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Pieve di Bono: attacco dell’orso a gregge, intervento di Binelli (Agire)

venerdì, 14 luglio 2017

Pieve di Bono – Attacco dell’orso a Pieve di Bono, Binelli (Agire in Trentino): “I progetti sugli orsi sono un fallimento”. Recentemente si è verificato un nuovo attacco dell’orso, questa volta verso un gregge di pecore ad Agrone (Pieve di Bono-Prezzo) presso un’azienda agricola poco lontana dal centro abitato. Tre pecore sono state sbranate, altre ferite ed altre ancora sono sfuggite.Orso Lasino 1

“Questo vicenda – spiega Sergio Manuel Binelli, Agire per il Trentino - si va ad aggiungere ai pessimi risultati dei progetti sull’orso voluti fortemente dal la sinistra centralista e di cui le Valli Giudicarie sono state trattate come cavie da laboratorio: non c’è bisogno di ricordare l’aggressione subita da Carnera a Pinzolo o gli ultimi avvistamenti dell’orso presso l’Ospedale di Tione o a Caderzone Terme, ma basta sentire i diretti interessati, gli stessi proprietari dell’azienda agricola, i quali hanno affermato che questa è già la terza visita del predatore in questione”.

“E’ sicuramente entusiasmante vedere le foto di un orso o sentire le indicazioni dell’Assessore targato Patt all’agricoltura, foreste, turismo e promozione, caccia e pesca Michele Dallapiccola (con il quale ci siamo di recente confrontati sulla tematica https://agireperiltrentino.it/dallapiccola-risponde-a-lettera-agire)- prosegue Binelli – meno divertente invece sarà per queste persone continuare a lavorare in totale insicurezza, doversi inserire nei meccanismi pubblici e arrugginiti della burocrazia per ricevere l’indennizzo, vedere i propri sforzi e i propri animali andati in fumo. Inoltre ci chiediamo che cosa sarebbe successo se durante lo spuntino dell’orso ci fosse stata nei dintorni una persona; oppure sarebbe anche da chiedersi come verranno gestiti i premi assicurativi della polizza stipulata dalla Provincia autonoma di Trento dal momento che questi attacchi sono in crescente aumento”.

“Tutto questo trambusto – conclude Binelli – non si sarebbe verificato se si fossero gestiti questi progetti con la testa: si potevano costruire dei parchi o delle riserve, si poteva chiedere al Governo di legalizzare lo spray anti-orso, e soprattutto è necessario rendersi conto che il territorio e i centri abitati non sono più quelli di una volta; ma evidentemente i finanziamenti giunti dall’Europa per questi progetti erano più importanti della sicurezza dei cittadini. L’acquolina in bocca della sinistra centralista per i soldi e il potere forse fa più paura di quella dell’orso”.


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