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Confesercenti Trentino, Mauro Paissan confermato presidente

Tra il 2010 e il 2024 il Trentino ha perso 881 esercizi, con 117 chiusure nel solo 2024

TRENTO – Si è svolta nella sala Nones di palazzo Benvenuti, l’assemblea elettiva di Confesercenti del Trentino che ha riconfermato al vertice dell’associazione il presidente Mauro Paissan, in carica dal 2022. Nella relazione di fine mandato, il presidente ha tracciato il bilancio degli ultimi anni e delineato la rotta per il futuro dell’associazione, partendo da un’immagine netta: «Le emergenze impongono risposte rapide, ma le comunità si guidano con il pensiero lungo».

Paissan ha richiamato quindi i dati della crisi del commercio di vicinato: tra il 2010 e il 2024 il Trentino ha perso 881 esercizi (da 5.997 a 5.116), con 117 chiusure nel solo 2024. Un trend negativo proseguito anche nel 2025 «Dietro ogni numero c’è una piazza che si svuota, una frazione che perde l’ultimo presidio», ha osservato. Una desertificazione commerciale aggravata dalla concorrenza dell’e-commerce, con Trento ai primissimi posti in Italia per acquisti online.
Forte anche l’affondo sulla burocrazia: secondo i dati richiamati, la complessità amministrativa costa al Trentino circa 680 milioni di euro l’anno, pari al 3% del PIL provinciale, con un peso iniquo che va dallo 0,5% del fatturato per le aziende più grandi fino al 12,7% per le più piccole.
«La complessità burocratica scoraggia più di qualsiasi tassa», ha commentato Paissan.
Nella relazione, il presidente ha fissato i cinque temi su cui l’associazione insisterà durante il prossimo mandato: il rafforzamento della sicurezza come fattore di sviluppo, il sostegno e la tutela del commercio di prossimità, la promozione dell’attrattività d’impresa per avvicinare i giovani al settore, l’innovazione e la semplificazione delle procedure a servizio del terziario e la valorizzazione di un’offerta turistica che guardi alla qualità oltre che alla quantità.
Tra gli impegni più sentiti, Paissan ha parlato inoltre della necessità di «cercare, motivare e formare una nuova classe dirigente, che non sia la fotocopia di quella di oggi ma il suo naturale rinnovamento». Due i fronti indicati: i giovani, da coinvolgere come protagonisti e non solo come iscritti, e le donne, ancora troppo poco presenti nei luoghi di decisione. «Una rappresentanza che non sappia valorizzarle è una rappresentanza dimezzata», ha detto Paissan.
In chiusura, il presidente ha fatto sua la frase del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai giovani, «non rassegnatevi, siate esigenti, coraggiosi, scegliete il vostro futuro», per rilanciarla all’associazione e al territorio. «Trento, così com’è oggi, non ci basta e non può bastarci», ha affermato, estendendo l’ambizione a Rovereto, Riva del Garda, Pergine e ai paesi delle valli a rischio di perdere l’ultimo negozio. Non si può convivere con vetrine spente, paura nei quartieri e un centro storico dove aprire un’attività è un’impresa. Dobbiamo lavorare con la politica perché tornino vivi, sicuri e attrattivi: «è l’ambizione che tutti noi dovremmo avere».

Verso le istituzioni, Provincia, Comuni e altre associazioni economiche, Paissan ha confermato un atteggiamento «leale, trasparente e diretto»: «cerchiamo soluzioni e non polemiche». E ha concluso: «Il nostro compito, da oggi, non è immaginare il futuro. È costruirlo». Un impegno a lavorare per un Trentino migliore, con coraggio, ambizione, responsabilità e visione.
Ultimo aggiornamento: 13/06/2026 00:16

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