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Tragedia in Presanella /3 I carabinieri di Vermiglio hanno raccolto le prime testimonianze

lunedì, 28 agosto 2017

Vermiglio – I carabinieri di Vermiglio e della compagnia di Cles (Trento) hanno già sentito alcuni dei feriti per ricostruire quanto accaduto ieri tra le 9 e le 9.30 sul versante ovest della Presanella dove la comitiva composta da nove persone stava salendo verso la vetta. Gli inquirenti hanno già acquisito alcune testimonianze dei sopravvissuti che erano in condizioni di raccontare quanto accaduto.

Luciano Bertagna 1

Tra queste anche il compagno di cordata di Luciano Bertagna (nella foto del suo profilo Facebook), 45 anni, una delle due vittime. Inoltre è già stata acquisita la ricostruzione degli uomini del Soccorso Alpino di Vermiglio e della Val di Sole intervenuti per il recupero sulla Presanella.

VITTIME E FERITE - La comitiva era composta da nove persone residenti tra Marone e Sale Marasino (Brescia): Raffaella Zanotti con il marito Giovanni Ziboni e i figli Andrea e Cesare; Manlio Lottici con la moglie Erica Turra e il figlio Luca; Luciano Bertagna e Maurizio Zampatti. Il gruppo era partito dal rifugio Denza alla 4, dove era arrivato nella serata di sabato con l’obiettivo di scalare la Presanella. Tutti erano equipaggiati in modo adeguato con caschi, ramponi, picozze e corde e avevano formato tre cordate per raggiungere la forcella Freshfield quando, sulla vedretta Cercen, attorno alle 9.15 sono precipitati. Le tre cordate sono scivolate lungo il pendio ghiacciato e per Luciano Bertagna, 45 anni, e Raffaella Zanotti, 41 anni, non c’è stato scampo. Gli altri alpinisti: Manlio Lottici, 40 anni, è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Bolzano, assieme a Erica Turra, 37anni, e al figlio Luca di 13; Giovanni Ziboni, 55 anni, marito della vittima, è agli Spedali Civili di Brescia, e i loro due figli di 21 e 14 anni, quest’ultimo ricoverato al Santa Chiara di Trento, dove versa in condizioni gravissime e Mauro Zampatti, 41 anni a Cles.

Luciano Bertagna

LA RICOSTRUZIONE - Gli investigatori, su incarico della Procura di Trento, stanno cercando di capire come erano state formate le tre cordate, chi aveva organizzato la salita e se qualcuno degli escursionisti bresciani si era preso la responsabilità degli altri membri del gruppo. La Procura della Repubblica intende approfondire la dinamica della tragedia di ieri mattina sulla Presanella. La dinamica è al vaglio dei soccorritori, ma ad innescare la tragica caduta potrebbe essere stato un piede in fallo o la perdita di equilibrio di un componente della cordata e al momento della tragedia i primi due gruppi avevano già raggiunto un primo pianoro ed erano in attesa dell’arrivo degli altri, ancora impegnati sul ripido pendio quando all’improvviso uno o due alpinisti sarebbero scivolati, trascinando tutti i compagni di cordata.


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