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Approvata la legge per la valorizzazione e la promozione dei presepi lombardi

I dettagli della decisione del Consiglio regionale

MILANO - Riconoscere, tutelare e promuovere la tradizione del presepe come patrimonio culturale, artistico, storico e identitario delle comunità lombarde, valorizzandone la dimensione religiosa, sociale ed economica. È questo l’obiettivo della legge “Valorizzazione e promozione dei presepi lombardi”, approvata a maggioranza dal Consiglio regionale della Lombardia.

"Il presepe è un’espressione profonda della nostra cultura popolare e un patrimonio valoriale che vogliamo trasmettere con forza alle giovani generazioni. Questo progetto di legge, approvato nell’anno in cui ricorre l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, riafferma con orgoglio le nostre radici cristiane e la memoria di colui che nel 1223 ideò a Greccio la prima Natività”, ha sottolineato la Presidente della Commissione Cultura e relatrice del provvedimento, Anna Dotti (FdI).

“Con questa legge – prosegue Anna Dotti – diamo un sostegno concreto a Comuni, associazioni, enti religiosi, scuole e volontari che ogni anno mantengono viva questa tradizione. Al contempo, trasformiamo l'arte presepiale in un volano di attrattività turistica e promozione territoriale, mettendo in rete i nostri borghi, valorizzando l'artigianato locale e la filiera enogastronomica, e sfruttando anche le opportunità offerte dagli strumenti digitali”.

Il provvedimento, articolato in dieci articoli, introduce un sistema integrato di strumenti dedicati a valorizzare le realtà presepistiche della Lombardia. Tra le novità principali figura l’istituzione di un Elenco regionale pubblico per mappare mostre, musei ed eventi del settore, affiancato dall'istituzione della "Settimana del presepe lombardo", che si terrà ogni anno dal 15 al 21 dicembre con iniziative speciali ed esposizioni ospitate negli spazi regionali. Per potenziare l’attrattività dei territori, la legge attribuisce ai Comuni con rilevanti peculiarità scenografiche e allestimenti diffusi il titolo di "Museo a cielo aperto del presepe" e crea il circuito promozionale dei "Borghi del presepe". Ampio spazio è dedicato anche al riconoscimento dei presepi storici quali elementi del patrimonio culturale immateriale e al coinvolgimento del mondo scolastico e delle giovani generazioni con l’istituzione di un concorso scolastico regionale.

A supporto di questi interventi, la legge prevede l'attivazione di un bando regionale annuale destinato a enti locali, parrocchie e associazioni per finanziare allestimenti, restauri, spese organizzative e progetti di ricerca, contando su uno stanziamento complessivo di 600mila euro per il triennio 2026-2028 (200mila euro all'anno).

L’iniziativa regionale si inserisce peraltro nel contesto del percorso avviato dalla Commissione Nazionale per l’UNESCO per la candidatura del presepe a patrimonio immateriale dell’umanità.

Alcuni gruppi d'opposizione (Movimento 5 Stelle e Italia Viva) non hanno espresso voto favorevole al provvedimento, sollevando dubbi sulla destinazione dei fondi pubblici: “Pur riconoscendo il valore dell'artigianato e della tradizione, riteniamo prioritario destinare le risorse pubbliche, che sono limitate, a servizi essenziali per i cittadini, all'istruzione e alle reali priorità dei lombardi, anziché a provvedimenti di questo genere che impattano sulla laicità delle istituzioni e sull'autonomia scolastica”.

In replica alle perplessità emerse, l’Assessore alla Cultura di Regione Lombardia Francesca Caruso ha ribadito che “il presepe è un patrimonio che va valorizzato e riconosciuto perché dietro a ogni presepe c’è una comunità. Noi abbiamo il dovere – ha proseguito l’Assessore - di fare continuare a vivere questa tradizione che contraddistingue la nostra Regione e che può creare nuove e concrete opportunità sia per il turismo che per i giovani”.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Christian Garavaglia ha sottolineato che un provvedimento come quello sulla valorizzazione dei presepi “è importante anche per il messaggio che racchiude. Non solo perché rafforza l’identità cristiana dei lombardi e di tutta la nazione, ma anche perché tutela le nostre radici cristiane ed è in questo momento storico un segnale forte contro tutte le repressioni dei cristiani nel mondo”.


Nel corso della seduta sono inoltre intervenuti i Consiglieri Paola Bocci (PD), Maira Cacucci (FdI), Alessandro Cantoni (Lombardia Ideale), Marco Carra (PD), Jacopo Dozio (FI), Sergio Gaddi (FI), Christian Garavaglia (FdI), Pietro Macconi (Futuro Nazionale), Andrea Sala (Lega), Silvana Snider (Lega) e Giacomo Zamperini (FdI).

“Un circuito dei Borghi del presepe, una settimana dedicata e strumenti per sostenere le iniziative già nel 2026. Vogliamo dare maggiore visibilità ai presepi lombardi e sostenere il lavoro di artigiani, associazioni, parrocchie e volontari che ogni anno rinnovano questa tradizione nei nostri paesi”. Lo ha detto l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso, intervenuta in Consiglio regionale sul progetto di legge dedicato alla valorizzazione e alla promozione dei presepi lombardi.
“Il presepe – ha aggiunto Caruso – è uno dei capisaldi della nostra identità e custodisce le radici cristiane, culturali e popolari delle nostre comunità. È anche un patrimonio di capacità artigianali, tramandate attraverso il lavoro di persone che spesso realizzano allestimenti di grande valore con risorse limitate. Questo impegno merita un riconoscimento e un sostegno concreto, anche per coinvolgere i più giovani e trasmettere loro questi saperi”.
Il provvedimento prevede la Settimana del presepe lombardo, la valorizzazione dei presepi come musei a cielo aperto e la creazione del circuito dei Borghi del presepe, con l’obiettivo di promuovere anche il turismo culturale legato alle tradizioni. Per il 2026 sono previste modalità di attuazione semplificate e sperimentali a sostegno delle iniziative sul territorio.
“Un presepe – ha chiosato – può diventare il motivo per visitare un borgo e scoprirne la storia.
Vogliamo far conoscere queste realtà e aiutare chi le tiene vive".



Il commento di Floriano Massardi, consigliere regionale della Lega e presidente della Commissione ‘Agricoltura, Montagna e Foreste’. “Il presepe è fede, cultura popolare, artigianato e comunità. La legge sosterrà associazioni ed enti locali, valorizzerà manifestazioni e musei e contribuirà anche a creare percorsi turistici legati ai nostri borghi e territori”.

“Più di ottocento anni fa, a Greccio, Francesco d’Assisi volle mettere sotto gli occhi delle persone ciò che fino ad allora si ascoltava soltanto: una mangiatoia, un bambino, una famiglia e una speranza. In questo 2026, ottavo centenario della morte di San Francesco, mi piace pensare che anche la Lombardia abbia scelto di celebrare la sua eredità approvando una legge dedicata alla valorizzazione dei presepi».

“È una battaglia sulla quale la Lega lavora da tempo: già lo scorso dicembre, il Consiglio aveva approvato il nostro ordine del giorno per istituire il concorso ‘Presepi di Lombardia’. Oggi facciamo un passo ulteriore, mettendo risorse e strumenti stabili a sostegno di questa tradizione”.

“Mentre qualcuno vorrebbe nascondere i simboli del Natale, noi scegliamo di valorizzarli. La Lombardia non rinuncia alle proprie radici, ma le custodisce e le trasmette alle nuove generazioni”, conclude Massardi.

Nei paesi e nelle città del Bresciano, il presepe prende forma grazie al lavoro di parrocchie, associazioni, artigiani e volontari. Attorno alla rappresentazione della Natività si ritrovano generazioni diverse e si rinnova una tradizione radicata nella cultura cristiana del territorio. A queste realtà si rivolge la legge per la valorizzazione e la promozione dei presepi lombardi.

“Chi visita un presepe vede il risultato finale. Dietro ci sono persone che dedicano tempo, capacità e passione a un’iniziativa aperta a tutta la comunità. Nel Bresciano questa tradizione è ancora viva, dai centri urbani ai piccoli comuni e ai territori montani. Con la legge approvata oggi la Regione riconosce il valore di chi la custodisce e crea nuove occasioni per farla conoscere”, afferma Diego Invernici, consigliere regionale bresciano di Fratelli d’Italia.

L’approvazione arriva nell’anno in cui ricorrono gli ottocento anni dalla morte di san Francesco d’Assisi, che nel 1223 volle rappresentare la Natività a Greccio. “Ricordare san Francesco significa anche tornare al significato del presepe: rendere vicina a tutti la storia della nascita di Gesù. È da quel gesto che trae forza una tradizione capace, ancora oggi, di parlare alle famiglie e di unire le comunità”, aggiunge l’esponente di Fdi.

Il provvedimento istituisce un elenco regionale delle manifestazioni, delle mostre e dei musei dedicati ai presepi e la “Settimana del presepe lombardo”, dal 15 al 21 dicembre. Prevede inoltre il riconoscimento di “Museo a cielo aperto del Presepe” e il circuito dei “Borghi del Presepe”, per collegare le iniziative e valorizzare i territori che le ospitano.

“Mettere in rete queste esperienze può dare maggiore visibilità anche alle realtà bresciane che ogni anno richiamano cittadini e visitatori. Penso soprattutto ai comuni più piccoli, dove un’iniziativa nata dall’impegno di pochi riesce spesso a coinvolgere un intero paese. È un patrimonio culturale e religioso che merita di essere sostenuto e trasmesso ai giovani”.

La legge introduce anche un bando annuale rivolto, tra gli altri, a Comuni, parrocchie, enti religiosi, associazioni ed enti del Terzo settore. Sono previsti 200mila euro all’anno per il triennio 2026-2028, per un totale di 600mila euro.

“L’approvazione della legge è il primo passo. Ora occorre dare piena attuazione agli strumenti previsti e renderli accessibili alle diverse realtà del territorio, comprese quelle dei piccoli comuni e delle aree montane. La Lombardia investe così nella tutela di una tradizione che appartiene alla nostra storia e nella capacità delle comunità di mantenerla viva nel tempo”, conclude Invernici.

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato il progetto di legge 161, “Valorizzazione e promozione dei presepi lombardi”. Silvana Snider, consigliere regionale della Lega, è intervenuta in Aula a sostegno del provvedimento. L’intero Gruppo Lega ha votato a favore e ha sottoscritto la Legge.

«Più di ottocento anni fa, a Greccio, Francesco d’Assisi volle mettere sotto gli occhi delle persone ciò che fino ad allora si ascoltava soltanto: una mangiatoia, un bambino, una famiglia e una speranza – dichiara Snider –. In questo 2026, ottavo centenario della morte di San Francesco, mi piace pensare che anche la Lombardia abbia scelto di celebrare la sua eredità approvando una legge dedicata alla valorizzazione dei presepi».

«Penso ai bellissimi presepi della nostra provincia, che ogni anno richiamano visitatori e danno vita a una sorta di pellegrinaggio religioso o culturale – prosegue il consigliere –. Sono luoghi nei quali tante persone possono fermarsi, ammirare i lavori e ricordare il Natale della propria infanzia oppure raccogliersi in preghiera».

La legge riconosce il presepe come patrimonio culturale e identitario della Lombardia e mette a disposizione un bando da 200mila euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, per un investimento complessivo di 600mila euro. Per il 2026 la Giunta potrà procedere con modalità semplificate, affinché le risorse possano arrivare in tempo per le iniziative natalizie. Tutte le somme previste dal provvedimento sono state concentrate sul bando destinato alle comunità.

«Si tratta di risorse concrete per sostenere manifestazioni, mostre, musei e iniziative locali, con particolare attenzione ai piccoli Comuni e alle realtà fondate sul volontariato – sottolinea Snider –. La misura valorizza anche le professioni artigianali legate alla realizzazione delle statuine, delle scenografie e degli allestimenti. Sono competenze, mestieri e forme di manualità che rischiano di andare perduti se non vengono trasmessi alle nuove generazioni».

«Il nostro voto non è un voto di bandiera – conclude Snider –. È il voto di chi ritiene che una comunità si tenga insieme anche attraverso i propri valori culturali e identitari. Questa legge riconosce il lavoro svolto da parrocchie, famiglie, artigiani e volontari. Ora serviranno criteri chiari, tempi certi e attenzione affinché le risorse raggiungano anche le realtà più piccole».
Ultimo aggiornamento: 29/09/2026 21:14

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