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Stop allo sci, ultima spiaggia delle Regioni: “Aprire solo per alberghi e seconde case: evitiamo il tracollo”

domenica, 29 novembre 2020

Madonna di Campiglio – I territori alpini sono spiazzati e tremano sempre più per le continue indiscrezioni da ambienti governativi secondo cui verrebbero proibiti sia l’apertura gli impianti sciistici che gli spostamenti inter-regionali nel prossimo Dpcm di inizio dicembre in vista del periodo natalizio.

Una decisione che colpirebbe non solo lo sci, ma tutto il comparto turistico nei giorni clou dell’anno con danni da miliardi di euro e una catastrofe socio-economica accentuata ancor di più dopo la gestione degli ultimi mesi: arriva così la terza nota congiunta nel giro di pochi giorni delle regioni alpine. L’appello: “Aprire gli impianti sciistici per le festività a residenti e ospiti di alberghi e seconde case“. Una proposta con la speranza di evitare il tracollo di intere zone.

Il continuo ostruzionismo di esperti, scienziati e politici espresso in modo continuativo da Roma non fa ben sperare per un’idea che ha il sapore di ultima spiaggia: i prossimi giorni saranno decisivi con lo spettro di una mediazione europea sbandierata la scorsa settimana dall’Esecutivo ma che all’atto pratico con le posizioni assunte da Svizzera, Austria, Slovenia e Spagna – per non parlare dei Paesi nordici – è tutt’altro che scontata sul tema del blocco allo sci. La Francia ha già definito la chiusura degli impianti permettendo però gli spostamenti turistici verso Alpi e Pirenei. La prossima settimana sarà cruciale per il quadro definitivo.

LA NOTA DELLE REGIONI
sciare_tonale14“La proposta di mediazione per evitare un completo tracollo del settore turistico invernale.

Delle vacanze di Natale diverse, con la possibilità di sciare solo per chi pernotta almeno una notte nelle diverse destinazioni o per chi possiede o affitta una seconda casa nelle zone sciistiche: è la proposta degli Assessori delle Regioni alpine per evitare gli assembramenti nelle località turistiche.

“Concedere lo skipass a chi ha pernottato in una struttura ricettiva e a chi possiede o prende in affitto una seconda casa consente di controllare al meglio l’afflusso all’impianto sciistico. Il pendolarismo può infatti essere un problema in certe giornate”, affermano gli Assessori di Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Provincia di Bolzano, Provincia di Trento, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

“La soluzione che proponiamo al Governo Conte permette di avviare la stagione invernale con gradualità, in questo modo si potranno applicare i protocolli di sicurezza che abbiamo approvato lunedì scorso e metterli alla prova – proseguono gli Assessori delle Regioni alpine – infatti, se consentiamo l’acquisto degli skipass solo a chi ha pernottato in una struttura ricettiva o in una seconda casa saremo in grado di sapere con precisione il numero degli avventori per ogni giorno e in questo modo potremo gestire al meglio l’afflusso e il deflusso agli impianti di risalita. Si tratta di una soluzione ragionevole, da adattare alle esigenze di ciascun territorio. Il Governo ci ascolti, consenta l’apertura degli impianti di risalita con questo criterio e permetta la mobilità regionale”.

Permettere la mobilità regionale durante le festività è infatti un requisito necessario per il settore. “Se il Comitato Tecnico Scientifico e il Governo intendono vietarla per evitare feste e momenti di aggregazione, consentano perlomeno la mobilità tra Regioni per chi ha prenotato in una struttura ricettiva almeno una notte”.

La proposta degli Assessori delle Regioni alpine di aprire gli impianti per chi soggiorna nelle località turistiche arriva dopo la constatazione della differenza di vedute tra gli Stati delle Alpi, con la Svizzera fuori dall’Unione Europea già aperta e l’Austria in procinto di aprire gli impianti.

«La nostra proposta – rimarcano le Regioni – non è legata agli aspetti ludici dello sci e dello svago della “settimana bianca” ma, al contrario, deriva da un’attenzione particolare al mondo del lavoro e all’occupazione che l’industria dello sci genera sui nostri territori montani. Trovare un compromesso con il Governo di Roma per scongiurare una chiusura totale delle località turistiche invernali è d’obbligo, ne va della sopravvivenza della montagna, dei suoi lavoratori e del suo indotto di 20 miliardi».

Daniel Alfreider (Vicepresidente Provincia Autonoma di Bolzano)
Luigi Giovanni Bertschy (Vicepresidente Regione Valle d’Aosta)
Sergio Bini (Assessore al Turismo Regione Friuli Venezia Giulia)
Martina Cambiaghi (Assessore allo Sport Regione Lombardia)
Federico Caner (Assessore al Turismo Regione Veneto)
Roberto Failoni (Assessore al Turismo Provincia Autonoma di Trento)
Fabrizio Ricca (Assessore allo Sport Regione Piemonte)”



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