Bene le proposte avanzate dall’Italia al Consiglio Agricoltura e Pesca dell’Unione europea sul Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam), che vanno nella direzione giusta di rafforzare gli strumenti di difesa commerciale e garantire condizioni di equità per le imprese agricole europee. È quanto afferma Coldiretti Trentino Alto Adige nel sottolineare come sia ormai indispensabile un intervento immediato da parte dell’Europa per fronteggiare una fase segnata da tensioni geopolitiche con l’ultimo conflitto in Iran che sta generando un aumento incontrollato dei costi che rischia di mettere in ginocchio il comporto agricolo anche nella nostra regione.
“La richiesta di sospensione del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam) per fertilizzanti e ammoniaca –sottolinea il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi- rappresenta una misura necessaria per evitare un ulteriore aggravio dei costi produttivi a carico delle aziende agricole, già colpite dal caro energia e dalle difficoltà nelle catene di approvvigionamento. Senza un correttivo urgente, il rischio è quello di compromettere la sostenibilità economica delle imprese e la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari in un momento in cui il conflitto sto mettendo a dura prova la resistenza delle aziende agricole”.
In questa fase –osserva Coldiretti Trentino Alto Adige- serve un approccio pragmatico che metta al centro la competitività del settore primario, accompagnando la transizione senza scaricarne i costi sugli agricoltori. È ora fondamentale che la Commissione proceda rapidamente anche con effetto retroattivo e valuti interventi strutturali, a partire dall’esclusione dei fertilizzanti dal sistema Ets, per evitare ulteriori distorsioni competitive. Così come accelerare sul digestato, come avanzato dall’Italia, per dare agli agricoltori un’alternativa concreta ai fertilizzanti chimici e ridurre la dipendenza dall’estero.
“In un contesto internazionale sempre più instabile –conclude Barbacovi- le politiche agricole, commerciali ed energetiche sono ormai profondamente interconnesse. Per questo serve un cambio di passo: rafforzare gli strumenti di difesa del mercato interno e anticipare i rischi, proteggendo in modo coerente la sovranità alimentare e produttiva europea. Le iniziative portate avanti dall’Italia rappresentano un segnale importante, ma ora è il momento di passare rapidamente dalle proposte ai fatti”.
Ultimo aggiornamento:
31/03/2026 14:52:57