TRENTO - Il
Consiglio delle autonomie locali ha dato corso alle nomine di propria competenza nel Consiglio di amministrazione del
l'Egato Trentino, il consorzio previsto dalla legge n. 3/2006 per la gestione integrata del ciclo dei rifiuti, che vede partecipi tutti i Comuni, le Comunità e la Provincia.
Saranno pertanto
Marco Merler - designato dal Comune di Trento, quale ente presso cui è attualmente localizzato l'impianto per la chiusura del ciclo dei rifiuti -, e
Martina Ferrai a sedere nell'organo esecutivo del Consorzio, assieme ai due rappresentati già nominati dalla Giunta provinciale.
Spetterà, ora, all'Assemblea di
EGATO eleggere il proprio Presidente, che farà parte anche del Consiglio di amministrazione, presiedendone i lavori.
Marco Merler, laureato in economia e commercio, e abilitato alla professione di commercialista, è stato amministratore delegato del Gruppo Dolomiti Energia dal 2004 al 2024, e attualmente ricopre l'incarico di Economo della Diocesi di Trento.
Martina Ferrai, dottore di ricerca in ingegneria ambientale, svolge la libera professione nel campo della progettazione di interventi di bonifica e di impianti di trattamento dei rifiuti, nonché della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Dal 2025 è sindaca del Comune di Borgo Valsugana.
R
ischio Radon: parere favorevole alla prima individuazione delle aree prioritarie
Via libera del Consiglio delle autonomie locali al provvedimento della Giunta provinciale che, sulla base delle rilevazioni storiche disponibili, effettua una prima individuazione delle aree prioritarie a rischio radon sul territorio provinciale. 15 comuni, corrispondenti al 12% della popolazione provinciale sono collocati in area prioritaria, mentre altri 36 comuni, nei quali risiede il 56,4% dei trentini, sono catalogati come non prioritari. Nei rimanenti 115 comuni (dove risiede il 31,6% del totale della popolazione), sarà necessaria una campagna di rilevazione, che verrà avviata da APPA nel prossimo futuro, per completare la catalogazione.
"Si tratta dell'avvio di un percorso, che trova fondamento in una direttiva europea, e che ci auguriamo possa portare alla mappatura di tutto il territorio provinciale, potendo contare su adeguate risorse a tal fine." ha commentato Arianna Fiorio, Sindaca di Arco e Assessore competente per la materia ambientale.
Il radon è un gas di origine naturale, più pesante dell'aria e pertanto tendente ad accumularsi nei locali più bassi. La sua presenza è diversificata sul territorio, e dipende dalla geologia del territorio. L'esposizione prolungata al radon è nociva per la salute, e pertanto - nei territori dove il gas è naturalmente più presente - è importante monitorarne la concentrazione nei locali sotterranei e al pianterreno degli edifici, per adottare opportune contromisure, che possono consistere anche semplicemente nell'areare frequentemente i locali dove si permane per lungo tempo.
La Direttiva 2013/59/EURATOM ha fissato norme fondamentali di protezione dalle radiazioni ionizzanti, recepite in Italia con il D.Lgs. 101/2020. L'art. 11 di tale decreto obbliga le Regioni e le Province autonome a individuare, entro ventiquattro mesi dall'entrata in vigore del Piano nazionale d'azione per il radon (PNAR), le cosiddette "aree prioritarie", ovvero i territori in cui si stima che la concentrazione media annua di radon superi il livello di riferimento di 300 Bq/m³ in almeno il 15% degli edifici. Il PNAR 2023–2032 è stato adottato con DPCM dell'11 gennaio 2024 (GU n. 43 del 21 febbraio 2024), dal quale decorre il termine per l'adempimento provinciale.
Nei comuni individuati come prioritari, dovrà essere attuato quanto previsto dal d.lgs. n. 101/2020, ovvero: nei luoghi di lavoro, collocati in locali semisotterranei o al piano terra, il datore di lavoro/esercente sarà tenuto ad effettuare un monitoraggio puntuale della concentrazione di radon nell’arco di 24 mesi; per le abitazioni, dovranno essere promosse dall'ente pubblico campagne e azioni per incentivare i privati, aventi locali a livello interrato o piano terra, ad effettuare misurazioni puntuali e adottare, se del caso, buone pratiche per la riduzione della concentrazione del gas; per il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, dovranno essere intrapresi specifici programmi di misurazione.
Nell'esprimere parere favorevole rispetto a questo primo provvedimento, che rappresenta l'adempimento di un obbligo normativo, il CAL ha dato la propria disponibilità a veicolare ai comuni una nota informativa, redatta con APPA, in merito alla classificazione in oggetto, ed ai comportamenti raccomandati a cittadini ed imprese, con particolare riguardo ai territori ricadenti in area prioritaria, nonché a cooperare al completamento delle rilevazioni nelle aree da approfondire, secondo modalità che potranno essere definite di comune accordo.
David Angeli, sindaco del Comune di
Cavedine ha posto l'attenzione sull'opportunità di prevedere forme di contribuzione per sostenere l'adozione delle misure di riduzione del rischio, con particolare riferimento agli edifici pubblici nelle aree prioritarie. Le stesse considerazioni sono state condivise da
Giulia Robol, sindaca di Rovereto.
I
nvestimenti sul sistema idrico: definiti gli interventi prioritari per il riparto dei 28,5 milioni di euro stanziati dalla Provincia
Nel Protocollo di finanza locale 2026, il CAL e la Giunta provinciale avevano convenuto di rendere complessivamente disponibili 28,5 milioni di Euro per il finanziamento di interventi afferenti al sistema idrico integrato, costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione nonché di riuso delle acque reflue. Ecco che con il provvedimento oggi esaminato dal CAL vengono condivisi i criteri di priorità per l'accesso al finanziamento, e, conseguentemente, vengono anche individuati gli interventi prioritari, per i quali i rispettivi Comuni (gestori del servizio idrico) potranno ora presentare la domanda di finanziamento. Saranno, quindi, i comuni di Borgo Chiese, Cles, Folgaria, Ledro, Levico Terme e Storo a poter presentare - entro il termine, prorogabile solo una volta, di un anno dall'approvazione del provvedimento - domanda di finanziamento, per specifici interventi che complessivamente assommano a 27,5 milioni di euro.
"Il PNRR ha consentito ad alcuni comuni di effettuare interventi importanti sui propri acquedotti, andando nella direzione della riduzione delle perdite e della distrettualizzazione delle reti. Con questo provvedimento la Provincia stanzia, d'intesa col CAL, una nuova tranche di risorse che potranno dare soddisfazione ad altri territori. Si tratta naturalmente di un percorso che dovrà essere portato avanti nel tempo, e che ci auguriamo quindi possa vedere ulteriori stanziamenti provinciali, dedicati a questo tema nelle prossime annualità", ha affermato il Presidente del CAL, Michele Cereghini.
"Confermo la rilevanza strategica, di sostenere gli interventi sui sottoservizi e in particolare sulle reti idriche dei nostri comuni, e pertanto l'impegno della Giunta a reperire, anche nei prossimi bilanci, le risorse necessarie per proseguire tale percorso", ha commentato Giulia Zanotelli, Assessore provinciale agli enti locali.
Matteo Leonardi, sindaco di Tre Ville, è intervenuto per chiedere rassicurazioni sul fatto che la partecipazione alla misura PNRR non precluda l'accesso degli stessi comuni alle risorse del fondo di riserva, per altri interventi di carattere urgente. Rassicurazioni che sono state fornite dall'Assessore Zanotelli.
Tra i criteri di priorità degli interventi, oggi condivisi, figura il rafforzamento della resilienza dei sistemi acquedottistici (con la realizzazione di nuovi serbatoi/opere, la sostituzione di tratti di adduzione, gli interventi di interconnessione tra acquedotti, e quelli finalizzati al miglioramento delle modalità di approvvigionamento), la promozione di una gestione razionale ed efficiente della risorsa idrica (con interventi finalizzati al miglioramento dei sistemi di captazione affiancati alla gestione delle perdite, e la sostituzione di tratti di reti esistenti) e il mantenimento e miglioramento della qualità dell’acqua destinata al consumo umano (con il rinnovamento della parte di impianto riguardante l’adduzione e la sostituzione di tratti di reti esistenti).
Al fine di incrementare l’efficienza del sistema idrico, permane l’obiettivo trasversale della distrettualizzazione delle reti per monitorare portate e pressioni in tempo reale e consentire la riduzione delle perdite, oltre che l’aggiornamento del sistema informativo condiviso (SIR), utile anche all’adempimento degli obblighi informativi.
La conseguente individuazione degli interventi prioritari è avvenuta tenendo conto della mappatura del Servizio Idrico Integrato provinciale, elaborata dall’Agenzia provinciale per le risorse idriche e l'energia a seguito della ricognizione dei fabbisogni finanziari del sistema idrico integrato richiesta dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, nonché delle esigenze principalmente emergenti sul territorio.
Rimozione delle barriere di comunicazione ed all'allestimento di zone di decompressione sensoriale: via libera ai contributi ai comuni per 400.000 euro.
Con l'ultimo assestamento di bilancio della Provincia, è stata prevista, e finanziata per 400.000 euro nel 2026 e nel 2027, l'erogazione di contributi ai comuni per interventi di rimozione delle barriere di comunicazione e per l'allestimento di zone di decompressione sensoriale.
Le finalità dell'intervento sono due. La prima consiste nell'integrare la segnaletica urbana e le indicazioni di sicurezza con strumenti di Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) — pittogrammi, totem informativi, supporti tattili, storie sociali con video sottotitolati e tradotti in LIS —, così da rendere gli spazi pubblici più accessibili alle persone con difficoltà comunicative. La seconda mira ad allestire, all'interno o nelle adiacenze delle aree giochi dei parchi pubblici, spazi idonei a favorire il benessere dei bambini con autismo o altre disabilità sensoriali e cognitive attraverso spazi di riduzione degli stimoli e di isolamento acustico e/o visivo.
Con questo provvedimento - introdotto da Alberto Scerbo, Presidente della Comunità della Vallagarina e assessore al welfare del CAL, e valutato favorevolmente dal Consiglio delle autonomie locali- si definiscono le modalità di accesso al contributo, prevedendo un sistema di evasione delle domande “a sportello”, in ordine cronologico di presentazione fino ad esaurimento del budget. Il contributo sarà concesso a fondo perduto nella misura dell'80% della spesa ammessa, con massimali differenziati per tipologia di intervento: fino a 5.000 euro per gli interventi di segnaletica CAA e fino a 20.000 euro per le zone di decompressione sensoriale.
Progetto legalità: il dott. Alberto Francini presenta al Consiglio la relazione conclusiva delle attività
In conclusione, è stato dato spazio alla presentazione, da parte del dottor Alberto Francini, già Questore di Trento, del rapporto conclusivo del Progetto Legalità, istituito dalla Provincia e dalla Camera di commercio e coordinato dallo stesso nel periodo 2023-2026.
Il progetto ha coinvolto, a vario titolo, anche gli enti locali, riconoscendone il ruolo insostituibile nella costruzione di una rete territoriale capace di intercettare, prima che si radichino, le manifestazioni di illegalità che spesso si sviluppano sotto traccia. I Comuni, e con essi i Sindaci quali autorità locali di pubblica sicurezza, sono stati individuati come interlocutori privilegiati di questo sforzo collettivo: non semplici destinatari di informazioni, ma attori di un sistema di prevenzione partecipata che trova nella prossimità con la comunità la propria forza principale.
Giunto al termine il triennio di attività, il dottor Francini ha offerto al CAL un bilancio delle attività svolte, che si sono concentrate su due filoni.
Il primo è dedicato al fenomeno delle infiltrazioni mafiose nell'economia legale, mentre il secondo ha avuto ad oggetto il tema del controllo di vicinato, strumento di sicurezza partecipata in grado di rafforzare la resilienza delle comunità locali di fronte a fenomeni che generano immediato allarme sociale e minano il senso di sicurezza dei cittadini.
"Ringrazio il dottor Francini per il prezioso lavoro che ha svolto, in questi anni, sul territorio trentino. Il suo lungo e qualificato percorso professionale, maturato in quarant'anni di servizio nelle realtà più esposte del Paese, ha garantito all'iniziativa un fondamento di competenza e autorevolezza raramente riscontrabile, che ci auguriamo possa portare ulteriori frutti nel contesto locale." ha commentato il presidente del CAL, Michele Cereghini.