CLUSONE (Bergamo) - Un alloggio pubblico che diventa una risposta concreta alle esigenze abitative di chi lavora per garantire la sicurezza del territorio. È quanto prevede il programma del Comune di Clusone (Bergamo), approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Casa e Housing sociale Paolo Franco di concerto con l’assessore alla Sicurezza e Protezione civile Romano La Russa, che consentirà di destinare per 15 anni un appartamento comunale alla Guardia di Finanza.

L’alloggio, situato in largo Locatelli, sarà adibito a dormitorio per il personale militare non residente e assegnato temporaneamente al presidio locale. La Guardia di Finanza aveva infatti segnalato la carenza di spazi destinati all’accoglienza dei propri operatori, chiedendo la disponibilità di una soluzione abitativa.
Il Comune di Clusone aveva individuato un alloggio libero destinato ai Servizi abitativi pubblici (Sap), attualmente sfitto e non adeguato alla domanda abitativa locale, prevalentemente caratterizzata dalla presenza di nuclei familiari numerosi. Attraverso la procedura prevista dalla legge regionale, il bene viene quindi valorizzato con una destinazione alternativa all’alienazione.
L’alloggio sarà concesso in locazione per 15 anni al Comando provinciale della Guardia di Finanza di Bergamo. I proventi della valorizzazione, stimati complessivamente in circa 50.000 euro, saranno destinati a interventi di manutenzione ordinaria degli altri alloggi del patrimonio comunale.
“Con questa scelta – sottolinea l’assessore Franco – trasformiamo un alloggio oggi inutilizzato in una risposta concreta a un’esigenza reale del territorio. È un esempio di come il patrimonio abitativo pubblico possa essere valorizzato sostenendo chi è chiamato a garantire servizi fondamentali. Regione Lombardia sta lavorando proprio in questa direzione, puntando sull’housing sociale con interventi rivolti alle Forze dell’Ordine, ai Vigili del Fuoco, al personale sanitario e sociosanitario e a quello dell’amministrazione giudiziaria. Sono persone che spesso si trovano a lavorare lontano dalla propria residenza e per le quali il tema dell’abitare può rappresentare una difficoltà rilevante.
Siamo e saremo sempre dalla parte di chi ogni giorno lavora per il bene della nostra comunità”.
“Mettere a disposizione un alloggio per il personale della Guardia di Finanza – evidenzia l’assessore La Russa - significa sostenere chi quotidianamente garantisce sicurezza sul territorio. Quello di Clusone è un esempio positivo di collaborazione tra istituzioni, che consente di valorizzare un patrimonio inutilizzato e trasformarlo in un servizio per la comunità”.
L’intervento di Clusone si inserisce dunque nel quadro delle azioni già promosse da Regione Lombardia per favorire l’accesso alla casa degli operatori dei servizi essenziali. Un insieme di iniziative rivolte alle Forze dell’Ordine, ai Vigili del Fuoco, al personale sanitario e sociosanitario e al personale dell’amministrazione giudiziaria, con l’obiettivo di sostenere lavoratori che svolgono funzioni fondamentali per i cittadini e che possono incontrare difficoltà nel trovare una soluzione abitativa nei territori in cui prestano servizio.
Le misure hanno anche una seconda finalità: favorire il cosiddetto ‘mix abitativo’ negli stabili di edilizia residenziale pubblica, rendendo il tessuto sociale più eterogeneo
Di seguito il commento del consigliere regionale Alberto Mazzoleni: "La decisione di destinare per quindici anni un alloggio comunale di Clusone al personale della Guardia di Finanza rappresenta un esempio significativo di collaborazione tra istituzioni. È un intervento che assume una particolare rilevanza per le nostre valli bergamasche, dove garantire la presenza stabile di personale qualificato impegnato nei servizi essenziali è fondamentale. Chi indossa una divisa e opera quotidianamente a tutela dei cittadini deve poter contare anche su condizioni logistiche e abitative adeguate. La disponibilità di un alloggio per il personale non residente, chiamato a prestare servizio presso il presidio di Clusone, può contribuire a rendere più agevole l'organizzazione del lavoro e a sostenere la continuità. Altrettanto importante è la scelta di recuperare una risorsa pubblica che, allo stato attuale, risultava inutilizzata e non adeguata alle caratteristiche della domanda abitativa locale. In questo modo, un appartamento sfitto viene trasformato in un servizio utile alla collettività, mentre i circa 50.000 euro di proventi previsti nell'arco della concessione potranno essere reinvestiti nella manutenzione degli altri alloggi comunali. L'iniziativa dimostra che le politiche abitative possono diventare uno strumento per rafforzare il presidio e valorizzare il patrimonio pubblico in modo responsabile. Un plauso all'Assessore Paolo Franco per questa scelta a favore in particolare di un territorio montano: l'esperienza di Clusone può costituire un riferimento anche per altre realtà lombarde".