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Violenza sulle donne: il racconto di Lucia Annibali e la premiazione del concorso per le scuole “Testimoni di coraggio civile”

martedì, 2 febbraio 2016

Merano – Sedici operazioni in quasi tre anni, la lotta quotidiana contro lo specchio e contro i ricordi, le sofferenze fisiche e morali subite per un atto di atrocità inaudita. Lucia Annibali porta avanti la sua battaglia di testimonianza, affinché simili episodi – e la violenza sulle donne in generale – non si ripetano più. Stamattina l’avvocatessa pesarese ha raccontato il suo dramma a 200 studenti bolzanini convenuti al Rainerum per la premiazione del concorso scolastico “Testimoni di coraggio civile”, organizzato dal Dipartimento Cultura della Provincia di Bolzano nell’ambito della sezione Scuola della Piattaforma delle Resistenze contemporanee 2016. Il concorso di quest’anno era dedicato proprio a un fenomeno di drammatica quotidianità: no alla violenza sulle donne (Foto di Davide Perbellini). ANNIBALI PREMIA

LA TESTIMONIANZA
Lucia Annibali
, accompagnata dalla giornalista del Corriere della Sera Giusi Fasano con la quale ha scritto il libro “Io ci sono. La mia storia di non amore”, ha ripercorso la sua vicenda: i momenti bui dell’aggressione (“non riuscivo a capire cosa mi fosse successo”), il calvario della guarigione (“per mesi ho perso la vista”, “mi sono sottoposta a sedici operazioni”), i fantasmi del passato (“oggi mi capita raramente, però in occasione dell’ultima operazione quando ho chiuso gli occhi ho rivissuto l’incubo”), gli stati d’animo nei confronti del suo carnefice condannato a 20 anni di carcere in primo e secondo grado di giudizio (“non c’è odio: l’ho detestato profondamente per le frustrazioni subite durante la relazione, oggi sono molto arrabbiata perché non riconosce le sue responsabilità”). Oggi il rapporto di Lucia Annibali con il proprio viso è “difficile e complicato, ma è pur sempre il mio viso e gli voglio bene”. La vittima e la giornalista hanno invitato le donne a denunciare sempre gli episodi di violenza, anche quelli minimi, perché possono essere l’inizio di un’escalation.1° PREMIO SCUOLE - 4 P LICEO PASCOLI

LA GIORNATA
L’incontro al Rainerum, ben diretto dal moderatore Salvatore Cutrì, si è aperto con un breve monologo dell’attrice bolzanina Chiara Visca, che in maniera diretta ed efficace ha ripercorso la violenza sulle donne nel corso della storia. Andrea Brandalise, coordinatore della Piattaforma delle Resistenze contemporanee, ha ribadito l’importanza dei progetti che il Dipartimento provinciale della Cultura organizza nelle scuole “per stimolare gli studenti, per fare memoria e per invitarli a resistere”. Guido Rispoli, procuratore capo del tribunale di Bolzano ed esponente dell’Associazione Nazionale Magistrati, ha sottolineato come progetti del genere “servono a dare la possibilità ai ragazzi di esprimersi”. La sovrintendente scolastica Nicoletta Minnei, prendendo spunto da quanto detto da Lucia Annibali, ha ringraziato le donne che – come l’avvocatessa pesarese – sanno essere contente del loro aspetto ed ha invitato gli studenti a riflettere sull’eccesso di violenza e aggressività.

IL CONCORSO
Il concorso “Testimoni di coraggio civile” è organizzato dalla Piattaforma delle Resistenze contemporanee in collaborazione con Associazione Nazionale Magistrati-sezione Alto-Adige e assessorato alla scuola e cultura italiana della Provincia di Bolzano.

Per partecipare al concorso gli studenti hanno dovuto presentare un elaborato scritto o multimediale sul seguente tema: “Amore, violenza, paura, rabbia, forza, coraggio, responsabilità e reazione. Che cosa rappresentano per te? Quanto è importante il contesto socio-culturale riguardo la visione sulla violenza sulle donne? Perché denunciare è necessario?

Il concorso prevedeva due categorie di partecipanti: singoli o gruppi (di classe o interclasse) e classi. I premi in palio per i singoli consistono in abbonamenti a cinema o teatro e buoni acquisto per libri, riviste o materiale informatico per un valore oscillante tra 100 e 300 euro, mentre per la classe vincitrice è previsto – oltre ad un buono acquisto da 250 euro – anche un incontro con le realtà del territorio che si occupano di sensibilizzare la popolazione e tutelare le donne che hanno subito violenza.

I VINCITORI
Incetta di titoli per il liceo “Pascoli” di Bolzano, che ne ha conquistati tre su quattro: nella categoria singoli/gruppi ha vinto il primo premio con Amina El Kathib ed il terzo con Maria Letizia Mastroianni, mentre la seconda piazza è andata al duo Andrea & Anna Lovecchiodel liceo “Torricelli”. Il premio riservato alle classi è andato alla 4P del “Pascoli”, indirizzo Scienze umane. La giuria composta da Franca Toffol (vicepresidente commissione provinciale pari opportunità), Andrea Brandalise (coordinatore della Piattaforma delle Resistenze contemporanee), Luca Bizzarri (Servizio Giovani della Provincia) e Laura Nardin (staff Piattaforma delle Resistenze) ha premiato i messaggi lanciati dagli studenti singoli – la lotta al silenzio, la resistenza alla violenza, la maschera indossata dalla vittime – e l’idea del calendario sulla violenza prodotto dalla classe del “Pascoli”.

LA STORIA
Ecco un estratto della presentazione del libro “Io ci sono. La mia storia di non amore” (Rizzoli). 16 aprile 2013, una sera qualunque. Lucia, giovane avvocatessa di Pesaro, torna a casa. Ad attenderla trova un uomo incappucciato che le tira in faccia dell’acido sfigurandola. Le ustioni, devastanti, corrodono anche il dorso della mano destra. Quella stessa notte viene arrestato come mandante Luca Varani, avvocato, che con Lucia aveva avuto una tormentata relazione troncata da lei nell’agosto del 2012. Nel libro Lucia Annibali ripercorre la sua storia con quell’uomo, dal corteggiamento al processo; racconta l’acido che scioglieva il suo viso e poi i mesi bui e dolorosissimi, segnati anche dal rischio di rimanere cieca. Per la sua tenacia, la sua determinazione e il coraggio di mostrarsi, oggi Lucia è diventata un’icona, punto di riferimento per tutte le altre donne.


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