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Spaccio di droga, smascherata banda criminale di marocchini e albanesi nell’Alto Garda

martedì, 20 ottobre 2020

Riva del Garda – Spaccio di droga, smascherata banda criminale di marocchini e albanesi a Riva del Garda con otto denunce e quattro misure cautelari.

polizia controlli notteIl Commissariato di Riva del Garda ha eseguito quattro misure cautelari di cui tre agli arresti domiciliari e una con l’obbligo di dimora, nei confronti di M. A. C., del 1992, residente ad Arco, E.N. M. del 1982, residente a Rovereto, T. H., del 1968, residente a Rovereto M. R., del 1999, residente ad Arco, e quattro perquisizioni locali nei confronti di un’organizzazione criminale composta da marocchini e albanesi dedita al traffico di sostanze stupefacenti.

Iniziata alle prime luci dell’alba di ieri, l’operazione “Canale 12”, che ha visto anche il contributo ha portato alla luce un vasto traffico di droga tra Riva del Garda, Arco, e Rovereto gestito da marocchini e albanesi residenti nell’Alto Garda.

L’organizzazione criminale che era riuscita a inserirsi stabilmente nel tessuto sociale dell’Alto Garda aveva creato una struttura piramidale il cui vertice era retto da esponenti criminali marocchini che utilizzavano per lo spaccio in piazza manovalanza marocchina e albanese.

Il bilancio dell’indagine, coordinata da Fabrizio De Angelis Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Rovereto è di due arresti in flagranza di reato quattro custodie cautelari e quattro persone denunciate a piede libero.

Sono stati, inoltre, sequestrati centinaia di grammi di sostanze stupefacenti tra cocaina, hashish e accertati circa 500 episodi di spaccio al dettaglio.

L’indagine partita a maggio di quest’anno, aveva condotto gli investigatori, dopo alcuni sequestri di sostanze stupefacenti avvenute nei confronti di diversi tossicodipendenti a comprendere come sulle piazze di Riva, Arco e Rovereto gli spacciatori al “dettaglio” nordafricani si rifornissero attraverso una capillare organizzazione criminale, composta da connazionali già inseriti in un contesto lavorativo e conoscitori della realtà dell’Alto Garda.

Gli arrestati per esaudire il fabbisogno dei propri “clienti” e ridurre i pericoli legati ad eventuali sequestri da parte della Polizia aveva costituito una organizzazione volta al mutuo soccorso finalizzata a reperire il narcotico riducendo il “rischio d’impresa” e aumentando gli introiti dell’attività criminale.

I trafficanti per destare meno attenzione dei poliziotti, che durante e dopo il lockdown avevano notevolmente aumentato i controlli sulla città di Riva del Garda, Arco e Rovereto, utilizzavano diversi espedienti e non ultimo le proprie abitazioni per consegnare la merce.

L’acquisto della droga da dividere tra i vari “soci” avveniva quasi sempre fuori regione e quando non riuscivano, perché i controlli della polizia erano più intensi, facevano arrivare lo stupefacente direttamente dalla piazza di Trento.

In più occasioni sono stati fermati ed arrestati quando rientravano alle proprie abitazioni con le famiglie, dopo essere stati a fuori provincia a comprare la “merce”. Questi stratagemmi non sono stati, però, sufficienti ad ingannare gli investigatori che hanno pazientemente ricostruito la rete di contatti individuando fornitori, spacciatori ed acquirenti gravitanti sulle piazze di Riva del Garda, Arco e Rovereto.

Tant’è che durante le indagini gli investigatori del Commissariato di Riva hanno arrestato a Rovereto un componente della banda che a bordo della sua auto, in compagnia di un amico, mentre, trasportava, nascosta nella bocchetta dell’aria, 50 grammi di cocaina. Sempre a Rovereto veniva arrestato un altro sodale che proveniente in auto da Genova, in compagnia della moglie ed il figlio aveva occultato in auto 200 grammi di stupefacente.

Al termine dell’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Rovereto, il Sost. Procuratore della Repubblica Dott. Fabrizio De Angelis chiedeva ed otteneva quattro provvedimenti cautelari eseguiti nelle prime ore del 15 settembre dagli investigatori del Commissariato di Riva del Garda con la collaborazione di quelli del Commissariato di Rovereto, decisi a smantellare questa vasta organizzazione criminale che in poco tempo aveva fortemente inciso nelle dinamiche di spaccio delle sostanze stupefacenti nelle città di Riva, Arco e Rovereto.

“Il controllo del territorio e le conseguenti attività di repressione intensificate, dopo il lockdown - commenta il Dirigente del Commissariato di Riva del Garda Salvatore Ascione - rappresentano il punto di partenza per tutte le azioni di contrasto delle attività criminali. Le misure cautelari richieste dalla Procura di Rovereto ed eseguite dagli uomini del Commissariato, confermano, non solo l’importanza e la bontà del lavoro svolto, ma come siano strategiche le azioni attuate contro lo spaccio di stupefacenti, soprattutto per quelle sostanze di maggiore accesso per i giovani. Su di loro, come più volte ribadito, infatti, si concentra il lavoro della Polizia di Stato che ha come obiettivo quello di cercare di limitare in tutti i modi la diffusione degli stupefacenti, soprattutto in un contesto, come quello dell’Alto Garda, ricco di opportunità e iniziative per i giovani”. 



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