PINZOLO (Trento) - Si è tenuto a Pinzolo, nell’ambito della tappa trentina dell’Alzheimer Fest, l'incontro di restituzione dei piani triennali 2023-2025 “Comunità amica delle persone con demenza” che hanno coinvolto le 16 realtà territoriali del Trentino, Comunità di Valle e Territorio Val d’Adige. L'appuntamento ha tracciato il bilancio del percorso promosso dal Tavolo provinciale demenze con il finanziamento della Provincia autonoma di Trento e attuato sul territorio grazie al lavoro sinergico di Spazio Argento insieme a numerosi partner. I numeri complessivi del triennio hanno testimoniato un impegno capillare e partecipato: sono oltre 350 le iniziative realizzate tra agosto 2023 e marzo 2026 e comprendono attività di sensibilizzazione e prevenzione, momenti culturali, interventi di supporto alle persone con demenza e ai loro familiari, incontri formativi, pubblicazioni, mappature ed adattamento degli spazi urbani. Attività che hanno raggiunto oltre 14.000 persone, a fronte di un investimento provinciale pari a 320 mila euro, a cui si aggiunge il fondamentale supporto di risorse e reti locali.
Le
16 Comunità di valle/Spazio Argento del Trentino, con il supporto di un gruppo di lavoro territoriale hanno ideato, pianificato e messo in atto le azioni dei Piani triennali 2023-2025. La composizione è diversificata nei territori dove sono stati coinvolti rappresentanti di Asuit e i principali portatori d’interesse (Apsp, comuni, associazioni Alzheimer, terzo settore, medici di medicina generale, circoli pensionati, biblioteche, distretto famiglia, istituti scolastici, musei del territorio, mondo produttivo, accompagnatori di media montagna) con la partecipazione anche di familiari o persone malate.
Le iniziative sul territorio

In totale sono state realizzate oltre 350 iniziative, tra cui circa 120 attività culturali e di prevenzione, un centinaio di interventi di sensibilizzazione, 50 di formazione e 80 iniziative dedicate al supporto diretto di persone e caregiver. Queste azioni, insieme ad attività di mappatura e analisi dei bisogni, hanno coinvolto direttamente più di 14.000 persone, dimostrando l'efficacia dell'approccio basato sul coinvolgimento di tutta la comunità.
L’articolata trama di azioni promossa dai 16 Piani triennali si è sviluppata lungo tre assi portanti. Il primo ambito riguarda la sensibilizzazione, la prevenzione e la cultura, all'interno del quale il linguaggio dell'arte e della socialità è diventato strumento di inclusione. Si va dagli spettacoli teatrali, i cineforum, la presentazione di libri, le serate informative e le mostre allestite nei contesti locali, fino ai percorsi intergenerazionali che hanno visto bambini e studenti collaborare con gli anziani.
A questi si affiancano gli interventi orientati al benessere e alla prevenzione, come i percorsi di ginnastica mentale, i gruppi di cammino all'aperto ed i laboratori di cucina.
Un secondo pilastro fondamentale è stato il supporto a persone e caregiver ed ha visto lo sviluppo di iniziative concrete di vicinanza attraverso il potenziamento dei luoghi di incontro e socializzazione informale, come gli Alzheimer Cafè e i gruppi di parola per i familiari, integrati da attività ad hoc all'interno dei musei trentini. Apprezzati anche la pet-therapy ed i corsi di ballo. Un'attenzione specifica è stata riservata all'ascolto dei bisogni delle famiglie tramite interviste e focus group, oltre che alla progettazione di spazi urbani amici, mediante l'analisi dell'accessibilità e la posa di arredo e segnaletica dedicata.
La terza macro-categoria ha infine riguardato la formazione e la comunicazione, con l'obiettivo di diffondere una vera e propria cultura dell'accoglienza. I corsi si sono rivolti a diverse categorie cittadine, coinvolgendo commercianti, forze dell'ordine, dipendenti pubblici, volontari, albergatori e operatori del soccorso. Ampio spazio è stato dato anche ai più giovani, attraverso percorsi di alternanza scuola-lavoro nelle strutture per anziani, e alla cittadinanza in generale, informata mediante campagne di comunicazione diffusa, materiali cartacei e stand dedicati sul territorio.
Il panel
L'incontro, moderato da Sergio Minervini, medico geriatra di Asuit e direttore dell’Unità operativa supporto clinico organizzativo Rsa, si è aperto con l’intervento della coordinatrice del Tavolo provinciale demenze Micaela Gilli, direttrice dell’Ufficio integrazione socio sanitaria e non autosufficienza anziani della Provincia che ha illustrato l'inquadramento normativo e la sintesi del percorso svolto negli ultimi anni. A seguire Angela Pederzolli, assistente sociale dello stesso Ufficio, ha presentato in sintesi le attività svolte a livello territoriale, soffermandosi sul lavoro del gruppo di regia e sugli aspetti monitorati per definire i criteri dei piani 2026-2028.
In conclusione spazio alla voce delle esperienze locali attraverso una sintesi su alcune attività significative realizzate sui territori, presentate da rappresentanti dei gruppi di regia di Spazio Argento della Comunità delle Giudicarie, della Comunità della Val di Fiemme, della Comunità Valsugana e Tesino, del Comune di Trento, della Comunità della Val di Sole e della Comunità della Vallagarina. Si è raccontato di come si sta promuovendo una comunità amica, con un approfondimento sull’importanza della formazione alle categorie cittadine, di ripensare l’ambiente urbano, come rendere inclusivi i luoghi della cultura come i musei ma anche favorire la partecipazione delle persone con demenza alle iniziative di sensibilizzazione e della collaborazione tra operatori sociali e sanitari, valorizzando la figura dell’infermiere di comunità e dei CDCD.
Piani triennali e Piano provinciale Demenze
I Piani triennali "Comunità amica delle persone con demenza" nascono con l'obiettivo prioritario di abbattere lo stigma sociale legato ai disturbi cognitivi, promuovere luoghi di vita accoglienti e consapevoli, sostenere la rete familiare e integrare i servizi socio-sanitari sul territorio.
Questo percorso diffuso trova il suo quadro strategico di riferimento nel Piano provinciale demenze.Il Piano definisce le strategie condivise e integrate per la prevenzione, la diagnosi e le cure delle persone con declini cognitivo e demenza, individuando nelle "Comunità amiche" un pilastro fondamentale per la dimensione sociale e territoriale dell'assistenza.