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Sonico, svelato l’impianto di fitodepurazione del rifugio Severino Gnutti

venerdì, 13 settembre 2019

Sonico – Realizzato l’impianto di fitodepurazione del rifugio Severino Gnutti di Sonico (Brescia). Finiti in tempo per il clou della stagione estiva, oggi i lavori sono stati presentati nel dettaglio dai rappresentanti dei principali enti protagonisti: Comunità Montana e Parco dell’Adamello, col presidente Sandro Farisoglio, assessore al Parco Massimo Maugeri e direttore del servizio Foreste e Bonifica Montana Gian Battista Sangalli, il Comune di Sonico col sindaco Gian Battista Pasquini, il Consorzio Forestale Valle Camonica col direttore Mario Tevini, il CAI Brescia coi consiglieri Angelo Maggiori e Marco Frati, la famiglia Gnutti-Premoli ed Enel Produzione con l’ingegnere Comparin, responsabile centrali Valle Camonica.

rifugio Gnutti 01Tutti hanno sottolineato “la celerità con cui l’operazione è stata completata per un intervento che rappresenta un modello di efficienza degli eni pubblici, oltre a risolvere un problema sanitario e ambientale”: il Protocollo d’intesa tra i partner è stato approvato il 15 maggio, il progetto esecutivo il 21 maggio, i lavori sono stati affidati il 28 maggio, sono  iniziati il 15 giugno, non appena la neve si è sciolta, e sono stati ultimati il 17 luglio, perfettamente in tempo rispetto all’importante scadenza del Pellegrinaggio in Adamello che quest’anno si commemorava proprio al rifugio Gnutti, il giorno 26 luglio.

rifugio Gnutti 02Il costo dell’intervento è ammontato ad 75mila, di cui 30mila a carico di Fondazione Gnutti, 15mila del CAI Brescia, 15mila di Comunità Montana, mentre ENEL ha coperto quasi totalmente le spese di trasporto in quota dei materiali con elicottero, per un totale di 15mila euro.

La Comunità Montana si è fatta carico di tutta la parte tecnica di progettazione e direzione tramite il proprio tecnico geometra Gianpietro Bolis, nonché dell’acquisizione di tutte le autorizzazioni necessarie; i lavori sono stati affidati alle maestranze specializzate del Consorzio Forestale Alta Valle Camonica, di cui la Comunità è socio, e che aveva già eseguito gli interventi ai rifugi Tonolini e Aviolo.

I lavori sono consistiti nel rifacimento degli scarichi delle acque bianche e nere del rifugio, nella posa di un nuovo degrassatore e di una nuova fossa Imhoff, nonchè di una nuova tubazione di adduzione lunga 70 m fino al letto di fitodepurazione, situato a valle del rifugio, in adiacenza al torrente Miller, con dimensioni di mt 9×15.

MOTIVAZIONE FITODEPURAZIONE E PROGETTI

La Comunità Montana di Valle Camonica, competente sul territorio di 40 Comuni della Provincia di Brescia, anche in qualità di Ente gestore del Parco Regionale dell’Adamello, nell’ultimo decennio ha intensificato le proprie attività rivolte al miglioramento dell’ambiente, con particolare riguardo alla gestione delle acque, anche in funzione della fruizione turistica del territorio.

Rifugio Gnutti digaL’esempio più eclatante di questa azione è stata la riqualificazione di tutta l’asta sopralacuale del Fiume Oglio, corredata dalla realizzazione degli adiacenti sentiero fluviale e ciclovia.

In questo contesto, l’attenzione si è focalizzata anche alle quote maggiori, dove i rifugi alpini rappresentano un importante presidio del territorio ma, soprattutto, elementi imprescindibili per la fruizione turistica delle montagne e dell’ambiente circostanti.

Tuttavia, proprio la presenza di elevati afflussi di persone concentrati in poche settimane dell’anno innesca conflittualità con la salvaguardia dell’ambiente circostante, sempre di estremo pregio.

La più importante è probabilmente la gestione delle acque reflue, che possono interferire pesantemente con l’ ecosistema acquatico e terreste adiacente.

Per questo motivo, negli scorsi anni la Comunità Montana ha realizzato tre impianti di fitodepurazione in quota, il primo al Rifugio Tonolini in Comune di Sonico, di proprietà del CAI Brescia, il secondo al Rifugio Aviolo, del Comune di Edolo, ed il terzo al Rifugio Prandini, di proprietà del Comune di Braone. Queste esperienze hanno avuto riscontri particolarmente positivi, risolvendo le problematiche inerenti la depurazione delle acque nere.

Rifugio Gnutti 03Nel dettaglio, la fitodepurazione è un processo “naturale” di depurazione delle acque che, sostituendosi alla classica fossa biologica IMHOFF, che alle alte quote evidenzia notevoli problemi di funzionamento a causa delle basse temperature, utilizza la capacità depurativa di alcune specie erbacee spontanee che vengono impiantate in un letto di zeolite, materiale molto poroso, depositato sopra un telo impermeabilizzante.

Il vantaggio della fitodepurazione è doppio: da un lato utilizza la natura, dall’altro l’aspetto esteriore dei luoghi subisce solo minime modifiche. Nella primavera del corrente anno è emersa la necessità di dotare anche il Rifugio Severino Gnutti, di proprietà del CAI Brescia, ubicato in Val Miller, in Comune di Sonico, di un nuovo impianto di depurazione.

Infatti, quello esistente risultava ormai obsoleto ed insufficiente a garantire una corretta gestione delle acque nere, anche in considerazione del sempre maggior afflusso di escursionisti; in effetti, il rifugio, situato a quota 2.166 m, rappresenta ormai una tappa obbligata per l’accesso alla vetta dell’Adamello.

Pertanto, si è sviluppata una positiva sinergia d’intenti ed economica tra Fondazione Gnutti, CAI Brescia, Enel Produzione (proprietaria della vicina diga del Miller), e Comunità Montana Valle Camonica, per risolvere tale problema realizzando un nuovo impianto di fitodepurazione.



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