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Operazione “Basil”: 9 arresti tra cui forze dell’ordine corrotte

venerdì, 14 settembre 2018

Trento – Operazione “Basil”, 9 arresti e 7 persone denunciate. Smantellata dai carabinieri del Nucleo Investigatori di Trento una rete di investigatori privati e operatori delle forze dell’ordine corrotti.

Operazione Basil - carabinieri Trento

L’INCHIESTA - I militari del Nucleo Investigativo di Trento alle prime ore di stamani hanno concluso l’operazione “Basil” traendo in arresto 9 persone e denunciandone altre 7. La trama di relazioni illecite, intessuta dal noto investigatore privato ex appartenente alla Polizia di Stato Mauro Delmarco, è stata smascherata con un’indagine certosina quanto altamente tecnologica da parte degli uomini del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Trento, che hanno interrotto una serie di accessi abusivi a sistemi informatici compiuti da 7 appartenenti alle Forze dell’ordine orbitanti nelle province di Roma, Foggia e Bolzano. Essi, sfruttando illecitamente le loro credenziali per l’accesso al portale interforze del sistema di indagine (il più noto “cervellone” con i dati di tutti coloro che a qualsiasi titolo vengono identificati dalle forze dell’ordine, anche a seguito di un normale controllo stradale), sotto pagamento, rivelavano notizie di interesse privato a Delmarco che le utilizzava per finalità unicamente riservate alla propria professione.

I CORROTTI - Di questi 7, sono stati arrestati due carabinieri romani, un finanziere bolzanino e una coppia, conviventi, appartenenti alla Polizia di Stato di Bolzano (lui da poco in pensione). Il sesto, un carabiniere in servizio attivo in Puglia, è stato denunciato a piede libero, così come il settimo appartenente alle forze dell’ordine, un finanziere di Bolzano. Il quadro che si è aperto innanzi agli investigatori ha svelato un mondo di corruzione, di istigazione alla corruzione e di consequenziali accessi abusivi a sistemi informatici con relative rivelazioni di dati e informazioni coperte da segreto d’ufficio “placidamente” comunicate dai Pubblici Ufficiali a Delmarco – previo pagamento che variava di volta in volta – e, in talune occasioni, rese pure ad un altro noto investigatore privato veronese, Matteo Zamboni della “Matrix”, con sede a San Martino Buon Albergo. Anch’egli ai domiciliari. Nominativi di ignari amanti e di ex mogli tradite identificati durante regolari controlli stradali delle Forze di Polizia, verifiche fiscali su mariti coinvolti in cause di divorzio per la determinazione di assegni di mantenimento possibilmente da gonfiare, accessi nel sistema di indagine delle forze dell’ordine in favore di privati cittadini che desideravano avere contezza di eventuali sospette querele sporte nei loro confronti da vicini di casa insopportabili. Il tutto grazie alla “condotta corrotta” di questi uomini in divisa che consentivano all’investigatore di “avere la più ampia disponibilità del bagaglio investigativo di informazioni riservate, velocità nell’acquisizione delle informazioni medesime e garanzia di attendibilità delle stesse”, così recita l’ordinanza del Gip di Trento, Marco Laganga.

LA RETE - Unitamente a Delmarco, destinatari dei domiciliari sono stati altri due soggetti (uno dei due allo stato non reperito) che, a vario titolo, sono risultati aver prestato saltuarie ma determinanti collaborazioni all’investigatore per taluni accessi abusivi a sistemi informatici privati. Nella rete smantellata dal Nucleo Investigativo dell’Arma trentina, oltre ai 9 arresti domiciliari operati su ordinanza di custodia cautelare spiccata dal Gip, Marco Laganga sono stati denunciati per concorso in accessi abusivi a sistemi informatici altri 7 soggetti, incensurati, che avevano collaborato a vario titolo con Delmarco o chiestogli – sotto pagamento – di acquisire informazioni illecitamente. Il Pm, Maria Colpani ha coordinato ogni singola fase della complessa attività investigativa tecnico-informatica e ha posto sotto sequestro, per mano dei militari, l’agenzia di investigazioni private Delmarco, così come i conti correnti bancari del medesimo e di taluni arrestati responsabili di corruzione.



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