BRENO (Brescia) - La
Valle Camonica chiede una
legge speciale, sul modello di quello di quello della
Valtellina del 1990, per l'alluvione dello scorso agosto.
La parte più importante dell'assemblea della Comunintà Montana e Bim di ieri sera è stato dedicato ai danni dell'alluvione dell'agosto scorso con i danni a
Sonico, Vione e
Ono San Pietro. Secondo una pirma stima i danni ammontano complessivamente a 90 milioni di euro.
Nella giornata odierna e in quella di domani si terranno incontri e visite fondamentali per il riconoscimento dello stato di calamità naturale: infatti oggi con Anas, UTR Brescia, Comuni di Sonico e Malonno e Comunità Montana sarà affrontato il tema "statale 42", con il progetto di innalzamento di un tratto, all'altezza della confluenza tra il Rabbia e l'Oglio, domani è in programma l'ispezione dei commissari del Dipartimento della Protezione Civile, propedeutico alla concessione dello stato di calamità naturale. La visita partirà da Ono San Pietro, poi passerranno a Sonico e infine raggiungeranno Vione. La seconda parte della visita sarà in Valtellina, che non ha avuto grandi danni la scorsa estate dall'ondata di maltempo.
GLI INTERVENTI

Il sindaco di Sonico,
Gian Battista Pasquini, ha tracciato un quadro sulla colata detritica in Val Rabbia del 20 agosto scorso, i danni e le preoccupazioni per eventuali ondate di maltempo nel periodo autunnale. Poi ha illustrato l'incontro con l'Autorità di bacino dove è stata anche affrontata la questione di rimozione di sassi e detrici dall'alveo del fiume Oglio. Per spostare quel milioni di metri cubi di materiale ci vorranno 60mila Tir e il periodo ipotizzato sarà da dicembre 2026 a maggio 2027. "In quel periodo - ha spiegato il sindaco Pasquini - potrebbero essere rimossi il 30/40% del materiale". "la mia preoccupazione - ha aggiunto il sindaco - è per i prossimi due mesi, quando ci potrebbero esser eondate di maltempo".
Il sindaco di Malonno e assessore in Comunità Montana,
Giovanni Ghirardi, ha indicato come priorità quelle di individuare una viabilità alternativa alla statale 42 in caso di emergenze, con la Comunità Montana che ha già affidato l'incarico per uno studio, e la rimozione del materiale. "Ad agosto - ha detto il sindaco Ghirardi - ci siamo salvati, come paese, dall'allagamento".

Il sindaco di Edolo,
Luca Masneri, oltre a ricostruire i danni subito sulla strada del Faeto, per tre giorni ha rappresetnanto l'unico collegamernto tra Nord e Sud della Valle Camonica, ha sottolineato: "non possiamo più chiamare emergenza, ma costanza dell'emergenza per il ripetersi degli eventi alluvionali, socialmente ed economicamente non più sostenibili".