-

Alluvione 2026: chiesto un piano speciale per la Valle Camonica

I danni del maltempo dello scorso agosto stimati in 90 milioni; confronto in Comunità Montana

BRENO (Brescia) - La Valle Camonica chiede una legge speciale, sul modello di quello di quello della Valtellina del 1990, per l'alluvione dello scorso agosto.
La parte più importante dell'assemblea della Comunintà Montana e Bim di ieri sera è stato dedicato ai danni dell'alluvione dell'agosto scorso con i danni a Sonico, Vione e Ono San Pietro. Secondo una pirma stima i danni ammontano complessivamente a 90 milioni di euro.

Nella giornata odierna e in quella di domani si terranno incontri e visite fondamentali per il riconoscimento dello stato di calamità naturale: infatti oggi con Anas, UTR Brescia, Comuni di Sonico e Malonno e Comunità Montana sarà affrontato il tema "statale 42", con il progetto di innalzamento di un tratto, all'altezza della confluenza tra il Rabbia e l'Oglio, domani è in programma l'ispezione dei commissari del Dipartimento della Protezione Civile, propedeutico alla concessione dello stato di calamità naturale. La visita partirà da Ono San Pietro, poi passerranno a Sonico e infine raggiungeranno Vione. La seconda parte della visita sarà in Valtellina, che non ha avuto grandi danni la scorsa estate dall'ondata di maltempo.

GLI INTERVENTI
Il sindaco di Sonico, Gian Battista Pasquini, ha tracciato un quadro sulla colata detritica in Val Rabbia del 20 agosto scorso, i danni e le preoccupazioni per eventuali ondate di maltempo nel periodo autunnale. Poi ha illustrato l'incontro con l'Autorità di bacino dove è stata anche affrontata la questione di rimozione di sassi e detrici dall'alveo del fiume Oglio. Per spostare quel milioni di metri cubi di materiale ci vorranno 60mila Tir e il periodo ipotizzato sarà da dicembre 2026 a maggio 2027. "In quel periodo - ha spiegato il sindaco Pasquini - potrebbero essere rimossi il 30/40% del materiale". "la mia preoccupazione - ha aggiunto il sindaco - è per i prossimi due mesi, quando ci potrebbero esser eondate di maltempo".

Il sindaco di Malonno e assessore in Comunità Montana, Giovanni Ghirardi, ha indicato come priorità quelle di individuare una viabilità alternativa alla statale 42 in caso di emergenze, con la Comunità Montana che ha già affidato l'incarico per uno studio, e la rimozione del materiale. "Ad agosto - ha detto il sindaco Ghirardi - ci siamo salvati, come paese, dall'allagamento".

Il sindaco di Edolo, Luca Masneri, oltre a ricostruire i danni subito sulla strada del Faeto, per tre giorni ha rappresetnanto l'unico collegamernto tra Nord e Sud della Valle Camonica, ha sottolineato: "non possiamo più chiamare emergenza, ma costanza dell'emergenza per il ripetersi degli eventi alluvionali, socialmente ed economicamente non più sostenibili".
"Come enti locali - ha proseguito - abbiamo speso bene i soldi che sono stati stanziati per il nostro territorio e prevenire il dissesto idrogeologico, ma dobbiamo anche farci sentire nei confronti di quegli enti parassitari, che intervengono in ritardoe spovente scaricano le responsabilità sui sindaci. Dobbiamo denunciare il compartamento di questi funzionari, enti e aziende dello Stato che non operano per il territorio".

Il sindaco Berzo Demo, GiamBattista Bernardi, ha spiegato la disponibiliotà, con un accordo con tutte le parti coinvolte ad accogliere in località Bettolino il materiale da rimuovere nell'alveo del fiume Oglio a Sonico. "La località - ha detto il sindaco - è idonea e come Amministrazione comunale di Berzo Demo abbiamo dato la nostra disponibilità a risolvere il problema",.

Invece l'assessore al lavopri pubblici di Ono San Pietro Elena Broggi ha illustrato i danni e la situazione del torrente Blè, con il problema dei massi nell'alveo: "Non ci sono soldi per spostarli - ha detto - lì abbiamo posizionati in una zona, sta nascendo una mini Concarena. Quando arrtiva un temporale temiamo a nuovi danni per il nostro territorio".

L'assessore di Vione, Mauro Testini, oltre a illustrare i danni provocati dal Vallaro, ha avanzato du proposte: creare una struttura all'alterno della Comunità Montana con geologi per far fronte alle emergenza e battersi per una legge - un piano per la Valle Camonica, così da fra fronte ai danni delle allivioni degli ultimi anni.

Sono poi intervenuti gli assessori regionali Claudia Terzi (da remoto) e Giorgio Maione, in presenza, che hanno dato la disponibilità a trovare risorse per la fase di emergenza.

Invece il sindaco di Darfo, Dario Colossi, ha posto l'accento sulla situazione dell'Oglio e il rischio esondazioni, mentre Ivan Markus, sindaco di Niardo, ha svelato alcuni dati sull'allvione che ha colpito nel 2002 il suo paese: a quattro anni di distanza su 90 domande presetnate dai cittadini per 4,5 milioni di euro di danni, sono stati riconosciuti solo 800mila euro, mentre delle 25 richiesta delle aziende, per circa 6,5 milioni di euro, sono statirisarciti solo 800mila euro.

Il presidente della Comunità Motnana, Corrado Tomasi, ha concluso il confronto parlando di due fasi: la prima per superare la fase di emergenza e per una viabilità alternativa, la seconda strutturale. "Ci dobbiamo battere - ha concluso Tomasi - per avere tutti i risarcimenti e solo facendo leva su quanto abbiamo dato negli ultimi decenni anche alle aziende elettriche e su una vera autonomia riusciremo a centrare il nostro obiettivo". Il presidente Tomasi ha avanzato per i primi interventi di emergenza una richiesta - a Regione Lombardia - tra i 12 e il 15 milioni di euro.
Ultimo aggiornamento: 05/10/2026 22:26

POTREBBE INTERESSARTI

ULTIME NOTIZIE