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Temù: cento anni fa partiva per l’Adamello il cannone “Ippopotamo”. Stasera conferenza al Museo Guerra Bianca

martedì, 9 febbraio 2016

Temù – Una serata sui “Cento anni del cannone”. Questa sera – con inizio alle 20.30 nella sala polifunzionale del Museo di Temù – si terrà una conferenza di Walter Belotti, presidente del Museo della Guerra Bianca di Temù con tema “Cento anni fa l’Ippopotamo partiva da Temù”.Ippopotamo - Adamello

Il racconto del trasporto eccezionale del cannone G149, partito da Temù il 9 febbraio 1916, le foto e le immagini d’epoca, saranno il leit motiv della serata. Il cannone G149, conosciuto come l’ippopotamo, partì da Temù verso le vette teatro della Guerra Bianca in Adamello. Durante la serata sarà approfondita la storia di questo pezzo d’artiglieria e degli alpini che lo hanno trascinato a 3 mila metri di quota.

LA STORIA DELL’IPPOPOTAMO

All’inizio del primo conflitto mondiale nessuno pensava che la guerra potesse spingersi fino a quote elevate,ma dopo alcuni mesi di ostilità il fronte per ragioni tattiche si spostò attraversando le alpi verso l’ Adamello il Passo del Tonale, il gruppo dell’ Ortles Cevedale.

Apparve subito evidente la necessità di posizionare pezzi di artiglieria sulle cime più elevate in modo da controllare il fronte con la possibilità di appoggiare le azioni delle truppe Alpine battendo le postazioni nemiche da posizioni dominanti.

Il problema del trasporto dei pezzi di artiglieria a quote anche superiori ai 3000 metri si manifestò in misura già abbastanza problematica anche per cannoni di piccolo calibro scomponibili in più parti. Portare un pezzo di medio calibro a quote elevate era ritenuta un’ impresa più che ardua impossibile. Gli alpini e gli artiglieri italiani non si dettero comunque per vinti e a inizio del 1916 cominciarono a pensare al progetto del trasporto di un cannone in prossimità del fronte per poter battere le vicine posizioni nemiche poste ad oltre 3000 metri di quota.

L’impresa venne così decisa e finalmente il mattino del 9 Febbraio del 1916 arrivò a Temù dalla stazione ferroviaria di Edolo un vecchio cannone in ghisa reduce dalla campagna di Libia. L’ ippopotamo, così venne subito denominato il cannone partì da Temù il giorno stesso trainato da cavalli e verso sera raggiunse Malga Caldea a 1580 metri di quota.

Per il trasporto oltre la Malga Caldea a causa della abbondante neve si rese necessario smontare il cannone, canna e affusto in due carichi separati vennero montati su slitte e con l’ appoggio di oltre 200 uomini il traino dei due slittoni ebbe inizio.

La destinazione del cannone fu stabilita al Passo del Venerocolo a 3236 metri di quota con tappa di arrivo intermedia al Rifugio Garibaldi in val d’ Avio.

L’ impresa del traino fu durissima anche perché il trasporto avveniva solo di notte per evitare la ricognizione aerea nemica. Il cannone durante il traino fu seppellito da una valanga e ci vollero diversi giorni di duro lavoro per recuperare il cannone sepolto da quella enorme massa di neve.

Il tratto più impegnativo fu in prossimità del ripido sentiero soprannominato “il calvario” che adduceva al rifugio Garibaldi. Nonostante tutte queste difficoltà il 17 di Aprile 1916 l’ ippopotamo raggiunse il Rifugio Garibaldi a 2535 metri di quota.

Il 27 Aprile finalmente il traino del cannone raggiunse la meta stabilita il Passo del Venerocolo a 3236 metri di quota. Qui venne approntata la postazione e il mattino del 29 Aprile 1916 il pezzo sparò la sua prima granata contro gli Austriaci  appoggiando il vittorioso attacco degli Alpini contro il Crozzon di Folgarida. Nel 1917 si progettò l’ attacco per la conquista del Corno di Cavento, da qui la necessita di avanzare ulteriormente la postazione del cannone per poter battere con maggior precisione le postazioni austriache di Cavento e Folletto.

Venne approntata una nuova postazione su una selletta in prossimità di Cresta della Croce a 3276 metri di quota e, nella sola notte del 6 Giugno 1917 duecento tra Artiglieri ed Alpini attraversando il Passo della Tredicesima trainarono il cannone sulla sua nuova postazione.

Il 15 Giugno del 1917 il cannone aprì a sorpresa il fuoco contro le postazioni del Corno di Cavento appoggiando il vittorioso assalto degli alpini contro le postazioni dei Kaiserjager comandati dal valoroso tenete austriaco Felix Echt Von Eleda che perse la vita proprio in questa azione difendendo accanitamente la posizione. Dalla sua postazione di Cresta della Croce l’ ippopotamo con la sua possente voce accompagnerà fino alla fine del conflitto tutte le azioni e gli attacchi degli alpini al limite della propria gittata di 9 chilometri.

Il cannone dell’ Adamello fu il pezzo di medio calibro posizionato più in alto su tutti i fronti europei. Restaurato più volte da volontari alpini il cannone domina tuttora dalla sua vecchia postazione di Cresta Croce il massiccio dell’ Adamello. Nonostante il passare degli anni e la ruggine che lo ricopre interamente il cannone dell’ Adamello continua ad essere meta nella stagione estiva di comitive di alpinisti ed escursionisti.


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