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Scontro sul nuovo Dpcm, Conte chiude allo sci? “Natale senza vacanze sulla neve”

lunedì, 23 novembre 2020

Roma – Passa la linea del rigore, a farne le spese ci sarebbero anche gli impianti sciistici: la catastrofe socio-economica provocata dagli ultimi mesi di limitazioni non scardina la linea chiusurista delle istituzioni. Prosegue lo scontro all’interno del Governo in vista del nuovo Dpcm a inizio dicembre che regolerà la prosecuzione del lockdown. Sport, scuola, coprifuoco, divisione in zone rosse, gialle e arancioni e ora la scelta che sarebbe stata intrapresa sulle piste da sci. La scusa? Sempre la stessa, “non ripetere gli errori dell’estate”. Anche se in realtà il vero peggioramento dell’andamento epidemiologico non si è avuto con le discoteche aperte ma quasi due mesi dopo, dopo settimane di attività tornate a pieno regime e trasporti pubblici strapieni…

“NIENTE VACANZE NATALIZIE SULLA NEVE”
Le indiscrezioni lanciate dall’edizione odierna del Corriere della Sera non sono positive per operatori turistici e amanti della neve: vi sarebbe infatti un asse del Paese con Francia e Germania per evitare le vacanze natalizie sulla neve. In Italia limitazioni agli spostamenti inter-comunali e inter-regionali, restringendoli solo ad alcune casistiche. Le vacanze sulla neve sarebbero annullate con gli impianti che resteranno chiusi. La Svizzera ha già iniziato la stagione, l’Austria potrebbe farlo il 19 dicembre.

Un campanello d’allarme era già arrivato ieri sera con le parole del ministro Speranza a Che tempo che fa su Rai 3: “In questo momento dobbiamo evitare tutti gli spostamenti che non sono necessari. In base al modello costruito sarebbe possibile spostarsi tra le regioni solo se tutte fossero zona gialla. Le vacanze sulla neve farebbero il paio con le vacanze spensierate in discoteca della scorsa estate“.

Negli ultimi giorni qualche segnale di speranza era giunto dall’inizio della preparazione delle piste con l’azione dei cannoni sparaneve nella speranza di salvare almeno il periodo natalizio e dalla bozza del documento delle Regioni per una riapertura (approvato in mattinata, qui l’articolo) con contingentamento nel numero di accessi nella speranza di arrivare a un accordo col Cts.

Nelle ultime ore la doccia fredda con l’anticipazione a mezzo stampa della decisione del Governo che nel nuovo Dpcm rinvierebbe tutto almeno al 2021, con reazioni e perplessità che giungono dai territori montani che sopravvivono grazie al turismo: in attesa della decisione definitiva che arriverà nei prossimi giorni, saranno ancora settimane (o mesi) senza sci per i milioni di appassionati italiani.



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