa semplicemente che abbiamo una concezione molto diversa di cosa significhi fare politica. Io continuerò a dire quello che penso, anche quando è scomodo. Perché la politica dovrebbe essere soprattutto coerenza, lealtà e rispetto per chi sceglie di mettere gratuitamente a disposizione del Partito tempo, energie, esperienza e passione. E soprattutto dovrebbe esserci un principio molto semplice: prima di giudicare il lavoro degli altri, bisognerebbe essere disposti a rispondere del proprio. Le dichiarazioni di Gerosa e Urzì sul mio operato non cambiano ciò che è accaduto e non trasformano i fatti in qualcosa di diverso. Rivendico semplicemente il lavoro che ho svolto e contesto con fermezza una ricostruzione dei fatti che non corrisponde alla realtà. Le opinioni possono essere diverse, ma i fatti restano fatti. E i fatti, nel mio caso, sono documentabili", conclude Katia Rossato.
Ultimo aggiornamento: 26/08/2026 08:42

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