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Il caso orso sconvolge il Trentino, il presidente Rossi: “Cattura? Prima identifichiamolo”

giovedì, 11 giugno 2015

Trento – La questione orso tiene banco e oggi – a poche ore di distanza dall’aggressione a un 45enne sul Monte Bondone, le cui condizioni sono in miglioramento – il presidente Ugo Rossi è intervenuto in Consiglio provinciale che è stato convocato appositamente e che ha visto gli interventi dei diversi gruppi politici.

ECCO LE POSIZIONI DEI DIVERSI GRUPPI IN CONSIGLIO PROVINCIALEtrento orso Daniza 1

Il consigliere Maurizio Fugatti (Lega Nord): “La situazione è sfuggita di mano, gli orsi sono in sovrannumero rispetto alla configurazione del nostro territorio e c’è una precisa responsabilità politica. La realtà è che gli attacchi sono molto più numerosi di quelli pubblicizzati e la situazione è diventata insostenibile. L’orso che si avvicina alle case si può catturare e questo va fatto: non diciamo di abbatterlo, ma certamente di allontanarlo”.

Giacomo Bezzi (Forza Trentino): “Adesso si andati oltre, la questione è sfuggita di mano e occorre prenderne atto nell’interesse di tutti. Credo che siamo d’accordo, infatti, che la priorità sia la sicurezza delle persone, residenti e turisti. Quindi mi  chiedo perché non potete fare un passo indietro, prima di tutto con una seria prevenzione e una corretta e ampia informazione. In secondo luogo anche con l’allontanamento degli esemplari. Questo non sarebbe la sconfitta del progetto Life Ursus, ma occorre dare risposte ai cittadini. Sicurezza significa per cominciare prevenzione. E prevenzione significa informazione”.

L’intervento di Rodolfo Borga (Civica) : “Non è certamente facile gestire una situazione ereditata da chi ha avviato il progetto nel lontano ’93, laddove tra l’altro ci sono competenze incrociate. Tuttavia occorre rendersi conto della gravità della situazione e capire come intervenire. Noi non siamo in Canada, il nostro è un territorio fortemente antropizzato e il problema non si può risolvere individuando i singoli orsi problematici. Si può intervenire con l’allontanamento o anche con abbattimenti, l’importante è ridurne drasticamente il numero. Occorre andare alla radice e riconoscere che questo progetto ab origine aveva una visione di fondo, ovvero prevedere un numero massimo di orsi che il territorio poteva sostenere (lo stesso problema si riscontrerà a breve con l’introduzione del lupo). La vita di ogni essere umano vale più di quella di qualsiasi animale, questa è la cultura che va riaffermata nella percezione dell’ordine naturale del creato. Nei rapporti riservati che ha con lo Stato va detto che il progetto non è più sostenibile in un territorio antropizzato come il nostro”.

Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino) ha ribadito:”Nessuna intenzione di mettere in difficoltà la Giunta, bensì la volontà di risolvere un problema diventato insostenibile.

L’estensione del nostro territorio è insufficiente per ospitare un numero di orsi come quello che abbiamo attualmente. Questo problema rappresenta anche un danno economico per il nostro territorio: è un deterrente al turismo. Gli orsi vanno catturati o anche abbattuti. Se il Presidente della Giunta non ha il coraggio affidi la responsabilità ai sindaci. È inutile parlare di sviluppo e poi avere questi problemi di sicurezza per il timore di affrontare una piccola minoranza che in realtà ci sta condizionando”.

Il consigliere Luca Zeni (PD): “Non va strumentalizzato il caso. Anche sulla comunicazione occorre stare attenti e dare le informazioni giuste, con il supporto di esperti in materia. Da amico dell’orso oltre ad intervenire allontanando i casi problematici, credo che occorra valutare se sul nostro territorio esista un numero di esemplari sostenibile. Senza allarmismi ma con responsabilità”.

Marino Simoni (Progetto Trentino) ha detto: “Da quest’aula dovrà uscire un comune e condiviso intendimento rafforzativo di quella che sarà l’azione del governo”.

Massimo Fasanelli (Progetto Trentino) ha espresso solidarietà alla persona aggredita: “Non c’è responsabilità dell’attuale Giunta per una situazione ereditata, ma da oggi in poi la responsabilità ci sarà, se non ci si affretta a risolvere la problematica e se la si sottovaluta. Su questo argomento non possiamo e non dobbiamo speculare, ma non fare speculazioni non significa nemmeno non fare nulla: dobbiamo intervenire con efficacia, con decisione, spingendoci anche fino all’abbattimento degli esemplari, se necessario”.

Il consigliere Mario Tonina (Unione per il Trentino) ha chiesto “Un’intensificazione di serie campagne di informazione e sensibilizzazione potrebbe aiutare e se il caso lo richiede gli esemplari potrebbero essere allontanati e come ultima ratio anche eliminati: siamo arrivati ad un punto in cui non possiamo più sottrarci al problema. Siamo in un’emergenza che riguarda l’incolumità delle persone ed occorre avere coraggio e il consiglio con responsabilità condividere le azioni con l’Esecutivo”.

L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE ROSSI

Ecco il testo dell‘intervento del presidente  della Provincia Ugo Rossi: ”Siamo di fronte ad un episodio molto grave rispetto al quale non è opportuno fare strumentalizzazioni. Per prima cosa ho voluto informare sull’accaduto in base ai rilievi e alle verifiche fatte dalle autorità competenti. Sulla base di queste informazioni il dibattito si è sviluppato e io lo ho aConsiglio provinciale 1scoltato. Le decisioni che adotteremo saranno basate sullo stesso principio adottato lo scorso anno in agosto quando si verificò l’altra aggressione: di fronte ad un fenomeno che è dentro le logiche naturali si valuta la gravità e prima viene la vita e la sicurezza delle persone e poi viene la conservazione della natura. Lo scorso anno, dentro le regole di cui disponiamo, abbiamo applicato lo stesso principio. L’anno scorso io mi sono assunto la responsabilità di prendere provvedimenti che hanno portato poi a reazioni sulle quali non ho sentito molta solidarietà, nemmeno quando la Forestale dello Stato ha minacciato interventi. Quello che noi possiamo fare in relazione alle regole è scritto e ve lo leggo.

Nel momento in cui un orso attacca senza essere provocato si possono adottare tre provvedimenti: cattura con rilascio e radiocollaraggio, cattura con captivazione, abbattimento. L’ordinanza dello scorso anno diceva esattamente questo. Io mi sono preso questa responsabilità assieme alla mia giunta l’anno scorso e siamo pronti ad assumerla anche quest’anno. Per assumersi questa responsabilità è necessario però identificare e riconoscere l’esemplare responsabile dell’aggressione. Questo è quello che faremo. La videoconferenza con Ministero e ISPRA che è in corso in questo momento serve proprio per condividere questa procedura a livello centrale. Però siamo pronti a prenderci responsabilità in via autonoma ma vogliamo evitare che qualche organo centrale, sulla base di informazioni scorrette, possa fare rilievi, come lo scorso anno. Anche questa volta la cattura di un orso ha dei rischi come per l’evento infausto dell’anno scorso.

L’altra volta abbiamo assistito ad un mettere in croce persone e istituzioni rispetto a quella decisione. Noi quei rischi ce li prenderemo anche quest’anno. Abbiamo le regole e le abbiamo sempre utilizzate e le utilizzeremo fino in fondo. Quanto al cambiarle, già lo scorso anno la Provincia di Trento ha formalizzato ciò che ho sentito dire in quest’aula, e che condivido, sulla necessità di modificare alcune regole del progetto. Il progetto del 1993 non prevedeva un numero massimo, noi stiamo chiedendo di definire modalità che vadano oltre a quelle che abbiamo per cercare di modificare ciò che è possibile, compreso la riduzione del numero degli orsi. Le decisioni le abbiamo prese e difese, talvolta un po’ troppo soli”.

LA PROCEDURA

Rossi ha ricordato che dentro queste regole si è intervenuti anche lo scorso anno, sottoponendosi ad una serie di critiche familiari e non solo, rispetto alle quali non sono state sentite molte parole di solidarietà, nemmeno quando organi superiori si sono mossi addirittura minacciando denunce penali. Le regole: nel momento in cui un orso attacca con contatto fisico senza esser provocato i provvedimenti adottabili sono tre: cattura con rilascio con radiocollare; cattura per captivazione permanente; abbattimento, nel caso di pericolo per gli operatori.

«Questa la responsabilità che ci siamo assunti l’anno scorso e che ci assumiamo anche quest’anno e per fare questo è necessario riconoscere l’esemplare responsabile dell’aggressione. La videoconferenza in corso in questo momento serve proprio per stabilire queste procedure che il Presidente della Giunta si prenderà la responsabilità di adottare in via del tutto autonoma. I rischi ce li assumeremo anche quest’anno. Il tema orso in generale: per quanto riguarda il tema dell’orso in Trentino in generale già lo scorso anno abbiamo chiesto e sostenuto il tema della gestione complessiva e regole che vanno modificate, soprattutto con riferimento al numero massimo di esemplari che va aggiornato rispetto al progetto iniziale che risale al 1993. Anzitutto va stabilito con certezza l’esemplare che ha compiuto l’aggressione. Solo a quel punto potremo applicare quanto previsto dal protocollo. Il che, con ogni probabilità, comincerà con l’applicazione del radio collare. Ma potrebbero essere assunte anche misure restrittive, come la riduzione in cattività”.”In tutti i casi – ha concluso il presidente Rossi – l’animale potrà essere abbattuto solo se nel corso delle operazioni diventasse pericoloso per l’incolumità degli operatori”.

L’A.

FIRMATA ORDINANZA A PRESIDIO DELL’INCOLUMITÀ PUBBLICA

Primo obiettivo identificare l’animale attraverso una serie di azioni intensive di monitoraggio e di presidio, già in corso, attuate con squadre di agenti della forestale che da questa mattina operano nell’area dell’aggressione, anche a tutela della sicurezza della popolazione che frequenta la zona. A tal fine il governatore Ugo Rossi ha emesso un’ordinanza che codifica la strategia di intervento.

Sono queste le principali misure su cui ci si è confrontati oggi nel corso della video conferenza fra i tecnici della Provincia – presenti anche il presidente Ugo Rossi e l’assessore Michele Dallapiccola – e i referenti di ISPRA e Ministero dell’Ambiente, che hanno condiviso il piano d’azione predisposto e assicurato la massima collaborazione tecnica, anche nell’effettuare con rapidità le analisi sui campioni organici. Il governatore Rossi ha inoltre sentito nuovamente il ministro Galletti per anticipargli i contenuti dell’ordinanza e confermargli quanto formalizzato dalla Provincia autonoma di Trento lo scorso anno circa la necessità di migliorare la normativa vigente e introdurre dei limiti, oggi non previsti, al numero di esemplari presenti sul territorio trentino. L’ordinanza è stata assunta in applicazione della normativa vigente che prevede, in caso di attacco come quello avvenuto, l’adozione di una serie di provvedimenti.

All’alba di oggi, la squadra di emergenza del Corpo forestale della Provincia ha potuto localizzare con precisione il luogo del fatto, in località Comuni di Cadine di Trento e a raccoglie alcuni reperti organici, che potrebbero risultare utili ad identificare l’orso. Secondo questi primi elementi, come hanno riferito i tecnici della Provincia ai responsabili di ISPRA e Ministero dell’Ambiente, appare chiaro che l’aggressione sia avvenuta senza la minima provocazione da parte della persona interessata.
Nel corso della riunione si è parlato anche della possibilità che l’aggressione di ieri pomeriggio possa in qualche modo essere collegata a quella avvenuta alcuni giorni fa nei pressi di Zambana. Si è ritenuto opportuno delimitare l’area di attenzione nei dintorni delle due zone che non sono molto distanti fra loro.

Si ricordano infine le principali regole di comportamento nei confronti dell’orso.
• Non lasciare mai cibo o rifiuti organici a disposizione dell’orso
• In caso di avvistamento a distanza, non avvicinarsi
• In caso di incontro ravvicinato allontanarsi lentamente
• Segnalare per tempo la propria presenza facendo del rumore
• In caso di aggressività assumere un atteggiamento passivo
• Tenere i cani al guinzaglio
• Comunicare eventuali presenze dell’orso chiamando il numero 335 7705966
• Per le emergenze chiamare il numero 115


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