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Lockdown e distanziamento, aziende lombarde in ginocchio: preoccupa l’usura

mercoledì, 10 giugno 2020

Roma – Non bisognava essere necessariamente indovini o profeti di sventura per comprendere i gravi disagi che lockdown e regole di distanziamento imposte per la riapertura avrebbero causato su cittadini e imprese. La politica – da quella locale a quella nazionale – ha scelto la via ‘cinese’ di chiudere per mesi attività e cittadini scaricando le proprie responsabilità nelle decisioni, senza voler comprendere a pieno i catastrofici danni ‘collaterali’ che potrebbero rivelarsi anche peggio del Covid-19.

soldi euroLe svariate scuse addossate sulla famigerata ‘burocrazia’ sono valide solo in parte da coloro a cui spettano le decisioni, che avrebbero potuto cambiare le ‘regole del gioco’, che avrebbero potuto chiudere meno e per meno tempo con l’efficacia dubbia delle decisioni contraddittorie assunte: la situazione economica non propriamente florida delle casse già in tempi pre-Covid e una mancanza di capacità di gestione complessiva non ha permesso buona parte di risarcimento alle attività a cui la chiusura è stata imposta, ora il pericolo-usura è uno spettro sempre più presente anche in Lombardia al pari di criminalità e rabbia sociale crescenti con i primi segnali di un’insofferenza manifestata trasversalmente pressoché da tutta la popolazione, a parte lavoratori e pensionati (pochi) fin qui garantiti.

USURA, DENUNCIA DI CONFCOMMERCIO IN LOMBARDIA

“Quanto denunciato da Confcommercio oggi e’ preoccupante. L’usura nella ristorazione e nelle attività commerciali è una piaga costante che dobbiamo affrontare e sconfiggere al piu’ presto”. Lo dichiara l’assessore regionale alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale Riccardo De Corato.

“Proprio nei giorni scorsi – ha aggiunto l’assessore che detiene anche la delega ai beni confiscati alla criminalita’ organizzata – ho avuto modo di discutere di usura prendendo parte alla seduta della Commissione consiliare Antimafia su delega del presidente Attilio Fontana. Nel corso della videoconferenza – ha aggiunto – ha partecipato anche il commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle attivita’ antiracket e antiusura, prefetto Annapaola Porzio, oltre al presidente della Commissione Monica Forte ed al professor Nando Dalla Chiesa”.

“Come ha sottolineato Confcommercio l’emergenza sanitaria ha messo in ginocchio molte attivita’ commerciali – ha concluso De Corato – per le quali diventa sempre piu’ difficile l’accesso al credito. Motivo per cui alcune di queste potrebbero essere permeabili alla criminalità organizzata. Dobbiamo erigere una barriera che impedisca alle organizzazioni mafiose di entrare a far parte dell’economia in modo strutturale e, se non facciamo in fretta, il rischio che questo accada, e’ tutt’altro che remoto”.



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