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Trento: picchia i familiari per la droga, 17enne finisce in comunità

sabato, 25 luglio 2020

Trento - Usava violenza alla propria famiglia per acquistare la droga, 17enne collocato in comunità. Talvolta il problema della droga “entra in casa” ed è fondamentale la collaborazione con le forze dell’ordine al fine di “salvare” il giovane tossicodipendente. L’episodio accaduto a Trento è emblematico dell’emergenza nel mondo giovanile.

112 carabinieri largeI FATTI - All’inizio del mese di luglio una madre disperata ha informato i servizi sociali del Comune di Trento che, intervenuti prontamente e resisi conto della gravità, hanno attivato un network con i carabinieri, allertando la Compagnia di Trento.

La problematica nella quale si sono imbattuti carabinieri e servizi sociali è stata, in un pomeriggio di inizio luglio, una casa devastata, oggetti e suppellettili sparsi nell’abitazione e una madre in lacrime insieme al figlio quindicenne.

I carabinieri, carpita in pochi istanti la fiducia della donna, hanno convinto la signora in lacrime a raccontare quanto avvenuto: ci sono voluti giorni per raccogliere e circostanziare il profondo stato di disagio vissuto dalla donna e dal figlio minorenne dall’inizio dell’anno; il tutto riconducibile all’azione sempre più insistente e delittuosa del figlio più grande, appena 17enne.

Il giovane, per almeno sei mesi, ha terrorizzato il proprio nucleo familiare esigendo somme di denaro sempre più consistenti per l’acquisto della droga e, all’eventuale diniego opposto dalla madre, rispondeva con minacce di morte, aggressioni fisiche, pugni, lancio di oggetti.

REAZIONI VIOLENTE - Numerose sono state le reazioni violente tenute dal minore, fino alla circostanza di luglio quando, a seguito del rifiuto della donna, il minore aggrediva dapprima la stessa con pugni alla testa e, poi, il fratello minore, intervenuto per difendere la propria madre, rivolgendo tutta la sua rabbia tanto da puntargli alla gola un coltello da cucina.

L’aggressione al figlio più piccolo, evidentemente, ha fatto scattare nella donna il segnale di dire basta alle violenze, inducendola ad allertare i servizi sociali e conseguentemente i carabinieri. La Procura della Repubblica per i Minorenni di Trento, che ha coordinato l’intera attività d’indagine dei carabinieri della Compagnia di Trento, ha richiesto al Tribunale l’emissione di idonea misura cautelare, che è stata concessa ed eseguita la settimana scorsa. Il minore non è più a casa con i familiari, è sottoposto alla misura cautelare del collocamento in comunità.



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