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Variante Prg Arco per Villa San Pietro e piani stralcio Comunità Alto Garda e Ledro approvati dalla Provincia

domenica, 19 luglio 2020

Arco – La giunta provinciale ha approvato la variante al Piano regolatore generale (Prg) per la nuova disciplina dell’area “Arco centro storico – area istituto Villa San Pietro” del Comune di Arco. La delibera, a firma del vicepresidente ed assessore provinciale all’urbanistica ed ambiente Mario Tonina, dà il via libera al piano di riqualificazione del compendio di Villa San Pietro.

riva lago garda ok gdvLa variante al Piano regolatore generale (Prg) del Comune di Arco, approvata dalla giunta provinciale, è conseguente alla approvazione nel 2009 del piano attuativo di iniziativa privata denominato “Arco centro storico – area istituto Villa San Pietro”. Il piano aveva, nel frattempo perso di efficacia, ed ora l’intervento viene ripianificato. Le modifiche apportate, rispetto al testo precedente, intervengono in particolare sui parametri edilizi. In particolare, la delibera prende atto della conversione dei parametri di superficie utile, ora adeguati al Regolamento urbanistico-edilizio provinciale.

Sotto il profilo degli interventi, la delibera della giunta affronta il tema del linguaggio architettonico, ammettendo la sua declinazione in chiave contemporanea e quindi l’ammodernamento della struttura.

Comunità Alto Garda e Ledro, approvati i piani stralcio delle aree produttive e della mobilità

La giunta provinciale, su iniziativa del vicepresidente ed assessore provinciale all’urbanistica Mario Tonina, ha approvato i Piani stralcio del piano territoriale relativi alle aree produttive del settore secondario e alla mobilità della Comunità Alto Garda e Ledro. Il via libera alla riorganizzazione delle aree produttive arriva dopo l’integrazione e modifica delle scelte condotte nel piano e in particolare con la conferma – chiesta anche dalla Commissione urbanistica provinciale – del mantenimento delle aree produttive provinciali e di ampie dimensioni. I piani delle aree produttive e della mobilità si configurano come parte significativa dello strumento pianificatorio della comunità, funzionale a definire obiettivi strategici anche nel settore economico e dell’attrattività del territorio, soprattutto ora che è concreto il collegamento veloce tra il Garda e passo San Giovanni.

Piano stralcio delle aree produttive
La decisione della giunta provinciale arriva dopo un articolato processo di verifica e di analisi, non solo urbanistica.
Nel 2015 era stato firmato l’accordo quadro di programma tra Provincia autonoma di Trento e Comunità Alto Garda e Ledro per la revisione della pianificazione delle aree produttive del settore secondario. I principi adottati dall’accordo – e richiami nella delibera odierna – si basavano sulla flessibilità e adattamento delle scelte strategiche, la riqualificazione delle aree produttive dismesse o non compatibili con il contesto insediativo, così da razionalizzare la collocazione delle aree produttive e favorire la competitività del sistema produttivo locale.

L’attuazione degli indirizzi dell’accordo quadro ha generato la prima versione del Piano territoriale della Comunità delle aree produttive del settore secondario di livello provinciale, adottato dalla Comunità nel novembre del 2018.

La Provincia ha esaminato il piano nella Conferenza dei servizi dell’agosto 2019, seguito dalla valutazione della Commissione urbanistica provinciale nel settembre scorso. Dagli uffici provinciali era arrivato l’invito ad approfondire la “riqualificazione in locale” di tessuti produttivi provinciali e di conservare le aree produttive di ampie dimensioni in considerazione della loro capacità di rispondere alle specificità del settore secondario. Secondo gli uffici provinciali, infatti, le aree produttive di grandi dimensioni dell’Alto Garda avrebbero potuto trovare una “rinnovata appetibilità”, grazie alle nuove soluzioni viarie in via di realizzazione. Tra tutte, la realizzazione dell’Hub del Cretaccio che permetterà il collegamento rapido tra Loppio e Busa.

Le osservazioni sono state recepite dalla Comunità Alto Garda e Ledro – e integrate nel piano stralcio – che ha ripristinato la destinazione produttiva di “livello provinciale” per parte della zona produttiva in località San Giorgio di Arco.

Piano stralcio della mobilità
Il Piano stralcio della Comunità Alto Garda e Ledro, approvato dalla giunta provinciale è destinato a cambiare profondamente la viabilità dell’area turistica ed industriale. La delibera, a firma del vicepresidente ed assessore provinciale all’urbanistica Mario Tonina, dà il via libera alla riorganizzazione e razionalizzazione dei flussi del traffico veicolare nell’Alto Garda, al completamento delle reti ciclopedonali di fondovalle, delle connessioni tra la rete di fondovalle e le valli limitrofe (Valle dei Laghi, Vallagarina, Ledro e Tennese) e la realizzazione della ciclopista del Garda lungo le tre direttrici: Riva del Garda-Limone, Riva del Garda-Torbole e Torbole – Navene di Malcesine. Non solo. Nel Piano è previsto il nuovo collegamento ferroviario tra l’asse Verona-Brennero e la zona produttiva di Arco, con il terminal passeggeri al Porto San Nicolò sul Lago di Garda, il potenziamento della navigazione sui laghi attraverso l’individuazione di nuovi scali e tratte navigabili, oltre alla riorganizzazione del trasporto pubblico locale. Infine, ma non certo per importanza, rientra anche l’ampliamento della città pedonale, intesa come intervento di riqualificazione urbana e sociale, con il collegamento tra Nago e Torbole, e lo “Skyway People Mover”, tra l’hub ferroviario di Riva del Garda e la fascia lago.

L’inizio del processo di riorganizzazione della viabilità dell’Alto Garda e Ledro risale agli anni 2014 e 2015 con la presentazione del Documento preliminare definitivo e l’accordo quadro di programma per l’elaborazione del piano territoriale Alto Garda e Ledro, approvato dalla giunta provinciale nel 2015.

In questi anni, la Comunità ha avuto modo di illustrare le ragioni che rendevano necessaria una revisione della struttura viabilistica dell’Alto Garda. In quel contesto, si inserisce anche la proposta di collegamento ferroviario, la cui previsione è considerata “dirimente” per lo sviluppo socio-economico dell’Alto Garda, chiarendo che “l’Hub al Cretaccio non può essere considerato indipendente dalla previsione di rete complessiva per la mobilità, punto di riferimento per passeggeri e le merci che transiteranno nel territorio, vista la funzionalità del polo intermodale alla zona produttiva di San Giorgio, nonché, il fatto che il collegamento viabilistico Loppio-Cretaccio sposterà il flusso del traffico attualmente gravante sull’Alto Garda”.

Osservazioni erano arrivate anche dal Servizio autorizzazioni e valutazioni ambientali della Provincia autonoma di Trento circa possibili ricadute ambientali. In particolare, l’attenzione si era spostata sul nuovo collegamento ferroviario: “Se risulta o meno contemplato anche come trasporto merci, in quanto determinerebbe delle inevitabili ricadute sulle caratteristiche del Hub previsto in zona Cretaccio”. Infine, il rappresentante del Servizio aveva evidenziato che “c’è un incremento della previsione del trasporto su acqua che interessano il lago di Garda e il lago di Ledro, con relativa apertura di nuovi porti e linee per traghetti. Tale previsione del piano per la mobilità, può avere degli effetti tali da richiedere forme di coordinamento provinciale o extraprovinciale e l’esame degli effetti sulla qualità delle acque dei laghi che andrebbero quantomeno analizzati e precisati in sede di VAS”.

Nel parere del 2019 la Commissione urbanistica provinciale, in considerazione delle problematiche connesse alle singole proposte di intervento di riorganizzazione del sistema della mobilità del territorio dell’Alto Garda e Ledro, aveva espresso una valutazione con la quale riconosceva e condivideva la ricerca di una visione orientata ad un nuovo sistema di mobilità del territorio. Al contempo la Cup evidenziava la necessità che “gli interventi proposti si traducano in previsioni in grado differenziare la parte strategica da quella conformativa e garantire la coerenza del piano stralcio della mobilità con il quadro delineato dal Piano urbanistico provinciale”.

Inoltre, la Cup avanzava ulteriori valutazioni ai fini della verifica preventiva del rischio idrogeologico, del collegamento con il polo fieristico e del consumo di territorio agricolo determinato dalle nuove previsioni pianificatorie proposte, di carattere sia generale sia puntuale.

Nel dicembre 2019, il Consiglio della Comunità Alto Garda e Ledro ha provveduto alla definitiva adozione del piano stralcio della mobilità ridefinendo i suoi contenuti sulla base delle osservazioni espresse dalla Cup e dai Servizi provinciali.

Dal febbraio 2020, i servizi provinciali e la Cup hanno avanzato ulteriori osservazioni che sono state recepite dalla Comunità che a sua volta ha inviato, lo scorso 8 luglio, gli elaborati del piano stralcio modificati in recepimento secondo le osservazioni espresse dalla Provincia automa di Trento. Da qui la decisione della giunta provinciale di approvare il piano stralcio della mobilità dell’alto Garda e Ledro, con la delibera a firma dell’assessore provinciale all’urbanistica Mario Tonina.



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