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Sos cimici in Valtellina: danni fino al 50% sulle mele

sabato, 28 settembre 2019

Sondrio – E’ allarme nei frutteti della Valtellina dove la cimice asiatica sta assaltando i meli, con danni che in alcune delle zone colpite arrivano fino al 50% del raccolto. Lo stima la Coldiretti Lombardia in occasione del terzo sciopero mondiale per il clima sulla base delle segnalazioni degli agricoltori della provincia di Sondrio che devono fare i conti per la prima volta con questi insetti pericolosi, che a causa dei cambiamenti climatici si stanno moltiplicando nelle campagne e in città, causando danni in Italia stimati per ora in circa 250 milioni di euro alle produzioni di mele, pere, kiwi, ma anche pesche, ciliegie, albicocche e piante da vivai.

“In Valtellina non era mai accaduto in passato – conferma Bruno Delle Coste, produttore e Presidente della Cooperativa Melavì alla quale conferiscono più di 300 aziende agricole del territorio – Le cimici stanno attaccando le piante a macchia di leopardo: in un frutteto può succedere che si trovino sugli alberi centrali, non ci siano su quelli vicini e ricompaiano su altri a decine di metri di distanza. I frutti vengono bucati e non possono essere più utilizzati”. Adesso – precisa la Coldiretti Lombardia – gli agricoltori stanno completando la raccolta delle mele rosse e si apprestano a iniziare con quelle bianche. “Gli insetti – continua Delle Coste – sono comparsi prima nella zona di Ponte in Valtellina, poi poco alla volta hanno risalito tutta la valle, seguendo la fase di maturazione dei frutti in base all’altitudine”.

La cimice marmorata asiatica – sottolinea la Coldiretti – arriva dalla Cina ed è particolarmente pericolosa per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta. La situazione è drammatica soprattutto al Nord, dal Friuli Venezia Giulia al Veneto, dall’Emilia Romagna al Piemonte. In Lombardia– spiega la Coldiretti regionale – la cimice è ha attaccato anche le coltivazioni di soia e mais nel Milanese e nel Bresciano e di frutta nella provincia di Mantova.

Per fermare l’invasione della cimice asiatica – dichiara la Coldiretti – si attende il via libera del ministero dell’Ambiente che, sentiti il ministero delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali e il ministero della Salute, deve emanare le linee guida per il via libera alla vespa samurai, nemica naturale della cimice, dopo l’entrata in vigore del D.P.R. del 5 luglio 2019 n. 102 che introduce le norme necessarie a prevedere i criteri per l’immissione sul territorio di specie e di popolazioni non autoctone, fortemente sollecitato dalla Coldiretti ai tavoli istituzionali. Regione Lombardia ha già dato la disponibilità ad avviare la sperimentazione in materia. Sotto accusa è il sistema di controllo dell’Unione Europea – conclude la Coldiretti – con frontiere colabrodo che hanno lasciato passare materiale vegetale infetto e parassiti vari. Serve un cambio di passo nelle misure di prevenzione e di intervento sia a livello comunitario che nazionale, anche con l’avvio di una apposita task force.



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