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Bolzano, i carabinieri arrestano due corrieri della droga: maxi-sequestro

mercoledì, 3 giugno 2020

Bolzano - I militari della Sezione operativa della Compagnia Carabinieri di Bolzano hanno arrestato due trafficanti di droga che stavano portando notevoli quantitativi di marijuana a Bolzano.

carI militari delle Compagnie di Egna e Bolzano negli ultimi giorni hanno avviato un servizio congiunto e coordinato per il controllo del traffico in arrivo in provincia dall’autostrada A22 con l’ausilio delle unità cinofile del Nucleo Carabinieri cinofili di Laives (Bolzano). Il servizio era particolarmente mirato a intercettare droga in arrivo nel capoluogo e ha coinvolto le vie in uscita dai caselli autostradali di Egna-Ora/Neumarkt-Auer, Bolzano Sud/Bozen Süd, Bolzano Nord/Bozen Nord. Mentre autopattuglie in uniforme controllavano i veicoli usciti, auto civetta pedinavano i veicoli sospetti e i veicoli dei cinofili erano pronti sul posto, eventualmente spostandosi rapidamente utilizzando la A22.

I militari, mercoledì pomeriggio, hanno notato un taxi uscire dal casello di Egna. La cosa appariva anomala poiché di solito i taxi arrivano dall’autostrada quando portano i turisti dall’aeroporto di Verona. Ma in questo periodo di “lockdown turistico” la cosa era quantomeno strana. I carabinieri a bordo hanno trovato una conducente bolzanina e un passeggero gambiano, A.J., senza fissa dimora e pure irregolare sul territorio nazionale e disoccupato. La cosa era troppo inverosimile. Uno straniero clandestino disoccupato come lo paga un taxi? Peraltro l’uomo, pur ancora diciannovenne già noto alle forze dell’ordine, manifestava molta irrequietezza per il controllo. Non è stato necessario nemmeno l’arrivo dell’unità cinofila perché la “roba” la deteneva “in bella vista” in uno zainetto che teneva gelosamente tra le gambe sotto il sedile. I militari sono rimasti increduli nel rinvenire un siffatto quantitativo, tre sacchi termosaldati pieni di infiorescenze secche di canapa indiana per un peso complessivo di oltre 3,1 chilogrammi. Oltre alla droga il giovane aveva più di 2.300 euro in contanti e un telefonino. È stato immediatamente dichiarato in stato di arresto e portato in caserma. Droga, soldi e telefono sono stati sequestrati. La tassista, anch’essa accompagnata in caserma e sentita dai carabinieri, è risultata estranea ai fatti, aveva caricato il cliente alla stazione di Bolzano. Quest’ultimo poi ha chiesto di essere portato in Piemonte e le aveva mostrato i soldi per pagare (i più di 2 mila euro sequestrati dai carabinieri). È rimasta purtroppo per lei fregata poiché l’arrestato infine non ha saldato il dovuto avendo subito il sequestro del contante.

I carabinieri di Bolzano e Laives hanno deciso d’insistere poiché – come per la droga via posta in Val Pusteria – l’attività sembrava promettere bene. Non hanno però trovato nulla il giorno successivo. Due giorni dopo, all’ennesimo servizio organizzato, quasi stavano per decidere di desistere quando hanno visto uscire – ancora dal casello di Egna – un altro taxi. Hanno deciso di fermarlo, per gli stessi motivi di due giorni prima. Incredibile ma vero, a bordo anche questa volta il passeggero era un gambiano… Eccessiva la coincidenza. Il diciannovenne africano, E.N., regolare in Italia ma disoccupato, residente a Marlengo, si era fatto portare fino in Piemonte di fatto frodando il tassista al quale aveva promesso il pagamento all’arrivo a Bolzano. Anche questo autista ci ha rimesso tempo, carburante e pedaggi poiché è rimasto col viaggio non pagato. Peraltro il gambiano non aveva nemmeno soldi con sé.

Anche questo giovane è stato arrestato e associato al carcere di Bolzano poiché nel bagaglio che portava con sé aveva un sacco nero di plastica contenente due chilogrammi di marijuana. La droga è stata sequestrata e ora sarà compito del laboratorio analisi sostanze stupefacenti dei carabinieri stabilire il contenuto di principio attivo di tetraidrocannabinolo contenuto nelle infiorescenze di cannabis indica.

Non è chiaro se i due si conoscessero e/o fossero in qualche modo d’accordo poiché i militari non hanno notizia di relazione di amicizia o semplice conoscenza tra i due, sebbene corregionali. Dopotutto il Gambia è sì uno degli stati africani più piccoli ma ha quasi due milioni di abitanti. La cosa verrà chiarita nel corso dell’interrogatorio da parte del pubblico ministero della Procura di Bolzano.

I risultati sono sicuramente incoraggianti e dimostrano non solo che a Bolzano e provincia droga ne arriva tanta (e quindi qualcuno la consuma…) ma anche che il flusso e quello e i carabinieri gettando la rete nella corrente qualche altro pesce grosso probabilmente lo pescheranno…

DUE DENUNCIATI IN VAL PASSIRIA

I militari delle Stazioni carabinieri di San Leonardo e Moso, in Val Passiria, hanno condotto delle perquisizioni su diversi obiettivi nella vallata, in abitazioni ove ritenevano si potesse detenere sostanze stupefacenti. Hanno sequestrato droghe di diverso tipo e denunciato due giovani per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

In una perquisizione, a San Martino in Passiria, presso un trentacinquenne del luogo non precedentemente noto per droga, i militari dell’Arma hanno rinvenuto e sequestrato circa cinque grammi di cocaina, un bilancino elettronico di precisione e una dose di marijuana. Il sammartinese  è stato quindi denunciato a piede libero per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. I carabinieri erano arrivati a lui poiché avevano notato che nei pressi della residenza del denunciato vi era stato un via-vai di persone già note per consumo di stupefacenti.

Nel frattempo a Moso in Passiria l’unità cinofila del nucleo cinofili dei carabinieri di Laives ha fiutato della marijuana – diciotto grammi – presso l’abitazione di un mosiano, agricoltore quarantenne non precedentemente noto per droga. La droga è stata sequestrata e il detentore è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Bolzano.

La popolazione locale ha spesso espresso preoccupazione per la circolazione di stupefacenti nella Valle e i carabinieri cercano di dare una risposta concreta al problema. Alcune delle ultime denunce per spaccio di droga (una a marzo a San Martino, e tre ad aprile a San Leonardo) sono avvenute proprio nei circa due mesi di “lockdown” a dimostrazione che il consumo – e la vendita – di droga non ha subito pause.



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