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Investimento sui nuovi nati: già 13.500 domande in Trentino Alto Adige

Oltre il 30% di adesioni in tre mesi

TRENTO - A tre mesi dall’apertura delle iscrizioni, l’iniziativa regionale “Incentivo all’iscrizione a forme di previdenza complementare di nuovi/e nati/e” conferma un risultato estremamente positivo: sono circa 13.500 le domande presentate, pari a oltre il 30% dei nuovi nati aventi diritto. Un dato che testimonia l’attenzione e la sensibilità delle famiglie verso uno strumento innovativo pensato per garantire maggiore sicurezza previdenziale alle nuove generazioni.

L’intervento, fortemente voluto dalla Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol su proposta dell’assessore regionale alla previdenza Carlo Daldoss, rappresenta una delle più recenti iniziative in materia di welfare familiare e consolida la leadership dell’ente regionale nelle politiche a sostegno delle famiglie.

Nel dettaglio, le domande pervenute si distribuiscono in modo equilibrato tra le due province: circa 4.500 in provincia di Trento e 9.000 in provincia di Bolzano.

“Il numero di adesioni registrato in questi primi tre mesi ci rende particolarmente soddisfatti e conferma che abbiamo fatto la scelta giusta – sottolinea l’assessore Carlo Daldoss – è una misura lungimirante, che guarda al futuro dei nostri figli ma anche alla solidità sociale ed economica del nostro territorio. Investire oggi nella previdenza complementare dei più piccoli significa rafforzare le basi del nostro sistema di welfare e dare un segnale concreto di fiducia e responsabilità verso le nuove generazioni”.

La legge prevede un contributo economico a favore di ogni nuovo nato, adottato o affidato, per incentivare l’apertura di una posizione di previdenza complementare intestata al minore.
L’intervento nasce dalla consapevolezza che, con il consolidarsi del sistema contributivo, le pensioni future saranno sensibilmente inferiori rispetto a quelle del passato, rendendo sempre più strategico l’accesso a strumenti integrativi fin dai primi anni di vita.

Il contributo ammonta a 300 euro alla nascita, o all’atto dell’adozione o dell’affidamento, versati direttamente nel fondo previdenziale del minore. Nei quattro anni successivi sono previsti ulteriori 200 euro annui, a condizione che la famiglia versi almeno 100 euro all’anno nello stesso fondo.

“Si tratta di un contributo complessivo di 1.100 euro distribuito su cinque anni, con l’obiettivo di intervenire concretamente sul futuro dei nostri figli – spiega Daldoss - è possibile informarsi in maniera approfondita sul sito della Regione, sul sito di Pensplan Centrum o attraverso gli infopoint presenti sul territorio. L’invito, per chi non l’avesse ancora fatto, è di approfittare di questa opportunità”.

Il provvedimento ha inoltre valore retroattivo: in via transitoria, il contributo spetta anche ai minori che al 1° gennaio 2025 non abbiano ancora compiuto cinque anni o per i quali non siano ancora trascorsi cinque anni dall’adozione o dall’affidamento.

Per accedere al beneficio, il richiedente deve risiedere da almeno tre anni in un comune della Regione, mentre il minore deve essere residente alla nascita o acquisire la residenza in Regione per effetto del provvedimento di adozione o affidamento. Per beneficiare delle erogazioni negli anni successivi, è necessario che il minore continui a risiedere stabilmente sul territorio regionale. L’adesione a una forma di previdenza complementare deve essere attivata al momento della domanda.

La misura è universale e non prevede alcun requisito legato alla condizione economica della famiglia, nel segno dell’uguaglianza delle opportunità previdenziali.

L’intervento è gestito da Pensplan Centrum S.p.A., società in house della Regione e delle due Province autonome, che cura gli aspetti operativi e promuove l’iniziativa anche attraverso accordi con gli uffici anagrafe dei Comuni.
Ultimo aggiornamento: 11/02/2026 18:50:18

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